Ipocrisia, chiesa e politica
Prendendo spunto dalla frase di papa Paolo IV, passando per l’articolo scritto dal mio amico Tilt64 e per varie mie rilessioni, credo che bisognerebbe fare chiarezza tra lo stato e la chiesa, che vengano posti dei paletti oltre i quali non bisogna andare. Credo che questo papa si stia occupando troppo di affari non di sua competenza, credo che stia (anzi lo ha ha gia fatto) allontanando il dialogo tra le diverse religioni e che stia mettendo tanta confusione nella testa della gente, degli italiani in particolare. Un papa deve conoscere il proprio ruolo, ovvero quello di guida per i suoi credenti. Ultimamente le cose non vanno così, mi ricordo i totem installati nelle chiese prima del referendum sulla procreazione assistita e basta pensare a quante parole grosse sono state spese per i Pacs prima e per i Dico dopo.
A mio giudizio, un papa, non deve mettere naso in questioni che riguardano la collettività, ma indicare solo i propri fedeli.
La legge sui Dico si deve fare, poi il papà indicherà ai suoi fedeli di non usarli, ma perchè io cittadino ateo, di un altra religione o anche della sua stessa che però non condivido la sua scelta devo rinunciare a dei miei diritti?
Non tutti i cattolici la pensano come il papa, basta vedere quanti sono i cattolici che hanno divorziato, quanti hanno abortito e quanti non rispettano i 10 comandamenti! Tra questi cattolici, ci sono anche molti parlamentari che di famiglie ne hanno due, che sono stati diverse volte sposati, che vivono o ancor peggio convivono con persone a loro volta divorziate!
Dunque, io, prima di votare uno di questi ipocriti ci penso due volte, poi non lo faccio nemmeno dopo averci pensato un milione di volte, però è questa ipocrisia spicciola che tanto mi da fastidio…
Raffa
15:39 Fini: “D’Alema se è uomo d’onore deve dimettersi”
“Il ministro D’Alema ha detto su tutti i giornali che se il governo fosse stato battuto si sarebbe dimesso. Un uomo d’onore è tale quando mantiene quello che ha detto. Vedremo ora se la politica ha la sua dignità”. Lo ha detto nell’aula della Camera il leader di An Gianfranco Fini.
Proprio lui mi viene a parlare di dignità...
Fini, dimettiti da essere umano!
Raffaele
C’è una grave debolezza nella posizione della Chiesa sul tema dei “Dico” e delle cure terminali, che di fatto, credo, le aliena molti potenziali consensi. Essa si presenta in pratica solo come un no. Un no insistito e continuo a tutte le proposte altrui, accompagnato però da un sostanziale silenzio su tutte le eventuali soluzioni alternative: le quali, si dice, esisterebbero, ma sulle quali poi non ci si esprime mai né con sufficiente chiarezza né con abbondanza di dettagli; laddove invece, come si sa, i dettagli sono tutto. La soluzione di diritto privato alternativa ai “Dico”, per esempio, in sostanza come potrebbe funzionare? Con quali diritti e garanzie? A quali condizioni? E nel caso dell’accanimento terapeutico, perché, se capisco bene, è lecito rifiutare un intervento terapeuticamente inutile e non invece l’attacco a un respiratore che pure lo è allo stesso modo? Vorrei capirlo: dov’è la differenza?
Ernesto Galli della Loggia