A Grugliasco il pioniere del Wi-Fi libero
Sara Strippoli – Repubblica
«Immaginiamo di essere nel parco della nostra città, con un portatile o molto più semplicemente uno smartphone. Pensate a quanto potrebbe essere bello cercare una rete Wi-Fi e connettersi liberamente. Oggi questo non può succedere, perché il decreto Pisanu impone la registrazione tramite la raccolta dei dati personali». La libertà vista da un giovane di 28 anni è anche questo e con queste parole Raffaele Bianco, consigliere di Grugliasco del Pd e perito informatico ha lanciato in tutta Italia la Carta dei cento per il libero Wi-Fi, un appello di cui sono diventati testimonial politici piemontesi (lo firma anche la presidente della Regione Mercedes Bresso), giornalisti, imprenditori italiani. Fra le firme più conosciute Stefano Rodotà, Giovanna Zucconi, Gad Lerner, il filosofo Gianni Vattimo.
La Carta per il libero Wi-Fi parte dunque da Torino, ancora una volta città laboratorio di idee ed è arrivato da poco anche all´Anci giovani nazionale, l´associazione nazionale comuni italiani. «La rete WiFi libera, è un bene dell´umanità, senza alcuna bandiera – spiega Raffaele Bianco – non è né di destra né di sinistra, è di tutti. Se un sito web che offre servizi diventa raggiungibile facilmente, trae benefici chi ne usufruisce, ma anche chi mette li mette a disposizione». Nel Consiglio comunale di Torino un ordine del giorno è stato presentato insieme dal vicepresidente del Consiglio Michele Coppola del Pdl e da Enzo Lavolta, consigliere del Pd. E molti altri comuni in provincia di Torino e nel resto d´Italia hanno fatto lo stesso.
L´appello è stato scritto e sottoposto inizialmente all´attenzione di 100 professionisti del web, ma dopo una settimana è stato firmato da 5000 persone. Il decreto Pisanu, si spiega nella Carta dei cento, è una norma che obbliga tutti coloro che offrono Internet pubblicamente, per esempio un cyber-point, una università, un aeroporto, un locale a chiedere alla questura un´autorizzazione esplicita, ma soprattutto a chiedere ai clienti di identificarsi con una carta di identità. Questo strumento di identificazione che non esiste nella maggior parte dei Paesi nel mondo e può rappresentare un freno alla diffusione di web libero.
