In questi tempi tra alcuni politici va di moda una eccellente citazione di Dwight David Eisenhower :”Un popolo che apprezza i privilegi più dei suoi principi presto perderà entrambi”.
Nulla da eccepire. Salvo che quel “presto” sta durando da più di sedici anni…Esattamente da quando un pifferaio miliardario, “sceso” in politica, ha cominciato a incantare e sedurre i suoi “topi” elevando a valori le loro carenze culturali, la loro paura del nuovo, le loro credenze popolari che combinano insieme la religiosità con i riti magici, annunci messianici con le cialtronerie. In una specie di medioevo in cui le miserie morali si liberano della vergogna per diventare “valori” dei quali vantarsi pubblicamente.
Complici le televisioni, delle quali il pifferaio è proprietario o controllore, quello che una volta era definito “vergogna” oggi non soltanto viene pubblicamente perdonato da conduttori e opinionisti televisivi addestrati alla bisogna, ma diventa un esempio di “libertà”che ha la forza di convincere che “qualunque atto, per quanto deplorevole, sarà ammesso se finalizzato alla soddisfazione dell’egoismo e dell’interesse personale”. Magari, “perché nessuno è un santo”, reinterpretando la religione ed i valori cristiani in contrapposizione con lo stesso Pontefice.
Purtroppo, poiché è la maggioranza degli italiani a dare al pifferaio, democraticamente e con il proprio voto, il “piffero magico” per governare in un crescente delirio, non credo esistano argomenti che abbiano la forza di rompere questo incantesimo mentre la Costituzione Italiana viene pericolosamente portata sull’orlo del baratro.
Oltretutto, mentre una volta si chiedeva ai politici non soltanto di dichiarare la propria onestà, ma di dimostrarla nei fatti, oggi è la magistratura che è “cattiva”quando riesce a svelare la disonestà del politico invece di nasconderla.Quasi che (ma che diamine!) la disonestà negli affari rendesse il politico “indegno” della carica che ricopre…
Siamo veramente messi male.
A meno che, a cominciare dai politici per finire a ciascuno di noi, il principio della volontà individuale, in ogni nostro atto e in ogni parola, diventi il principio della legge morale sulla quale costruire il futuro. Magari andando a cercare questi valori ormai desueti sui vecchi libri di storia, o tra i ricordi di quegli anziani ai quali la sordità ha portato il dono inatteso di rimanere insensibili alla musica del piffero.
Franco Maletti