Congresso PD – Lettera al Compagno Esposito

Caro Stefano,
ho letto questa mattina, dalle colonne de “Lo spiffero”, il tuo posizionamento al congresso prossimo. Certo, ne avevamo parlato, conoscevo la tua difficoltà nel prendere una posizione, ma un conto è parlarne e fare ipotesi, altro è poi dover constatare a freddo la tua scelta.
Ad occhio e croce è dal 2007 che condividiamo battaglie, abbiamo iniziato sostenendo la mozione Angius all’ultimo congresso dei Ds, è stata in quell’occasione in cui abbiamo cominciato a collaborare stringendo un rapporto che col tempo è andato pure oltre la semplice collaborazione politica e professionale.
Questa volta le nostre strade si dividono, posso criticare una posizione politica, di sicuro non posso criticare le scelte di una persona, soprattutto se amica, permettimi però di farti notare delle incongruenze rispetto alla tua rispettabile decisione. Intanto si vota per eleggere il segretario del Partito democratico e non per il candidato premier; proprio Renzi ci ha insegnato che non sempre chi corre poi ricopre la carica per la quale ha fatto un grande sacrificio e sforzo, Renzi infatti ha governato grazie ai voti (forse pochi) di Pier Luigi Bersani, dopo che lo stesso segretario uscente lo aveva pure battuto alle primarie per la corsa appunto alla premiership. Questo precedente è importante e non trascurabile.
Detto ciò penso che, nonostante tutto, il prossimo candidato dem debba essere Matteo Renzi. Nel corso dei suoi 1000 giorni ci ha dimostrato fondamentalmente due cose: la prima è che si possono fare tante cose, anche rapidamente, cosa che nei precedenti mandati nessuno riusciva o aveva il coraggio di fare.
In seconda battuta ci ha dimostrato che non si può fare il premier ed il segretario nazionale allo stesso tempo.
Renzi infatti ha sofferto la mancanza di una linea politica condivisa all’interno di un partito, e questa sofferenza è scaturita dalla mancanza di un partito organizzato, serio e plurale. Negli anni siamo diventati un comitato elettorale permanente formato da groupie ed ultras.
Questo non è servito a Renzi a crescere e maturare (lo so che detto da me, un 33enne, faccia un po’ sorridere).
Ho ancora negli occhi le immagini dei tifosi che gridavano “fuori, fuori” alla minoranza dem, senza un segretario capace di mediare tra le due posizioni, ho ancora negli occhi le scene in cui qualcuno ci prometteva innovazioni e rottamazioni, e poi sosteneva le solite persone ai posti di comando. Torino è il simbolo di quel decadimento culturale, non penso di dover spiegare perché su questo punto invece la penso come te.
La mancanza di un partito si sente ad ogni livello, nazionale, regionale, provinciale e comunale. E’ evidente che l’impegno di Renzi si sia concentrato maggiormente sul mandato di governo.
Per questo motivo ho scelto di votare Andrea Orlando (che peraltro ha già dichiarato di voler correre come segretario e non per la carica di premier) per dare a Renzi una chance in più, per dargli un partito vero e non un “pit” dentro il quale pogare e ritrovarsi solo con chi la pensa esattamente come lui.
Orlando è una persona seria e capace, lo ha dimostrato negli anni in cui è stato un ottimo ministro, capace di parlare sottovoce ai più, senza dover gridare per eccitare le masse, in grado di ascoltare e gettare le basi per un serio confronto, non all’interno del Pd ma all’interno del Paese.
In ogni caso rispetto la tua scelta, mi sono concesso questo sfogo per l’affetto che provo nei tuoi confronti e da fratello ti auguro un buon congresso con le caratteristiche che da sempre ci contraddistinguono: schiena dritta e franchezza!

Leave a Comment.