Qualche giorno fa, un certo MrKurtz viene sul questo blog, mi scrive un lungo commento ideale in risposta al problema dei rifiuti, poi va sul Bloggoverno dove io ricopro la carica di Sottosegretario all’Ambiente e dice “Che piacere! Ti ho appena denunciato pubblicamente sul mio blog (stamattina) per “diffusione recidiva di notizie false” e ora (di sera), aprendo Basecamp, ti trovo fra noi. “Recidiva” perchè nonostante da più di due settimane ti abbia segnalato le cazzate che hai scritto sul tuo sito, non le hai corrette nè hai segnalato le correzioni. Chiariamo bene: qui non si scrivono falsità, nessuno le ha mai scritte. Mi scuso con tutti per questa uscita, ma mi sento in dovere di farla. Non voglio che cali la reputazione di Bloggoverno. Ora, nel ricordare all’amico Kurtz che io, oltre a scrivere sul mio blog faccio tantissime altre cose nella mia vita rispondo ai suoi quesiti.
Avevo pensato che bloggoverno fosse uno spazio libero; libero anche da minacce intimidazioni;
uno spazio in cui ogni persona può sostenere e argomentare liberamente cosa pensa anche se non è omologato al pensiero “unico” imperante che pare essere diventato il conformismo del no (alla Tav, alla discarica, all’inceneritore, ai CIP6 e spesso al buon senso ed alla ragione).
Intanto pare che siano diventate notizie false tutte quelle “non conformi” al ministro dello Sviluppo Economico del BLOGGOVERNO.
Questo risulta perlomeno triste come mi pare enorme la presunzione di chi si arroga il diritto (e la pretesa) di decidere cos’è giusto e cos’è sbagliato.
A quando le punizioni fisiche o l’istituto di rieducazione proposto dal novello Beria ? (ammesso che tu sappia chi è).
Sono questi gli interventi “di censura” che fanno calare la reputazione di Bloggoverno.
Ma veniamo ai fatti di cui il novello torquemada (nella parte del giudice di Fabrizio De Andrè) mi accusa, promuovendomi a “pericolo pubblico”.
Le mie argomentazioni non sono affatto colabrodo e nonostante le tue argomentazioni arroganti e presuntuose ed il tuo tono inutilmente offensivo non le scalfisci neppure un poco.
1. CIP6 e CERTIFICATI VERDI
Ripeto sui CIP6 quello che sanno oramai tutti quelli che provano ad usare la ragione.
Nel dicembre 2003, con il Decreto n 387, l’Italia recepisce la Direttiva 2001/77/CE e all’art. 2, comma a, individua le fonti energetiche rinnovabili, riprendendo alla lettera l’elenco della UE.
All’art 17 del Decreto viene anche specificato che:
“…sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile e i combustibili derivati dai rifiuti.”
Tale scelta (voluta da Bersani e da Ronchi e concordata in sede Europea) poteva consentire, contenendo le tariffe ai cittadini, di avviare il processo (inderogabile e urgente), di ammodernamento del sistema impiantistico di smaltimento rifiuti urbani in Italia.
In una situazione di diffusa emergenza “rifiuti in italia”, in linea con gli orientamenti dell’ U.E., e degli stati più evoluti dell’ Europa queste risorse possono contribuire a passare da un sistema di smaltimento “fuorilegge” basato sulle discariche” , ad un sistema orientato alla Termodistruzione dei rifiuti con recupero energetico”.
L’argomento della riduzione della “contribuzione energetica” dei certificati verdi per i rifiuti e soprattutto per altre fonti “assimilabili” (derivati del petrolio e carbone) era in discussione da tempo.
Sul tema esistevano tavoli di concertazione con FEDERAMBIENTE, con gli Enti Locali e con i diversi attori del ciclo dei rifiuti per concordare una soluzione concertata che non si trasferisse come purtroppo oggi accadrà, in un aumento indiscriminato di costi sui cittadini (TASSA RIFIUTI).
La sede corretta in cui si stava operando era quella della revisione del Decreto Ambientale n.152/06, ma la tentazione di forzare la mano , con l’arma ricattatoria del voto sulla finanziaria è stata troppo forte.
