Raffaele

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Articoli di Raffaele

Inceneritore: il 13 Aprile sono stati superati i limiti delle emissioni

Il 13 di Aprile, l’inceneritore del Gerbido ha superato i limiti delle emissioni di monossido di carbonio (CO) e carbonio organico totale (COT).

La società che gestisce l’impianto, ha prontamente comunicato e ripristinato l’inconveniente in meno di un ora.

Nel ricordare che l’impianto è ancora in fase di collaudo, è giusto adoperarsi affinchè questi disguidi cessino il più presto possibile dando il via alla fase di gestione ordinaria.

Grillini, catastrofisti e pseudoambientalisti hanno subito dato la notizia, sperando, come da loro abitudine, di diffondere un po’ di paura e terrore.

Non per giustificare il disservizio ma per fare un minimo di informazione comprensibile ai più, ci tengo a precisare che l’anomalia ha causato un’emissione di CO pari a circa 5 automobili che percorrono nello stesso periodo tutto il sistema tangenziale di Torino.

 

TERMOVALORIZZATORE: SUPERAMENTI EMISSIVI LINEA 3

Nella tarda serata del 12 Marzo, l’inceneritore del Gerbido ha avuto un piccolo disservizio legato alla chiusura della valvola a battente (clapet) che regola l’entrata dei rifiuti nel forno di incenerimento, determinando un ingresso di aria nella caldaia e – di conseguenza – uno sforamento delle emissioni dei limiti giornalieri del monossido di carbonio (CO) e dell’ammoniaca (NH3). Il problema è stato minimo, anche perchè risolto in brevissimo tempo, la quantità dei flussi di massa messi ieri dalla Linea 3 oltre i limiti autorizzativi è stato pari a circa 25 automobili che percorrono tutto il sistema tangenziale di Torino, quindi una cosa ridicola.

Premesso ciò, penso che faccia bene il Comitato Locale di Controllo a chiedere una proroga sul rodaggio dell’impianto che dovrebbe entrare in piena funzione a Maggio 2014.

INCENERITORE DEL GERBIDO: DIOSSINE, FURANI, IPA E METALLI, EMISSIONI SEMPRE SOTTO I LIMITI

inceneritoreConfermando il trend positivo dei primi rilievi del 2013, anche gli esiti delle nuove analisi relative alle emissioni di diossine, furani, IPA e metalli – effettuate a gennaio 2014 su tutte e tre le Linee dell’impianto – sono risultati abbondantemente sotto i limiti previsti dalla legge, ad ulteriore dimostrazione della sostenibilità ambientale del termovalorizzatore e della tutela della salute dei cittadini.

Le rilevazioni si riferiscono al prelievo che ha interessato i seguenti parametri: diossine e furani (PCDD+PCDF), mercurio (Hg), cadmio e tallio (Cd e Tl), zinco (Zn), idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e una sommatoria di metalli (Sb+As+Pb+Cr+Co+Cu+Mn+Ni+V+Sn).

In particolare, per IPA e metalli non è stato neppure possibile definire un valore esatto, poiché di molto inferiore al limite di rilevabilità degli strumenti a disposizione.

Si ricorda che, a differenza di altri parametri (monossido di carbonio, acido cloridrico, ammoniaca, ossidi di zolfo e azoto, carbonio organico totale, polveri totali, mercurio) che vengono misurati “in continuo” da TRM (e monitorati da ARPA), per diossine, furani, IPA e metalli – non esistendo metodologie scientificamente accreditate per la misurazione in continuo – la normativa vigente prevede esclusivamente misure periodiche trimestrali per ciascuna linea: gli inquinanti vengono raccolti in fiale, successivamente inviate ad un laboratorio specializzato e certificato ed analizzate.

RILIEVI EMISSIONI IN ATMOSFERA

 

Ricordiamo Emanuele Petri: poliziotto italiano – 2 marzo 2003

1565585-petri2[1]Emanuele Petri è stato un poliziotto italiano.

