PATRIZIO ROMANO – LaStampa

Vita dura per i «furbetti della Tia», la Tariffa di igiene ambientale. Il Comune ha scoperto, facendo un’analisi dei dati, che dei 5 milioni 970 mila euro che avrebbe dovuto incassare nel triennio 2007-2009 mancano all’appello ben 823 mila. Insomma, un commerciante ogni sette non paga la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E in vetta alla classifica dei morosi ci sono i proprietari di bar, pizzerie e ristoranti, che da soli devono alle casse comunali 240 mila euro. Non solo. Oltre alla Tia non pagano, spesso, neanche la Cosap, per i loro dehors.

Per questo, l’altro giorno, il Consiglio comunale ha modificato il regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. «Prima chi non era in regola con i pagamenti – spiega l’assessore Luigi Musarò – pagava una multa di 150 euro e andava avanti. Ora, o si mette a posto con i pagamenti, sia della Cosap sia della Tia oppure, da regolamento, riceverà la visita dei vigili». E sfarà grigia. «Avranno 5 giorni per pagare – continua Musarò – sennò il dehor verrà sequestrato e portato nei nostri magazzini». E la cifra da pagare sarà ancora più salata.

«Abbiamo avvisato i commercianti l’anno scorso – conferma l’assessore Annamaria Cuntrò – dicendo loro di regolarizzare i pagamenti, ma solo alcuni hanno risposto». La maggior parte ha glissato. Tanto che oggi sono morosi 24 bar su 64; 14 ristoranti e pizzerie su 23. Ma sono in buona compagnia a non pagare dal 2007 sono anche: 28 artigiani su 75, 2 birrerie e hamburgherie su 6, 47 cartolerie e negozi di abbigliamento su 251, 3 distributori di benzina su 19. Ligi alla bolletta, invece, gli autosaloni, le case di riposo, le banche e l’unico negozio di tende. Mosche bianche.

«C’è chi ha aperto il bar nel 2007 e da allora non ha mai pagato – dice l’assessore Roberto Montà – È un malcostume». In un primo momento, in verità, avevano pensato che i morosi fossero figli della crisi. «Non è così – confida Montà – sennò ci sarebbe stata un’impennata nel 2009». Per questo il Comune ha scelto le maniere forti. «Siamo stati attenti alle loro difficoltà – ammette il sindaco Marcello Mazzù – tanto che abbiamo disposto un fondo per azzerare l’aumento della Tia, a bar e ristoranti, salita di un 9%. E far pagare la stessa cifra del 2008».

Ma di questa agevolazione usufruiranno solo quanti sono in regola. «Anche ora siamo pronti al dialogo – continua il sindaco – e chi vuole può rateizzare il dovuto». Però quegli 800 mila euro devono rientrare. «È una forma di equità sociale – sentenzia – e per rispetto di chi fa sacrifici per pagare». E poi perché quel mancato introito il Cidiu deve coprirlo con un prestito bancario, che significa interessi che ricadono sui cittadini.