L’iniziativa della pattuglia dei senatori “antagonisti” (Sodano, Tecce, Gonfalonieri e Albonetti) assume il significato di colpo di mano, l’obiettivo dichiarato, approfittando della capacità ricattatoria esercitata in Senato, era di dare il colpo di grazia al sistema di smaltimento dei rifiuti attraverso tecniche di incenerimento.
Nella tendenza a strafare la stessa pattuglia ha anche consumato altre iniziative di guerriglia e di festival dell’irrazionale approvando nell’emendamento 1111 della finanziaria che fissa l’obiettivo di raccolta differenziata . al 31-12- 2011 del 60% e successivamente la progressiva riduzione della quantità di rifiuti inviati in discarica nella prospettiva di rendere concretamente realizzabile l’obiettivo “rifiuti zero”
Il sistema , sempre lo stesso, è bel collaudato;
“io approvo un provvedimento importante (ad esempio la finanziaria) solo se tu voti il mio emendamento (magari improprio, fuori dal contesto, equivoco, estruso dal “contesto” corretto in cui avrebbe dovuto essere inserito…); altrimenti non voto e il governo va sotto.”
La crisi del Governo Prodi è l’effetto di questa cultura, di questi mezzucci e di questi ricatti.
Continuate così e riuscirete a ridarci Berlusconi.
Comunque la biomassa presente nei rifiuti avviati al recupero energetico (circa il 50% del totale) viene ancora finanziata dai certificati verdi, anche per i termovalorizzatori,
Le nuove tecnologie di “trattamento termico” – gassificatori, pirolizzatori, dissociatori molecolari che utilizzano CDR e rifiuto secco sono anch’esse escluse dai certificati verdi; grazie a questa scelta ambientalista i pochi impianti sperimentali in corso di affidamento sono diventati enti economici e diventa quasi impossibile realizzarli.
2. INCENERITORE- DISCARICA E ALTRE TECNOLOGIE PER SMALTIRE I RIFIUTI
La discarica è il primo problema e almeno su questo non ironizzare; la “discarica” di Torino, a Basse di Stura ospita 25 milioni di mc di rifiuti raccolti in 50 anni; 600.000 cittadini (questi davvero compagni), vivono ad un km di distanza da questa bomba ecologica.
E se vuoi dare i numeri prova a darli giusti senza limitarti alla “propaganda”:
1. Il termovalorizzatore non è un impianto di produzione dell’energia ma produce “anche” energia. L’impianto ASM di Brescia consente di riscaldare tutta la città con un bilancio ambientale ed energetico ampiamente positivo. E vedi di aggiornare i numeri che dai su efficienza elettrica e termica; per gli impianti recenti i numeri reali sono superiori di almeno il 50 % di quelli che dichiari.
2. Gli scarti “inerti” (i residui di combustione), con le nuove tecnologie utilizzate sono sempre più contenuti (10-12 % ) e sono gestiti in discariche per “rifiuti non pericolosi”; Inoltre tale “materia” può oramai essere completamente riutilizzato per la produzione di calcestruzzo e di sottofondi stradali; impianti di questo tipo sono già presenti in Italia (BMP di Noceto).
3. Anche senza incentivi il termovalorizzatore è comunque molto più conveniente delle discariche. Mentre la discarica Basse di Stura ha un costo per abitante di circa 40 €/ab. (126 €/t), il Termovalorizzatore avrebbe un costo di circa 30 €/ab. (96 €/t) senza il contributo dei certificati verdi.. Con il riconoscimento dei certificati, l’impianto del Gerbido permetterebbe un ulteriore risparmio di 4-5 €/ab.
4. Tutti gli impianti operativi in Europa, attraverso sensibili investimenti, sono stati adeguati alla nuova normativa europea (del 2000) con la realizzazione e la gestione di più complessi sistemi di trattamento fumi per abbattere gli inquinanti prodotti.
Nonostante i parametri di riferimento europeo siano i più restrittivi al mondo, i valori di emissione rilevati sui nuovi impianti sono sempre ben al di sotto dei limiti di legge sia per i contaminanti per i quali è previsto un rilevamento in continuo (ad es. CO, NOx, SOx, Hcl, HF) sia per quelli soggetti a rilevamenti periodici (mercurio, cadmio, piombo, diossine, IPA).