Sovrintendente della Polizia di Stato, medaglia d’oro al valor civile, morì in servizio durante l’arresto dei leader delle nuove Brigate Rosse, responsabili degli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi.

Il 2 marzo 2003, il sovrintendente Petri, assieme ad altri due colleghi, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, svolgeva servizio di scorta viaggiatori su un treno regionale sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze. Poco dopo la fermata alla stazione di Camucia-Cortona, Petri e gli altri colleghi, durante gli accertamenti di routine, decidevano di controllare un uomo ed una donna che viaggiavano a bordo del vagone. Questi ultimi, dopo aver esibito dei documenti falsi ai poliziotti che si accorgevano delle incongruenze, reagivano nei loro confronti.

L’uomo estraeva una pistola puntandola immediatamente al collo del sovrintendente Petri ed intimando agli altri poliziotti di gettare via le armi. Uno dei due poliziotti obbedì gettando la propria pistola sotto i sedili del convoglio ma l’uomo reagì ugualmente sparando alla gola di Petri, uccidendolo sul posto, e sparando nuovamente contro l’ultimo poliziotto armato che, nonostante le gravi ferite, riuscì a rispondere al fuoco dell’assalitore ferendolo mortalmente. La donna premette il grilletto della sua pistola contro l’ultimo poliziotto, ma l’arma non funzionò, perché ancora con la sicura, ed il colpo non partì. Ne seguì una colluttazione al termine della quale la terrorista veniva bloccata.

“Verso la terza-quarta vettura io (Fortunato, ndr) e Di Fronzo ci fermammo per identificare una persona, mentre Petri era andato avanti ed era entrato in uno scompartimento” racconterà poi al processo il sovraintentende Bruno Fortunato “Ho alzato lo sguardo, e ho visto Petri uscire dallo scompartimento con dei documenti in mano e cominciare a telefonare col cellulare collegato alla sala operativa della questura di Firenze. Poi ho visto un uomo (Galesi, ndr) che si avvicinava e gli puntava una pistola all’altezza della gola. Io e Di Fronzo ci siamo avvicinati di qualche passo e io gli ho fatto “ma che fai, butta quella pistola”. Lui invece ci ha gridato qualcosa come “datemi le armi, consegnatele a lei” (la Lioce, ndr). Io avevo sfilato la mia pistola dalla fondina e la nascondevo dietro lo spigolo di una poltrona. Lei mi è passata accanto senza guardarmi, poi ho capito che puntava alla pistola che Di Fronzo intanto aveva gettato per terra sotto alcuni sedili. Quando lei era appena dietro di me, ho sentito un pizzico all’addome (il colpo sparato da Galesi, ndr). Poi ho sentito qualche altro colpo, ma non so quanti. Emanuele (Petri, ndr) era a terra, io ho alzato la pistola e ho sparato. Galesi è caduto a terra, disteso nel corridoio. A quel punto sento Di Fronzo che mi fa “Bruno, dammi una mano”. Mi sono girato ma non me la sono sentita di fare un’altra cosa (di sparare, ndr). Ho rimesso la pistola nella fondina ho visto l’imputata distesa su una poltrona con una pistola fra le gambe che scarrellava e premeva il grilletto, alcune volte, senza che partisse il colpo. Di Fronzo era dietro di lei, piegato sullo schienale di una poltrona e cercava di bloccarla ma inutilmente perché non arrivava alla pistola. Ho visto la donna che cercava di riarmare l’arma più volte e di sparare verso di me. Dopo ho capito che era l’arma che Di Fronzo aveva gettato sotto i sedili. Gli ho strappato la pistola dalle mani, l’ho data a Di Fronzo e l’ho ammanettata. Poi sono andato a vedere più avanti. Galesi rantolava per terra, Emanuele purtroppo era disteso senza vita.”

