Raffaele Bianco
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La ricetta del Governo per il pubblico impiego

MENO DIRITTI - MENO SOLDI - MENO OCCUPAZIONE


Nel decreto legge in materia economica emanato dal governo lo scorso 25 giugno, sono previste misure che riguardano i lavoratori pubblici che possiamo definire gravissime. Con la scusa della lotta ai fannulloni il Governo mette le mani nelle tasche, taglia i diritti, diminuisce l’occupazione dei lavoratori pubblici.

MENO DIRITTI


MALATTIA


- Per tutte le malattie inferiori a 10 giorni al lavoratore ammalato verrà pagata unicamente la retribuzione fondamentale, con esclusione di tutte le altre voci dello stipendio


- La malattia superiore a 10 giorni dovrà essere certificata da una struttura sanitaria pubblica


- Nel caso in cui un lavoratore dovesse ammalarsi più volte in un anno, a partire dal secondo periodo di malattia non basterà più il certificato del medico curante: bisognerà sempre farsi certificare la malattia in ospedale


- Le fasce di permanenza in casa per la visita fiscale vengono cambiate: bisognerà essere in casa tutti i giorni dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 (compresi i non lavorativi e i festivi)

PART TIME


- Il passaggio al lavoro part time non è più automatico, ma dovrà essere concesso a totale discrezione dell’Amministrazione.
Questo provvedimento è particolarmente grave perché spesso i lavoratori scelgono il part time per far fronte a necessità familiari (la nascita di un figlio, la necessità di assistere i genitori anziani) o per motivi di studio: da oggi non sarà più possibile farlo.


MENO SALARI


- A partire dal 2009 i fondi per la contrattazione decentrata non potranno superare quelli previsti per il 2004 diminuiti del 10%. Il che significa che in molti Comuni non verrà più corrisposto il salario di produttività.


- Per gli statali e per i parastatali è ancora peggio: il Governo ha deliberato di non pagare per il 2009 il salario di produttività previsto da disposizioni di legge. Soltanto a partire dal 2010 questi lavoratori rivedranno i loro soldi, ridotti però del 20%.


Il danno provocato a tutti i dipendenti pubblici  non potrà nemmeno essere coperto dai rinnovi contrattuali, per i quali il governo prevede aumenti medi di circa 70 euro a partire dal biennio 2008-2009.

MENO OCCUPAZIONE


Il governo, inoltre, prevede il blocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni.
Tutti i precari che fino ad oggi hanno permesso ai servizi di funzionare, saranno quindi rimandati a casa e il loro lavoro dovrà essere svolto dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato.
Questi sono provvedimenti che umiliano la nostra dignità di lavoratori e gettano preoccupanti ombre sul futuro nostro e delle nostre famiglie.

I lavoratori pubblici sono lavoratori e cittadini al pari degli altri.


Sono lavoratori che portano avanti servizi fondamentali per il vivere civile tutelando diritti di tutta la cittadinanza: la sicurezza, l’istruzione, l’assistenza, la salute.


Sono lavoratori che hanno diritto come tutti i lavoratori ad un contratto che definisce salario, doveri e diritti.


Sono cittadini onesti che con il loro lavoro portano avanti una famiglia, pagano un mutuo o un affitto, permettono ai loro figli di crescere e di studiare, si garantiscono il diritto ad una pensione dignitosa, insomma: che vivono dello stipendio che guadagnano con il loro lavoro.

4 Responses




  1. ciao Raffaele,
    anche io ho trattato il tema, che, gravemente, sta passando sotto il silenzio dei sindacati, che sembrano avere già scelto… e non a favore dei lavoratori… qualcuno promette timidamente battaglia per OTTOBRE… ma il DL deve essere trasformato il Legge entro fine agosto…
    ... è importante diffondere la notizia quanto più possibilie!




  2. Quello che ho scritto è tratto da un documento della CGIL, tutti i sindacati stanno organizzando una manifestazione / presidio qui a torino, domani ti do maggiori informazioni!




  3. Ci sarà una manifestazione organizzata da CGIL CISL UIL l’11 luglio dalle 12 alle 14 davanti la prefettura.




  4. I sindacati devono difendere i deboli! e favorire la meritocrazia!

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