Per le diossine (PCDD/PCDF) i valori registrati sono sempre inferiori di almeno un ordine di grandezza al limite normativo (0,1 ng/m3) e lo stesso vale per mercurio, cadmio e piombo.
Il passaggio al 2011 dello smaltimento finale dalle discariche alla termovalorizzazione consentirebbe una enorme diminuzione delle emissioni di metano ed NOX in atmosfera: le discariche risultano fortemente nocive causando emissioni ad alto contenuto di metano (CH4) e anidride carbonica (CO2). Dal confronto tra le emissioni di CO2 di una discarica e quelle di un termovalorizzatore espresse come kg di CO2 per tonnellata di rifiuto emerge che con il termovalorizzatore si eviterebbero circa 947 kg/t RSU di CO2 (E. Carnevale, Dipartimento di Energetica “Sergio Stecco”- Università degli Studi di Firenze, Stato dell’arte internazionale sulle tecnologie di mitigazione dell’impatto ambientale degli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti urbani, 2005)
Per quanto riguarda la questione delle nanopolveri, molto recente e ancora controversa, secondo ricerche condotte a livello internazionale gli inceneritori di rifiuti contribuiscono in modo marginale all’emissione di nanopolveri in atmosfera. Secondo ARPA – Reggio Emilia , dove esiste l’inceneritore di Cavazzoli, l’impianto contribuisce alla produzione complessiva di nanopolveri, ‘Per lo 0,5-1 per cento del totale. Il resto è prodotto per il 70 per cento dal traffico, per il 24 per cento dalle attività produttive e per il 5 per cento dagli impianti di riscaldamento’ (Intervista della direttrice dell’Arpa di Reggio Fabrizia Captano)
In Italia, il dibattito ha avuto origine dal lavoro di due ricercatori modenesi: Antonietta Gatti e suo marito Stefano Montanari che sulla base di ricerche preliminari, hanno espresso la tesi che esse possano essere causa di patologie specifiche, identificate con il termine di nanopatologie. Non esistono al momento evidenze scientifiche sulla loro pericolosità tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora espresso un giudizio ufficiale.
La stessa Dott. Gatti, intervenuta il 14 novembre 2006 a Ferrara nel Convegno “Polveri ultrafini e nanoparticelle”, ha confermato di non essere in grado di stabilire una correlazione diretta tra nanopolveri e patologie ammettendo che gli studi necessitano di ulteriori approfondimenti.
5. Il trattamento meccanico biologico riduce peso, volume, umidità del rifiuto, e determina materiali residui che devono essere avviati alla discarica o ad un termovalorizzatore.
Questi trattamenti sono adatti a bassi livelli di raccolta differenziata, soprattutto dove non sia raccolto in modo differenziato l’organico; la presenza di tali impianti diventa un forte argomento per chi vuole limitare la raccolta differenziata; Nel caso in cui sia fatta una raccolta differenziata “spinta” con la raccolta dell’organico, ed il risultato sia superiore al 50%, il rifiuto residuo” è già molto secco (12, 13 MJ/kg ).
Il trattamento di tale residuo produrrebbe una irrisoria riduzione di volume (10-15 %) a costi elevati aggiuntivi (40-50 €/ton) non giustificabili.
Il “prodotto” del trattamento poi non potrebbe andare in discarica perché incompatibile con la legislazione europea e nazionale. Il potere calorifico del materiale trattato non è compatibile con i criteri di ammissibilità in discarica previsti dal D. Lgs 36/2003 che introduce il divieto di smaltire in discarica rifiuti con PCI>13 MJ/kg.
Questo in Italia come nella Contea del Lancashire.
6. Ribadisco che per quel che riguarda le tecnologie “innovative” di termovalorizzazione dei rifiuti urbani (pirolisi e gassificazione) il numero di impianti è oggi molto ridotto, le esperienze censite sono solo estere (e in genere piccoli impianti) e non esiste nessun impianto industriale operativo in Italia; le iniziative di Abbiategrasso e di Roma – aggiuntive a termovalorizzatori già realizzati o in corso di realizzazione - sono ferme allo stadio di progetto e non trovano ancora attuazione. Anche sugli impianti “esteri” non esistono oggi dati operativi affidabili e confrontabili .