Il treno si fermò quindi alla stazione di Castiglion Fiorentino dove arrivarono i primi soccorsi per le persone ferite, tra cui Galesi (che però morì alcune ore dopo in ospedale) e l’agente Fortunato che venne poi salvato dopo una lunga operazione chirurgica e rimase per sette giorni ricoverato nel reparto di rianimazione. Fortunato dovette pagarsi di tasca propria le spese legali del processo penale che ne seguì. Scosso dalla tragedia, non ebbe mai a riprendersi completamente, arrivando al suicidio nel 2010.

Dopo le prime indagini si riusciva ad accertare che i due sospetti, controllati dai poliziotti, erano terroristi facenti parte delle Brigate Rosse e, dalle ricostruzioni e dal materiale rinvenuto sul treno e nella borsa della donna (documenti, floppy disk e due palmari), gli investigatori riuscivano a catturare, nel periodo successivo, tutti gli appartenenti dell’organizzazione terroristica responsabile anche degli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi, avvenuti rispettivamente negli anni 1999 e 2002.

Petri, il giorno della sua morte non doveva prestare servizio ma aveva chiesto un cambio turno per assistere un ex collega dei Carabinieri malato gravemente.

Lascia la moglie ed un figlio di 23 anni, anche lui poliziotto. Alla sua memoria è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile, consegnata alla moglie dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed un monumento bronzeo a suo ricordo, rappresentante un cuore spezzato, è stato collocato nel piazzale della stazione ferroviaria di Castiglio Fiorentino, a lui ora dedicata.

Medaglia d’Oro al Valor Civile: “Impegnato in servizio di scorta viaggiatori sul treno Roma-Firenze, notando due persone sospette, decideva, unitamente ad altri colleghi, di procedere al loro controllo. Ne seguiva una violenta colluttazione nel corso della quale veniva colpito a morte da alcuni colpi di pistola esplosi dai due, risultati essere pericolosissimi terroristi, permettendo così, con il sacrificio della propria vita, la cattura degli stessi. Fulgido esempio di attaccamento al dovere, coraggio e capacità professionale, poste al servizio della collettività” – Castiglion Fiorentino (Ar) 2 marzo 2003.

Un ringraziamento particolare per questa memoria al mio amico Jack!

No, allo smantellamento della Polizia Postale

Più di 70 Sezioni della Polizia Postale e delle Comunicazioni potrebbero essere presto chiuse.

Nel ricordare che la Polizia Postale svolge un importantissimo compito per contrastare in primis la PEDOFILIA in rete ma anche cyberbullismo, stalking, frodi telematiche e ludopatie varie, penso che la scelta sia oltre che anacronistica, anche sbagliata.

Non si può disperdere il patrimonio di competenze, specializzazioni e professionalità accumulate negli anni, specie in quest’era digitale.

Spero che qualcuno al Governo corregga il tiro e ci ripensi.

Il primo vero Miracolo di San Matteo

I miracoli succedono, molto più spesso di quanto si possa immaginare.

E’ o non è un miracolo che il PD sia entrato a far parte della Grande famiglia del PSE? A mio avviso è un miracolo, avendo una buona memoria, ricordo ancora i comunicati stampa congiunti di una certa classe politica Piemontese che attaccava in maniera becera ed anacronistica Fassino e Bresso che anticipavano i tempi firmando il “Manifesto del partito socialista europeo”.

Il neo segretario regionale Davide Gariglio, nell’ottobre del 2012 scriveva questo: «Il Pd è ormai pensato dai dirigenti nazionali, primo fra tutti Bersani, come un partito meramente di sinistra, dove le altre componenti culturali sono ormai state metabolizzate, secondo una prassi da tempo consolidata nella storia del Pci-Pds-Ds; un partito che ormai si muove saldamente nell’orbita del Pse».

