Raffaele Bianco
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Appello

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.Articolo 21 Costituzione della Repubblica Italiana 

Sessantrè anni. Chi è nato in quei giorni ha avuto il tempo per raggiungere l’età della pensione, chi era bambino arriverà tra poco a questo traguardo, mentre chi ha messo piede in questo mondo negli anni successivi, ha comunque avuto l’opportunità di conoscere quei giorni nel racconto dei propri nonni. Tre generazioni, tante ne sono passate da quando l’Italia è stata liberata dall’occupazione nazista e della dittatura del fascismo. Tre generazioni che, grazie alla generosità e al sacrificio della parte migliore di questo paese, hanno avuto la possibilità di vivere e crescere in una nazione libera e democratica.


Sarebbe questa una ragione sufficiente per festeggiare il 25 Aprile, ma crediamo vi sia di più del semplice ricordo.


Il 25 Aprile ci parla dell’oggi, della necessità di non dare mai per scontati quei valori per i quali combatterono i nostri padri e i nostri nonni. Ci invita a non pensare illusoriamente che questi siano conquistati per sempre. Farli vivere ogni giorno è un dovere per ogni democratico.


Il 25 Aprile ci parla dell’attualità della Costituzione dentro la quale sono racchiuse tutte le fondamenta della democrazia e della convivenza civile nel nostro paese, contro ogni tentazione revisionistica che vuole minare la casa comune degli italiani.


Il 25 Aprile ci parla della libertà, anche di quella d’informazione che deve essere protetta da leggi adeguate che limitino condizionamenti e conflitti di interesse.


Il 25 Aprile ci parla del futuro, perchè è in un paese animato da questi valori che vogliamo continuare a vivere.


Il 25 Aprile ci parla, fermiamoci ad ascoltarlo.

 

A Torino ci stiamo provando in tanti, tantissimi.


Sosteniamo e saremo presenti alla manifestazione organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte, dal Comitato regionale Resistenza e Costituzione, dalla Città di Torino, dalla Provincia di Torino e dal coordinamento delle associazioni partigiane. Invitiamo tutti a fare lo stesso.


L’appuntamento è per venerdì 25 aprile dalle ore 15.30 in Piazza Castello a Torino per ricordare e festeggiare insieme “la notte in cui gli italiani non liberi divennero liberi”.


 


Questo è l’appello che abbiamo presentato per il 25 aprile, perchè non bisogna ne abolire questa data, come attacca oggi il giornale di Berlusconi, ne fare revisione, come intende fare Grillo.


Vi consiglio di leggere qui, qui e qui!

7 Responses

  1. Giannino




    abolire il 25 aprile?? xchè invece non prendiamo tutti quelli ke ancora oggi si professano fascisti, li appendiamo a testa in giù e aspettiamo ke i vermi si mangino quello che resta di stì pezzi di merda?

    10…100…1000 piazzali LORETO

    Domani fiaccolata dell’ANPI…noi ci siamo!

  2. Luca Bernusso




    Da neo extra parlamentare,
    non posso che aderire, aderire, aderire al corteo.

    Ci vediamo in Piazza Castello, Raf.

    Hasta…la vista, baby!




  3. Ciao Raffaele. Vedo che sul tuo blog lo spirito antifacista certo non manca…ben venga ma 10, 100,1000 piazzali LORETO spero di no!Una delle pagine più disumane della nostra storia, dove ogni uomo dettava la sua legge, della quale di certo non mi vanterei.
    A presto!

  4. Giannino




    Caro Aldo Oliviero io non me ne vanto…io ne vado FIERO! Se di quelle “disumane” pagine della nostra storia ce ne fosse stata una per ogni porco fascista ancora in vita alla fine della guerra oggi non dovremmo sentire gentaglia che propone di revisionare i libri di storia, abolire il 25 aprile o vietare di cantare bella ciao!
    dipendesse da me organizzerei gite obbligatorie dei bambini delle elementari per portarli a defecare sulle tombe di questi MAIALI!

    Distinti saluti.




  5. Che dire, io condanno la violenza, di ogni tipo e di ogni colore, ma forse, e dico forse, ciò che è successo sul piazzale loreto era la conseguenza di 20 anni di soprusi, non credi?




  6. ma guarda… era un po che non passavo di qua e vedo che il rosso non va più di moda nemmeno qui… tutto verde… bha…




  7. Ciao Carissimo,
    sarà un po che non passi (e la cosa mi dispiace, giuro), però devo appurare che non sei cambiato, questa osservazione è tanto sterile quanto inutile, se solo avessi l’abitudine di leggere i giornali avresti trovato qualcosa di interessante su LaStampa di giovedì, pagina 12, proprio riguardo i colori, appena ho un attimo di tempo devo appunto fare un post in merito!

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