Il Documento di Riferimento sulle Migliori Tecnologie Disponibili per l’Incenerimento di Rifiuti (2005) rileva che “al momento della redazione del documento, il rischio tecnologico addizionale associato all’adozione di gassificazione e pirolisi di rifiuti rimane significativamente maggiore di quello dei meglio conosciuti trattamenti termici di incenerimento. I rischi addizionali possono diminuire con una esperienza di mercato provata ed evidenza di affidabilità con i rifiuti comunemente alimentati all’impianto”.
Le considerazioni della commissione di esperti nominata dalla Provincia risultano quindi condivisibili: a fronte di una situazione di emergenza che richiede impianti industriali consolidati e pienamente funzionanti per una gestione industriale di 274.000 tonnellate a partire dal 2012, è irresponsabile utilizzare tecnologie prototipali non ancora consolidate per affrontare e risolvere il problema dei rifiuti .
Se tale impianto non funzionasse o funzionasse parzialmente e quindi non risolvesse il problema di smaltimento per cui è stato realizzato (e pagato dai cittadini attraverso la tariffa) quali sono le giustificazioni che le istituzioni troverebbero se non quelle della dabbenaggine e dell’incoscienza.
Sia ben chiaro che queste considerazioni non rappresentano un giudizio sulla tecnologia della pirolisi e della gasssificazione (o tecniche miste come la dissociazione molecolare); ritengo sia necessario ricercare e sperimentare nuove tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti. Ma tali attività, come viene fatto all’estero in Germania e in Giappone possono essere condotte una volta fuori dall’emergenza impiantistica, su dimensioni residuali.
PER CONCLUDERE
Ritengo che le considerazioni ed informazioni riportate siano il risultato di “esperienze consolidate” condivise da gran parte del mondo tecnico e scientifico anche se le voci e l’irrazionale funzionano meglio delle dimostrazioni scientifiche, osservate sempre con sospetto a meno che non confermino le stesse paure.
L’urlo e l’invettiva funziona sempre meglio del ragionamento ma non serve mai ad affrontare ed a risolvere i problemi.
E per affrontare i problemi non serve neppure la propaganda, la minaccia, la censura preventiva, il giudizio sommario del BLOGGIUDICE.
APRI LA MENTE CARO MINISTRO
22 Comments
fatemi capire ..ti ha denunciato pubblicamente?.secondo me scrivi cose molto intelligenti..ed e’ raro che un ragazzo giovane come te ( poi non so’ quanti anni hai..pero’ mi sembri molto giovane)si interessa di certe questioni.percio’ che se ne stiano al posto loro
No-Tav ora e sempre! “….08/12/2005 12 membri delle forze dell’ordine in ospedale per lesioni….” SIAMO ANCORA CHE GODIAMO!
eila, vengo or ora da bloggoverno e non so se ti sei già cancellato quindi ti parlo qui.
non ho letto il tuo ‘post incriminato’ perchè non ci capisco nulla, ma seguendo i commenti di basecamp devo renderti atto che sei stato trattato un po’ malino. non so quanto tu fossi tenuto a correggere o a citare le fonti come suggerito da mrkurtz, ma se l’articolo era sul blog tuo era imho affar tuo. ho letto diversi interventi di mrkurtz ed è tendenzialmente corretto, affidabile e molto preciso nelle affermazioni. Quando ho letto il suo commento dove ti accusa di falsità ecc sono rimasto sorpreso per il tono secco e deciso, ma sono portato a pensare che abbia avuto delle buone ragioni. Ciònonostante non trovo giustificabile l’attacco nei tuoi confronti. Tutto è discutibile.
l’entourage di BG ci tiene molto alla forma in virtù del fatto che ha molte testate giornalistiche nazionali (e forse non solo) aggregate nei feed, quindi è naturale che si sentano molto responsabilizzati sulla correttezza degli articoli che escono. Basecamp ha appunto lo scopo di dirsi le cose in faccia con il fine ultimo di garantire post corretti.