Qualche settimana dopo, visto che l’attaco solitario di Gariglio pareva troppo debole, esce un altro documento firmato da parlamentari e consiglieri regionali: Stefano Lepri, Davide Gariglio, Alessandro Bizjak, Paolo Cattaneo, Angela Motta, Mariano Rabino, Bruno Rutallo, Luigi Bobba, Marco Calgaro, Giorgio Merlo, Gianni Vernetti, Franca Biondelli, Maria Leddi, Gianluca Susta.

Ora sia ben chiaro, il dissenso è ampiamente legittimo e a vederla dal loro punto di vista, la protesta era ampiamente comprensibile.

La cosa simpatica è che in questa lista, dei politici rimasti nel PD, il 99% sono Renziani ed alla decisione del Sindaco/Premier/Segretario non hanno mosso ciglio: nessun dubbio, nessuna obiezione.
Ora le cose sono due, o ci hanno messo 1 anno e mezzo a capire l’importanza dell’adesione al PSE o è successo un miracolo: il miracolo di San Matteo che con la sola forza dello sguardo gli ha fatto cambiare immediatamente idea!

Gestire il problema casa

Nel consiglio comunale di ieri, abbiamo votato la delibera di modifica dello schema di convenzione tipo per la cessione di proprietà immobiliari poste nel PEEP (Piano per l’Edilizia Economica e Popolare). Questa delibera si basa su due cambiamenti:

Il primo è l’eliminazione di un vincolo che impediva a chi aveva già acquistato precedentemnete un alloggio nel PEEP di fare una seconda richiesta.

Il secondo è lo spostamento della verifica dei requisiti necessari per fare domanda di assegnazione dalla data di scadenza del bando di selezione alla data di acquisto dell’alloggio.

Con la prima modifica si agevolano i cittadini che, per aumento del numero dei componenti la famiglia , si trovano in alloggi inadeguati dal punto di vista della dimensione. Nella condizione di regolamento attuale queste famiglie non possono cercare nel PEEP un appartamento più grande.

Si facilita oltretutto la commercializzazione degli immobili da parte degli operatori che non registrano, come nel passato, un “tutto esaurito “ ancora prima di iniziare i lavori.

Con la seconda si permette a persone che hanno i requisiti di reddito al momento dell’acquisto di accedere all’assegnazione, anche se precedentemente, durante il bando di selezione, questi requisiti non li avevano. Può succedere infatti che tra i due momenti il reddito può, per diversi motivi, ridursi significativamente, realizzandosi solo nelle fasi finali dell’intervento la condizione di reddito richiesta dal regolamento.

In conclusione è una delibera che permette migliori condizioni per il completamento veloce delle operazioni di edilizia convenzionata, aprendo a più cittadini la possibilita di accesso.

Buon lavoro Davide

Davide Gariglio è il nuovo segretario del Partito Democratico Piemontese. Faccio a lui i miei auguri per un buon mandato, capace di portare buoni risultati per il Partito in Piemonte.

A lui l’onore di rilanciare l’azione politica per vincere le prossime elezioni regionali e risanare un partito abbastanza demotivato.

Ovviamente, di fianco agli onori, ci sono gli oneri.

A mio avviso, il primo problema che dovrà risolvere riguarda le elezioni comunali di Nichelino dove un ex assessore (suo amico) annuncia di voler sfidare il candidato scelto questa domenica con le primarie.

Insomma: Buon lavoro Davide!

