TORINO, 28 AGOSTO - 12 SETTEMBRE 2010
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In italia il 30% dei giovani è senza lavoro e al Sud un cittadino su tre è a rischio povertà. Berlusconi dovrebbe pensare ai problemi degli italiani, invece che ai suoi.
Aiutateci a ricordalo a tutti diffondendo la nostra nuova campagna. Fatela girare in rete e condividetela sui social nework.
Non è mia abitudine guardare nel cortile del vicino, questa volta però lo faccio perchè l’argomento tocca direttamente tutti Noi!
Che succede nel PDL?
Il partito nato dal pradellino di un’automobile (straniera oltretutto) tramite la fusione a freddo di Forza Italia, Alleanza Nazionale, parte della galassia DC ed altri partitini, è imploso. Succede che a mischiare le tradizioni politiche con quelle affaristiche prima o poi si fa il botto. E botto fu!
Succede che all’interno del PDL, il capo dei capi, sia una specie di delinquente, indagato per diversi motivi. Lui che fa? Uno alla volta, risolve i suoi problemi con la giustizia, creando delle leggi che fanno in modo, per dirla alla Caterina Caselli che nessuno lo possa giudicare! Dopodichè vengono fatte altre leggi che incitano all’evasione fiscale ed all’abusivismo: vedi i vari condoni e lo scudo fiscale. Poi sempre il padrone ed i suoi amici stretti, fondano nuove logge massoniche, considerano eroi dei boss mafiosi, limitano fortemente la libertà di stampa, tolgono la protezione ai collaboratori di giustizia, provano a limitare se non vietare l’uso delle intercettazioni telefoniche, organizzano feste facendo spostare gli ospiti con voli di stato a carico del contribuente, candidano soubrette, showgirl ed escort in barba alla meritocrazia affindando loro anche incarichi importanti, provano a fare la compravendita di politici così come si fa nel calcio, prendono contatti e fanno eleggere uomini simpatici alla camorra, alla mafia ed alla ‘ndrangheta, vengono coinvolti in scandali di tangenti come quelli che hanno visto i lavori alla Maddalena, a L’Aquila, l’eolico in Sardegna e tante altro porcate. Insomma, questi per anni, hanno pensato di fare tutto quello che gli piaceva, senza curarsi minimamente di legalità, di regole, di rispetto dello stato. Un giorno, uno vecchio destrissimo, si ribella a questo mal costume. Non è che Fini tutto d’un tratto si converte, cambia idea o cosa, semplicemente, smette di fare il suddito valletto al soldo del Capo.
Ora succede che il PDL si scinde in due parti, gli affaristi (business e poltrone) Berlusconiani che restano nel partito ed i Finiani che preferiscono occuparsi (sempre da destra) di politica uscendo da quello che è diventato oramai un movimento d’affari.
Ora potrebbero succedere diverse cose:
- Berlusconi inizia a preoccuparsi dei problemi dell’Italia (e non solo ai suoi) in modo che Fini possa restare al suo fianco (un altro ragionamento andrebbe poi fatto sul come potrebbe risolvere questi problemi) senza far cadere il governo.
- Berlusconi, continua a farsi i fatti suoi tutelando i malaffari dei suoi amichetti ed i Finiani votano la sfiducia al governo
- Berlusconi, che si rende conto di essere inutile, di non avere più una maggioranza e che Fini aumenta il proprio consenso decide di dimettersi.
In ogni caso, la soluzione è un cambiamento, di premier o anche solo di priorità! In ognuno dei casi, come ha detto bene oggi Bersani, c’è bisogno di un governo transitorio che si occupi di welfare, di lavoro e che riscriva la legge elettorale.
“Le mie vacanze iniziano con una bella notizia. Abbiamo vinto una battaglia condotta in solitudine. Non posso che esprimere grande soddisfazione per l’accoglimento del ricorso da parte del Tar. Abbiamo fatto da apripista, altri Enti hanno agito in seguito sul nostro esempio. E’ stato bloccato un provvedimento ingiusto attraverso il quale veniva fatto pagare l’utilizzo della direttissima Torino-Caselle anche a coloro che non ne usufruivano”. E’ il primo commento del Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta sull’accoglimento del ricorso al Tar del Piemonte contro il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevedeva l’aumento dei pedaggi in Tangenziale. E’ la seconda sentenza, dopo quella di ieri del Tar del Lazio, contro il provvedimento del Governo. “La strada intrapresa dalla nostra Amministrazione – prosegue il Presidente – si è rivelata utile nonostante l’indisponibilità della Regione Piemonte e dei rappresentanti del Centrodestra nel condividere la presentazione del ricorso. A questo era stato preferito un incontro con il sottosegretario Castelli, un vertice inutile rispetto all’azione più efficace portata avanti nell’interesse dei cittadini”. Il Decreto, ricordiamo, aveva individuato i caselli di Bruere, Falchera e Settimo sui quali l’Anas ha potuto far applicare da Ativa, a partire dallo scorso 11 luglio, l’aumento del pedaggio di 20 centesimi. “Un provvedimento – conclude Saitta – che ci era apparso subito discriminatorio nei confronti dei cittadini residenti in particolare nell’area Nord-Ovest del nostro territorio e destinato a causare un aumento di traffico imprevisto sulle arterie provinciali dei dintorni provocato dagli automobilisti obbligati a scegliere vie alternative per andare al lavoro ed evitare di pagare l’aumento dei pedaggi in tangenziale”.

