La pioggia nel pineto

2008 aprile 21
by Raffaele

Oramai non mi ricordo più da quanto tempo piove, fatto sta che io la pioggia la odio. Osservavo ieri sera in auto col mio amico Secco mentre tornavo dallo stadio, che non riuscirei mai a vivere in inghilterra dove la pioggia è all’ordine del giorno. Dobbiamo parlare della partita di ieri sera? Parliamone pure, un bel Toro, un ritrovato Rosina che non può niente contro la terna arbitrale, veri vincitori del match. L’inter dei campioni (stranieri) non è mai entrato in partita, non ha mai giocato a calcio, ogni tanto, quando gli capitava di toccare la palla, giocavano a torello passandosi la palla e perdendo tempo. Questa dovrebbe essere la squadra campione d’italia…
Stamattina Chiacchieravo su gmail con Andrea e gli chiedo:
Raffaele: io nn ho capito perchè ha annullato il goal a stellone
Andrea: perché l’Inter doveva vincere, semplice!
Per quanto riguarda la politica invece, tutto è fermo o quasi, ricevo ogni giorno un paio di analisi del voto, ognuna diversa dall’altra ma tutte concordi contro Berlusconi; ad oggi però ho sentito solo 2 persone che mi hanno confidato di averlo votato, la prima perchè: almeno ci da le televisioni, la seconda perchè: tanto lui è ricco di suo, non ci ruba i soldi! Tutte nobili spiegazioni!

Leggo sui giornali di Ferrero, il nuovo capo di Rifondazione Comunista (uno di quelli che ha portato il massimo livello di impopolarità del governo Prodi, a mio giudizio) e mi chiedo? Ma esiste ancora rifondazione comunista? Cosa ne sarà del Serpente e l’Arcobaleno? Qualcuno ci aveva creduto in quel progetto? Mah!


Sempre ieri sono stato all’innaugurazione di Villa Claretta, Museo del Grande Torino. Sono contento e fiero di avere nella mia città questo museo e nessun posto era migliore di questa favolosa residenza! Come al solito ci sono quelli che devono sempre commentare malamente le scelte dell’amministrazione (i famosi borbottini inconcludenti), basta leggere questo post a cui vorrei rispondere semplicemente con due concetti: il primo è che non si misura il prestigio con i trofei vinti se per vincerli si è barato (la juve è conosciuta nel mondo solo più per la questione calciopoli) e che il Grande Torino è patrimonio dell’umanità storica e calcistica, una squadra con 10 nazionali titolari, non si trova così facilmente!


Ultima cosa, vi lascio con questo interessante articolo de La Repubblica di oggi relativo Basse di Stura!


Vi lascio con un pizzico di poesia in tema con questi giorni di pioggia:

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

One Response leave one →
  1. Luca Bernusso permalink
    aprile 21, 2008

    L’Inter ha vinto perché ha sfruttato l’unica palla gol a disposizione e poi ha stretto i denti, sofferto, corso e picchiato…
    Come faceva il torino tanti anni fa!

    Non fare il lamentini, che vi salvate lo stesso!

    Piuttosto, pensate a fare il coordinamento delle opposizioni con CASINI

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