Aumenta la cassa in deroga è la porta verso i licenziamenti

STEFANO PAROLA – Stefano Parola

Lo scivolone degli avviamenti al lavoro pare ormai alle spalle. Dopo la drastica riduzione tra la seconda metà del 2008 e la prima del 2009, periodo in cui le assunzioni nel Torinese sono scese da 223 mila a 170 mila, la situazione si è ormai stabilizzata. Però, avverte Carlo Chiama, assessore al Lavoro della Provincia di Torino, «la situazione resta preoccupante».

Assessore Chiama, cosa la preoccupa?

«Le ore di cassa integrazione richieste quest´anno supereranno abbondantemente il tetto dei 100 milioni di ore dell´anno passato e c´è un passaggio significativo dalla cassa ordinaria a quella straordinaria e in deroga. Significa che ci stiamo spostando sempre di più verso la mobilità, ossia verso i licenziamenti».

Chi paga maggiormente tutto ciò?

«Le categorie più deboli. La disoccupazione giovanile è ormai il doppio rispetto a quella complessiva. Non trova lavoro il 17 per cento dei ragazzi tra i 20 e i 29 anni. Ma anche le donne e i disabili stanno subendo questa impasse».

Dunque, tutto bloccato?

«No, per fortuna, il mercato del lavoro non è mai completamente fermo. Qualche avviamento c´è, anche i nostri Centri per l´impiego continuano a farne. I Cpi hanno avuto un ruolo fondamentale durante la crisi. Nonostante da due anni non siano stati potenziati, hanno gestito un flusso di attività molto più alto del passato».

In che senso?

«Il numero di persone che si sono iscritte alle liste è aumentato del 40 per cento nel 2009, mentre quest´anno è calato e poi è risalito. Poi i Centri hanno gestito le pratiche della cassa in deroga, oltre ad alcune politiche del piano regionale, e sono sempre più presenti online».

Eppure alcune aziende non si fidano. Associano i tempi dei Centri dell´impiego a quelli della lenta e farraginosa macchina statale italiana. È così?

«Chi non li conosce non li usa. Ma di solito chi inizia a collaborare con i Cpi poi non smette più, perché capisce che risparmia tempo e denaro. È successo con la grande distribuzione, e pure con Intesa Sanpaolo. La banca cercava un centinaio di lavoratori in mobilità: metà li ha trovati da sola, metà attraverso i nostri uffici».

Tornando ai giovani: come si fa a favorirne l´occupazione?

«Uno strumento fondamentale è il tirocinio. Se gestito bene, è il modo migliore che hanno per presentarsi alle aziende. Purtroppo è uno strumento sul quale c´è molto abuso. Basti pensare che quelli autorizzati del Cpi hanno avuto un calo proporzionale a quello degli avviamenti, mentre quelli consentiti da altri soggetti sono aumentati. Significa che in alcuni casi sono diventati una sostituzione di lavoro».

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