Tu alla prima contestazione, scrivendo questo post tratto da basecamp, sei venuto meno a questo principio e temo che per il resto del gruppo tu sia diventato bersaglio ancor prima che interlocutore. scusami se gli do ragione.
penso che tu abbia perso una grossa occasione di visibilità, all’attenzione di BG ci sono molti critici e giornalisti autorevoli e avresti potuto far uscire le tue teorie dall’autoreferenzialità della blogsfera. Insomma, BG da questo post ci perde poco, tu forse qualcosa di più.
auguri comunque per il tuo lavoro, in tema ambientale non è mai troppo e l’informazione a qualsiasi livello è sempre benvenuta.
un saluto
Fabio
Noto che si guarda bene dall’entrare nel merito di quello che ho denunciato e piuttosto che cercare di provare che quello che affermo io sia falso si è dedicato a scrivere un “calderone” di discorsi insaporiti con le solite balle. Io ho presentato dei fatti che dovrebbero provare che le sue sono falsità e regola impone che per confutare le mie accuse lui debba provare che quello che io sto dicendo non è vero. Invece non solo ha preso la tangenziale parlando di nanoparticelle (e chi le ha mai tirate in ballo?) e altro, ma ha anche continuato a manipolare i fatti, come ora ribadirò in modo più approfondito.
Per chi non capisse cosa sta accadendo, riepilogo brevemente: verso metà febbraio ho avuto occasione di rilevare che le due “schede informative” non commentabili presenti sul sito di Raffaele Bianco sono un buon esempio di come manipolare i fatti attraverso l’omissione di alcune cose e la presentazione di veri e propri falsi. Gli feci presente le mie critiche sia sul suo sito che su Bloggoverno (dove era intervenuto), ma non mi ha mai risposto. Allora dopo due – tre settimane ho scritto un post sul mio blog dove cercavo di avvertire la blogosfera sul quelle balle a piede libero. Poi qualche giorno fa ho scoperto che è diventato mio “collega” su BlogGoverno e la cosa non mi è piaciuta.
Ora entro nel merito della cosa e mi riferirò soprattutto a quello che ha scritto qui.
1) I CIP6:
Scrive Raffaele:
“Nel dicembre 2003, con il Decreto n 387, l’Italia recepisce la Direttiva 2001/77/CE e all’art. 2, comma a, individua le fonti energetiche rinnovabili, riprendendo alla lettera l’elenco della UE. All’art 17 del Decreto viene anche specificato che: “…sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile e i combustibili derivati dai rifiuti.”
Con questo vorrebbe giustificare i sussidi agli inceneritori. L’altra volta scrissi che lui aveva totalmente omesso la procedura di infrazione avviata dalla UE nei confronti dell’Italia per questo tipo di sovvenzioni e ora mi risponde così. Continua ad evitarla e monta il discorso in modo che possa sembrare che nella direttiva UE ci fosse anche il permesso esplicito “.. a beneficiare del regime riservato…”(quella frase sopra) ma in realtà è stata un’aggiunta tutta italiana. L’art.2, comma a, recita:
” a) fonti energetiche rinnovabili o fonti rinnovabili: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonche’ la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;”
Non parla di CDR (come il buonsenso consiglia). Della contrarietà espressa dalla Commissione UE, lui elimina ogni traccia. Però come si può leggere da Wikipedia:
“Pertanto, l’Unione Europea ha inviato una procedura d’infrazione all’Italia per gli incentivi dati dal governo italiano per produrre energia bruciando rifiuti inorganici considerandoli “fonte rinnovabile”. A tal proposito già nel 2003[8] Il Commissario UE per i Trasporti e l’Energia, Loyola De Palacio, in risposta ad una interrogazione dell’On. Monica Frassoni al Parlamento Europeo, ha ribadito l’opposizione dell’Unione Europea all’estensione del regime di sovvenzioni europee previsto dalla Direttiva 2001/77 per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili all’incenerimento delle parti non biodegradabili dei rifiuti. Queste le affermazioni testuali del Commissario all’energia: «La Commissione conferma che, ai sensi della definizione dell’articolo 2, lettera b) della direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile». Il fatto che una legge nazionale (legge 39 dell’1-3-2002, art. 43) proponga di includere, nell’atto di recepimento italiano della Direttiva 2001/77 [9], i «rifiuti tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili, ivi compresi i rifiuti non biodegradabili» non elimina l’infrazione alla normativa europea.”
