Pacs e case popolari
Stamattina ho letto nella cronaca cittadina questo articolo che a mio giudizio fa capire molto della politica!
«Siete appassionati di fantapolitica? Non perdetevi la querelle sugli alloggi alle coppie di fatto che sta andando in scena in Regione. Mentre il capogruppo dell’Udc Scanderebech si scalda tanto per scongiurare che le case popolari vadano anche alle coppie di fatto la legge già prevede che sia così....».
A stupirsi che in Regione l’opposizione di centrodestra si preoccupi che non vada in porto un provvedimento già approvato è l’assessore alla Casa del Comune Roberto Tricarico. Che ieri, dopo aver letto il giornale, ha fatto un balzo sulla sedia: «Le nostre case popolari sono già piene di coppie di fatto o conviventi “more uxorio” non capisco tutta questa preoccupazione da parte del centrodestra. Non conoscono neanche le leggi regionali?». Lo dice sventolando il testo della legge 22 del 2001 che al punto b recita: «Fanno altresì parte del nucleo il convivente more uxorio, gli ascendenti, i discendenti, i collaterali fino al terzo grado, gli affini entro il secondo grado purchè la stabile concorrenza duri da almeno due anni…». In effetti, i gioco sembrano già fatti.Ma Scanderebech non ci sta a farsi dare dell’ignorante e replica: «Noi ci stiamo battendo perchè il disegno di legge proposto dall’assessore Manica ha propro l’obiettivo di equiparare i diritti e il riconoscimento del nucleo familiare previsti dalla Costituzione alle coppie di fatto indipendentemente dagli orientamenti sessuali».
E conclude Scanderebech: «Fino a quando farò parte del Consiglio regionale mi batterò affinché i diritti della famiglia tradizionale non vengano equiparati a quelli delle coppie di fatto». Ragionamenti che continuano a non piacere per niente alla sinistra radicale: «Non vorremmo che questa presa di posizione dell’Udc finisca per fornire l’occasione all’ala cattolica della Margherita di bloccare a sua volta il provvedimento» dice il segretario provinciale del Pdci Vincenzo Chieppa. In ogni caso le liti devono aspettare ancora qualche giorno: la prossima settimana il disegno di legge sarà discusso in commissione. Intanto Savino Floriddia ringrazia. Chi è Savinio Floriddia? E’ un disoccupato di 46 anni che convive da qualche mese in una casa popolare del Comune (in via Galuppi) con un amico disabile. Racconta Savinio: «Viviamo insieme per dividere le spese. Paghiamo 52 euro il mese per 40 metri quadri, io spesso non guadagno niente e mi arrangio con lavori occasionali e lui vive con una pensione d’invalidità da 240 euro al mese. Mi dica lei non ci fosse stata questa legge come avremmo fatto…».