“L’esito del tavolo di oggi in Regione personalmente non mi lasciano tranquillo. Fiat ha chiesto che nei suoi stabilimenti ci si adegui agli standard internazionali con relazioni sindacali in grado di garantire anche il rispetto degli accordi, ma si aspetta soprattutto una politica industriale nazionale sull’auto oggi assente. Fino a quando questi temi non saranno affrontati con realismo e buon senso, non avremo certezze, soprattutto sul futuro di Mirafiori che a noi Enti locali del Piemonte interessa più di tutto”. Questo il commento del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta che questa mattina ha partecipato al tavolo convocato a Torino sul futuro di Fiat. “Vanno bene i tavoli convocati nei singoli stabilimenti, ma il Governo deve assolutamente assumersi una responsabilità che finora è mancata”
PATRIZIO ROMANO - LaStampa
Vita dura per i «furbetti della Tia», la Tariffa di igiene ambientale. Il Comune ha scoperto, facendo un’analisi dei dati, che dei 5 milioni 970 mila euro che avrebbe dovuto incassare nel triennio 2007-2009 mancano all’appello ben 823 mila. Insomma, un commerciante ogni sette non paga la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E in vetta alla classifica dei morosi ci sono i proprietari di bar, pizzerie e ristoranti, che da soli devono alle casse comunali 240 mila euro. Non solo. Oltre alla Tia non pagano, spesso, neanche la Cosap, per i loro dehors.
Per questo, l’altro giorno, il Consiglio comunale ha modificato il regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. «Prima chi non era in regola con i pagamenti – spiega l’assessore Luigi Musarò – pagava una multa di 150 euro e andava avanti. Ora, o si mette a posto con i pagamenti, sia della Cosap sia della Tia oppure, da regolamento, riceverà la visita dei vigili». E sfarà grigia. «Avranno 5 giorni per pagare – continua Musarò – sennò il dehor verrà sequestrato e portato nei nostri magazzini». E la cifra da pagare sarà ancora più salata.
«Abbiamo avvisato i commercianti l’anno scorso – conferma l’assessore Annamaria Cuntrò – dicendo loro di regolarizzare i pagamenti, ma solo alcuni hanno risposto». La maggior parte ha glissato. Tanto che oggi sono morosi 24 bar su 64; 14 ristoranti e pizzerie su 23. Ma sono in buona compagnia a non pagare dal 2007 sono anche: 28 artigiani su 75, 2 birrerie e hamburgherie su 6, 47 cartolerie e negozi di abbigliamento su 251, 3 distributori di benzina su 19. Ligi alla bolletta, invece, gli autosaloni, le case di riposo, le banche e l’unico negozio di tende. Mosche bianche.
«C’è chi ha aperto il bar nel 2007 e da allora non ha mai pagato – dice l’assessore Roberto Montà – È un malcostume». In un primo momento, in verità, avevano pensato che i morosi fossero figli della crisi. «Non è così – confida Montà – sennò ci sarebbe stata un’impennata nel 2009». Per questo il Comune ha scelto le maniere forti. «Siamo stati attenti alle loro difficoltà – ammette il sindaco Marcello Mazzù – tanto che abbiamo disposto un fondo per azzerare l’aumento della Tia, a bar e ristoranti, salita di un 9%. E far pagare la stessa cifra del 2008».
Ma di questa agevolazione usufruiranno solo quanti sono in regola. «Anche ora siamo pronti al dialogo – continua il sindaco – e chi vuole può rateizzare il dovuto». Però quegli 800 mila euro devono rientrare. «È una forma di equità sociale – sentenzia – e per rispetto di chi fa sacrifici per pagare». E poi perché quel mancato introito il Cidiu deve coprirlo con un prestito bancario, che significa interessi che ricadono sui cittadini.
In base ai calcoli fatti, Il Comune di Grugliasco per soddisfare le richieste dell’attuale Manovra Fiscale Voluta dall’Attuale governo PDL e Lega, dovrà nel 2011 “risparmiare” più di 5 milioni di euro, anche perchè lo stato, non verserà alle casse comunali circa 5268000 euro. Questo significa che ogni abitante dovrà pagere circa 140 euro in più per coprire gli effetti dei tagli.
Questo cosa significa? Che le ripercussioni, sarano nelle voci di bilancio più alte, quindi, a parte il personale che difficilmente sarà passibile di riduzioni, bisognerà tagliare la spesa sociale ed i servizi ai cittadini! Ancora una volta, il governo Berlusconi chiede sacrifici ai più deboli!
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Intervista di Dario Castelletti su Radio Flash alla trasmissione Flash Town in onda dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13
La propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità (cit.)
Non si sa molto, tranne che la propaganda, dai giornali alla tv, fa il suo effetto. Poco importa che chi aveva giurato sulle bare (i figli dovevano essere occupati) ha poi abbandonato l’Abruzzo lasciando solo un pugno di promesse e tante risate. Le frottole pagano, evidentemente.
Categorie: Notizie
Il governo ci sta lasciando a piedi, vuole togliere 3,5 miliardi di euro ai pendolari: i fondi per treni e bus saranno tagliati del 30%, 18mila lavoratori del settore saranno a rischio licenziamento, aumenteranno le tariffe e naturalmente aumenterà l’inquinamento a causa del conseguente aumento del trasporto privato.
Il Pd si sta opponendo in Parlamento a questa manovra, denunciandone le ingiustizie e avanzando proposte alternative. Ma vogliamo fare di più e lanciamo oggi la campagna contro i tagli ai trasporti, una campagna da portare nelle piazze, in tutte le città d’Italia e su internet. Su mobilitanti puoi aderire alla campagna e diffondere i materiali per far conoscere a tutti i cittadini i danni che questa finanziaria rischia
di fare.