E dal Dossier del WWF “Infrazioni comunitarie da parte dell’Italia” (http://www.lanuovaecologia.it/documenti/dossier%20maggio%202006%20infrazioni.pdf) si legge:
“La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione a carico dell’Italia per errata applicazione della direttiva 2001/77/Ce sulla promozione dell’energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili. Il Governo italiano ha dato incentivi per produrre energia bruciando rifiuti inorganici e considerandola come “fonte rinnovabile”. Mentre la Commissione specifica che ai sensi della direttiva 2001/77 la parte non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata come fonte di energia rinnovabile.”
Se l’Unione Europea si è mossa, un motivo ci sarà…
Omettere l’esistenza della procedura di infrazione, ovviamente manipola l’intero discorso. Come accade per l’iter parlamentare, da lui descritto quasi minuziosamente. Quasi, perchè omette l’esistenza di un precedente accordo nella maggioranza per rimuovere questi sussidi nella Finanziaria 2007, che era stato messo nero su bianco durante la discussione in Parlamento, ma poi al momento della trasposizione in formato Maxiemendamento “mani invisibili” hanno cambiato il contenuto della norma, come ho raccontato su Bloggoverno. Impostando tutto il discorso sugli “antagonisti” anima i sentimenti di qualche lettore e, ovviamente, stravolge come sono andate le cose. Riesce a nascondere un fatto talmente eclatante. Il cambiamento all’ultimo momento è successo davvero, come hanno riportato tutti i quotidiani in quel periodo (ad es: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2006/12/decreto_finanziaria_errori_201206.shtml?uuid=4b7e7dea-9001-11db-bf71-00000e25108c&DocRulesView=Libero sul Sole24ore).
Dopo aver chiarito questo, invito tutti a rileggersi la sua “versione dei fatti”.
2) I miei presunti “numeri da propaganda”
Lui scrive: “L’impianto ASM di Brescia consente di riscaldare tutta la città con un bilancio ambientale ed energetico ampiamente positivo. E vedi di aggiornare i numeri che dai su efficienza elettrica e termica; per gli impianti recenti i numeri reali sono superiori di almeno il 50 % di quelli che dichiari.”
Questa, presumo, è la sua risposta a quello che dissi a suo tempo: “Un termovalorizzatore medio ha una efficienza elettrica del 15% max (ridicola, di solito le normali centrali elettriche non scendono sotto il 25%). Ha una efficienza in calore del 45%, ma per poterlo sfruttare deve essere costruita una intera rete di teleriscaldamento nella zona circostante (costoso e spesso impraticabile).”
Sto provando a riportare a pezzi la risposta dettagliata…perchè se la copio per intero il sito me la mette “in attesa di approvazione” e non passa…
Non sono riuscito a riportarla tutta.
io dico una cosa: chi alla prima obiezione, di tipo contenutistico, per quanto formalmente aspra, la mette in caciara, evidentemente ha qualche grosso buco nelle proprie argomentazioni…
firmato: un ecologista pragmatico che ha avuto modo di discutere alacremente con beria mrkurtz sul caso degli inceneritori in campania.
Riporta l’esempio di Brescia. Primo, non viene riscaldata tutta dall’impianto, come dice lui. Dallo stesso sito della ASM si legge che la rete di teleriscaldamento (e non l’inceneritore!!) offre copertura per 130.000 abitanti (http://www.asm.brescia.it/salastampa/voienoi/voi_noi79/vn79_03.htm), che comunque non è il 100% ma il 70% del totale. Dentro tali tubature (che, come si legge dal link appena riportato, sono state costruite in 30 anni !!!) l’inceneritore bresciano immette il calore prodotto, che è:
“circa un terzo dell’energia immessa in rete a Brescia in un anno.” (http://www.centrovolta.it/laviadellenergia/italiano/produzione/brescia.htm)”.
