Eluana, lo sdegno scende in piazza
Sara Strippoli – Repubblica
Da una parte c´è una cooptazione silenziosa partita venerdì pomeriggio con la catena degli sms e di mail e proseguita al mattino presto. Un gruppo che con il passare dei minuti si ingrossa. Mille persone «autoconvocate» che vanno sabato mattina in piazza a sostegno del capo dello Stato e per difendere la libertà di scelta, adesso anche quella di morire. Dall´altra un Partito democratico sui cui si sta per abbattere un´altra tempesta. Due deputati piemontesi Luigi Bobba e Marco Calgaro si sono già detti pronti a votare il disegno di legge di Berlusconi per “vietare la condanna a morte di Eluana”.
Il colpo d´occhio in piazza Castello è insolito. Ci sono le bandiere rosse di Rifondazione, della Cgil, lo striscione de La Sinistra, quelle bianche del Pd: nessun Popolare, molti laici e Sinistra Per. Uno strano presidio, un´atmosfera insolita, un puzzle colorato di facce più sgomente che arrabbiate. Con i radicali dell´associazione Adelaide Aglietta – Mellano e Viale in prima fila – che sfoggiano energia e voce mostrando cartelli e gridando «Vaticano talebano» o «La vita è nostra», e gli altri più sommessi che si stringono in capannelli, dove i commenti sulla vicenda Englaro si intrecciano a quelli sulla denuncia dei medici per i clandestini «dobbiamo assolutamente organizzare una protesta che si faccia sentire» o sfociano in una discussione sulla crisi economica, su quanto «questa storia di Eluana non sia altro che un modo per coprire di parole assurde l´impotenza del governo». Sotto la prefettura ci sono il sovrintendente del Regio Walter Vergnano e la moglie Angela La Rotella, c´è Anna Martina, direttrice della comunicazione del Comune di Torino. C´è Enzo Cucco del Pride, il direttore del Festival Cinema Gay Giovanni Minerba. Arriva Nerio Nesi, la sciarpa rossa sul loden verde.
Insolito trovare in un sit-in il vicepresidente della giunta regionale Paolo Peveraro. Con lui la consigliera comunale Giuliana Tedesco, gli altri consiglieri del Pd Luca Cassiani e Gioachino Cuntrò, il capogruppo del Partito democratico in Comune Andrea Giorgis. C´è il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido, gli assessori Angela Migliasso, Aurora Tesio, Roberto Tricarico, i consiglieri regionale Mariano Turigliatto e Paola Pozzi. C´è Andrea Benedino, i giovani democratici Claudio Ferrentino, Matteo Franceschini Beghini, Raffaele Bianco. Ci sono Giusi La Ganga, il sindaco di Settimo Aldo Corgiat e l´assessore all´urbanistica di Moncalieri Noemi Gallo. Alle undici e mezza i parlamentari Anna Rossomando, Pietro Marcenaro, Magda Negri e il prodiano Mauro Marino chiedono di incontrare il prefetto. In piazza anche i due parlamentari Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi. Nel pomeriggio il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando interviene sullo scontro istituzionale in atto: «È in atto un conflitto che non può non suscitare preoccupazione in chi ha a cuore i principi della Costituzione e i valori fondanti della democrazia». L´auspicio, dice ancora Morgando «è che il Parlamento possa varare una normativa ampiamente condivisa che speriamo coerente con l´orientamento prevalente espresso dal documento del Pd. In grado di trovare un giusto equilibrio fra il principio costituzionale della libertà di autodeterminazione e quella della difesa della vita». Le molte facce della sinistra sono rappresentate da Vincenzo Chieppa, Iuri Bossuto, Paolo Hutter. Per Sinistra Democratica la capogruppo in Comune Monica Cerutti dice: «Mi auguro che vicende così gravi facciano ravvedere il Pd sia nel merito sia rispetto alla necessità di abbandonare la politica bipartisan con il Pdl». Davanti alla Rai, dove l´unica bandiera bianca del Pd resta quella del partito di Gassino e dove Gianni Vattimo ascolta divertito i giovani studenti leggere gli articoli della Costituzione, arriva anche il segretario nazionale di Rc Paolo Ferrero: «In questo caso il governo sta dimostrando il proprio cinismo spietato e il proprio carattere clerico-fascista». Nel pomeriggio la versione opposta di Agostino Ghiglia di An: «Si sfrutta un tragedia immane pur di trovare il pretesto per attaccare il governo, una manifestazione disgustosa e violenta».