Sto usando solo dati di chi pubblicizza e vuole gli inceneritori, e questi contrastano con quello che dice Raffaele. La pagina web di ASM che parla della rete di teleriscaldamento conferma quello che dissi io, cioè che deve esistere già una rete di teleriscaldamento affinchè si possa usare l’energia dai rifiuti. Come mai questi fatti scompaiono misteriosamente dai suoi discorsi?
Mi sono stancato di riportare pezzettini di risposta…
Se volete leggerla per intero, ecco il link:
http://pensierinformati.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1407881
Ad ora, ancora nessuno ha messo in discussione nemmeno una frase della mia “accusa”. Se Raffaele non riesce a smentirmi, vuol dire che ha davvero “manipolato i fatti”. Che i lettori traggano le proprie conclusioni.
Ciao a tutti
Sono una lettrice del tuo blog, non ho mai commentato ma leggendo questa storia, sono indignata :- ( Lasciali perdere quelli di bloggoverno, si parlano addosso e sono qualunquisti. Ho anche visto il blog di mr.kurtz e non lo commenta nessuno, questo sfigato cerca solo di creare caos per attirare attenzione, perchè ha zero commenti, non vedi che ha messo l’indirizzo del suo blog in continuazione per risponderti? Cosa si fa per avere un visitatore
Vai avanti cosi, Io credo in te
tutti sono bravi a sparare a zero sugli altri…tu vai avanti per la tua strada che siamo in tanti a sostenere il tuo blog
Carissimo mr. Kurtz,
avrai anche le tue ragioni (io, ad esempio non vedo gli inceneritori di buon occhio, ma non sono un esperto, quindi NON entro nel merito), però questa alluvione di commenti (in termini informatici “flood”) non è una mossa elegante, a livello comunicativo e retorico in particolar modo (ovvero, a sostegno delle tue opinioni).
Conosco bene Raffaele, e so che scrive e vive in buona fede. Non sono sempre d’accordo con lui (e meno male…), sono interessato a leggere le tue e le sue opinioni.
Al posto di lanciare accuse e di invocare temutissime sanzioni cibernetiche, abbassiamo i toni e scriviamo post più semplici da capire anche per i non addetti ai lavori.
Anche perché, voglio vedere chi ha il tempo di leggere tutta la documentazione citata, da una parte e dall’altra.
Buona giornata a te e al carissimo amico Raffaele un abbraccio
Provai inizialmente a scrivere un unico commento, ma il sito lo metteva “in attesa di moderazione”. Moderazione che il tuo amico Raffaele mi ha negato. Per questo ho scelto di farlo “a pezzettini”, così li pubblicava direttamente.
Nessuno per ora mi ha smentito nel “merito” (nemmeno Raffaele, vorrà dire qualcosa?). Molti però si sono accaniti contro di me ugualmente. Difendere una persona senza interessarsi minimamente se ha ragione o torto. In che mondo siamo?
Mi sembra di parlare con il muro.
P.S.: non ho mai lanciato “temutissime sanzioni cibernetiche”…
Ma voi “pimby” sperate di respirarvi tutte le nanoparticelle da soli o pensate di poterle dividere anche con i vostri figli? Io in fondo la penso come te: i costi o comunque le conseguenze delle attività umane dovrebbero restare nello stesso territorio in cui sono prodotti, ma non credo che incenerire migliaia di tonnellate di rifiuti sia funzionale ai tuoi obbiettivi. Inquinare l’aria o l’acqua che respiriamo “tutti”, produttori di rifiuti e non, mi sembra una assurdità, peggio di un calcio sui coglioni. Altro che filosofia nimby… E poi come puoi giustificare una malformazione o una mutazione genetica con parole tipo: “In una situazione di diffusa emergenza “rifiuti in italia”, in linea con gli orientamenti dell’ U.E., e degli stati più evoluti dell’ Europa queste risorse possono contribuire a passare da un sistema di smaltimento “fuorilegge” basato sulle discariche” , ad un sistema orientato alla Termodistruzione dei rifiuti con recupero energetico”.” ? Non hai capito che l’unico modo di vivere felici è prevenire tutte le possibili cause di infelicità dell’uomo? L’attuale sistema economico non può essere un ostacolo al normale svolgimento della vita sulla terra. Se questo sistema rende convenienti e apparentemente accettabili delle attività incopatibili con la vita, allora credo che sia arrivato il momento di superarlo. Se si vuole risolvere il problema dei rifiuti (che è causato da una piccola parte della popolazione ma coinvolge tutta la popolazione mondiale) allora credo sia necessario un solo rimedio: non produrre rifiuti. Stai tranquillo che il genere umano non si potrà salvare grazie agli inceneritori o all’energia nucleare, ma solo sviluppandosi intellettualmente, cambiando stile di vita.
Sperando che ritorni prima possibile sui tuoi passi, ti auguro una buona vita, lontana dalle conseguenze devastanti che la nostra generazione sta producendo in quest’epoca: quella del consumismo.
Carissimo Vincenzo, grazie dell’attenzione, volevo solo ricordarti che nessuno ancora ha provato la tossicità di questi impianti, e come mi puoi insegnare, anche le auto inquinano, i campi di calcio in sintetico, la birra fa ubriacare, il vino ti stona, la droga uccide i neuroni e così via, non vorrai mica dirmi che tu non inquini e non produci rifiuti, poi chi lo sta dicendo che è un problema di una piccola parte di popolazione? sei così sicuro di te stesso?
Vorrei esporre una delle mie considerazioni prima di formulare una vera proposta progettuale per il sicuro risultato nella realizzazione della raccolta differenziata.
a) ci troviamo ad avere acchefare con una utenza maleeducata che, di volta in volta, è stata orientata verso comportamenti opportuni agli interessi del momento. La storia della gestione del settore dei rifiuti la conosciamo tutti e forse ulteriori commenti sono superfui.
Una cosa è certa, è maturata una ulteriore epoca in cui si ritorna a chiedere all’utenza di cambiare comportamento e collaborare alla raccolta differenziata mediante il conferimento dei rifiuti separando le diverse componenti merceologiche. Anche questa occasione ha finito col tediare l’utenza, infontendo sfiducia e scarso senso di serietà operativa.
Partendo quindi da questa interminabile serie di considerazioni, ritengo di essere giunto alla redazione di una proposta progettuale che garantisce il risultato nella raccolta differenziata.
Vorrei mettere a disposizione di interessati appasionati la mia proposta e commentarla insieme.
Ho già scritto qualcosa sul problema rifiuti il 2009. Speravo che interessasse a qulcuno, ma siccome nessuno ha ripreso il discorso, ritorno sull’argomento per esporre sinteticamente il contenuto della proposta progettuale da me redatta da quasi vent’anni. Questi vent’anni passati invano, la dicono lunga sulla sensibilità delle Istituzioni. Deduco, quindi, che le nostre Istituzioni sono gestite da gente “particolare” che non definisco, prima perchè si definisce da sola, poi per evitare una querela. Il lavoro che ho fatto non ha l’obiettivo di polemizzare con i sordo-muti, ma per dare un contributo concreto a beneficio della collettività. La proposta progettuale si pone i seguenti obiettivi: abolire le discariche, recuperare le merci di scarto a costo zero, creare posti di lavoro e migliorare il serizio pubblico, abbattere i costi di gestione ed eliminare la TARSU, risolvere gli indefinibili danni alla salute pubblica e non consentire ulteriori sperperi di finanze pubbliche per iniziative pretestuose e speculative. Sui temi accennati non si finisce mai di parlare e di raccontare quanti danni sono stati prodotti. Comunque voglio chiarire che tutto ciò che si verifica intorno a questo problema, ha solo una matrice:-la sporca speculazione ad opera dei soliti ignoti-. Tutti dovremmo essere impegnati in questa lotta sociale, senza ulteriori prolungamenti a parole. Spero aver reso l’idea a chi di dovere e che si possa discutere seriamente sugli aspetti tecnici e non di principio. L prossima mossa chiamerà in ballo la Magistratura invitandola a mettere freno a tanta scelleratezza pubblica. Cordialità, Michele Micciantuono.