Termovalorizzatore di Torino: i primi risultati di SPoTT

Saranno presentati oggi, presso il comune di Torino, i primi risultati del programma di biomonitoraggio realizzato da SPoTT nel 2013 riguardanti i dati relativi allo stato di salute generale, agli esami ematochimici di base e ai livelli di accumulo di metalli prima dell’avvio dell’impianto. Si tratta del più grande intervento di questo genere mai condotto in Europa sulla popolazione residente nei pressi di un inceneritore di rifiuti solidi urbani. Obiettivo di SPoTT è la valutazione dell’andamento degli indicatori oggetto dello studio nella popolazione residente in prossimità dell’impianto dopo la sua entrata in funzione. Sono stati coinvolti 198 residenti nell’ASL TO3 (tutti nell’area di ricaduta prevalente delle emissioni), 196 nell’ASL TO1 (tutti fuori dall’area di ricaduta), 13 allevatori (di aziende nei pressi dell’impianto) e 23 lavoratori addetti all’impianto stesso. A giugno-luglio 2013, a impianto spento, sono stati eseguiti prelievi di urine e sangue per la ricerca di metalli, PCB (policlorobifenili), diossine e IPA (Idrocarburi Aromatici Policiclici), dei comuni parametri ematochimici di base utili ad un inquadramento dello stato di salute generale, di una selezione di test ormonali, della misurazione della pressione arteriosa e della funzionalità respiratoria. Tutte le persone sono state intervistate per raccogliere dati sulle abitudini alimentari e voluttuarie utili per l’interpretazione dei risultati, e sulla percezione del rischio. Al momento sono disponibili i risultati dei parametri ematochimici di base (quali glicemia, azotemia, colesterolo, etc), dei test ormonali, della pressione e della funzionalità respiratoria, nonché quelli sulla percezione del rischio. I primi risultati , condivisi dal Comitato Tecnico Scientifico, mostrano che lo stato di salute complessivo della popolazione residente da almeno 5 anni nell’area è nella norma e che non vi sono importanti differenze tra le due ASL. Tra i primi risultati vi sono quelli relativi a 18 metalli nelle urine e al piombo nel sangue.  Si tratta di tutti i metalli considerati nell’Autorizzazione Integrata Ambientale, dove era prescritta l’indagine epidemiologica, cui sono stati aggiunti 4 metalli legati alle emissioni da traffico veicolare (iridio, palladio, platino, rodio) in considerazione della loro presenza negli scarichi delle marmitte catalitiche, e il berillio, indicatore di emissioni industriali. Per la maggior parte dei metalli i livelli riscontrati sono vicini a quelli determinati in altri gruppi di popolazione italiana. Valori significativamente più elevati rispetto ai valori pubblicati in precedenza sono stati rilevati per palladio e tallio. Tali risultati testimoniano le modifiche costruttive avvenute negli ultimi anni nelle marmitte catalitiche (palladio) e la presenza di processi industriali (tallio) a Torino rispetto ad altre aree del nostro Paese. Sono state riscontrate alcune differenze nelle due aree: i livelli di Cromo, Iridio, Manganese, Platino e Antimonio sono più elevati nei residenti nell’ASL TO3; i livelli di Cadmio, Cobalto, Stagno e Tallio sono più elevati nei residenti nell’ASL TO1. I risultati delle analisi effettuate sugli allevatori sono comparabili a quelli dei residenti per quel che riguarda sia le analisi cliniche, sia i metalli. Solo i valori mediani di zinco e di piombo sono risultati un po’ più elevati tra gli allevatori anche se comunque paragonabili a quelli riscontrati in altri studi condotti su popolazione generale italiana. Per i 23 lavoratori presenti in impianto a giugno 2013 è stato effettuato il biomonitoraggio secondo le stesse modalità della popolazione residente. Anche i lavoratori che si aggiungeranno, mano a mano che si procederà con le assunzioni da parte di TRM, saranno sottoposti a biomonitoraggio. I risultati mostrano che lo stato di salute dei lavoratori dell’impianto è nella norma e che non vi sono importanti differenze tra lavoratori con mansioni amministrative e tecnici addetti alle linee di incenerimento. Per quel che riguarda i metalli, la maggior parte delle determinazioni presenta livelli paragonabili a quelli riscontrati nei residenti. Tutta la documentazione tecnico-scientifica ed altre informazioni di interesse pubblico sul programma SPoTT sono disponibili nell’apposito spazio web progettuale (www.dors.it/spott) ove nei prossimi giorni sarà pubblicato anche il report riguardante i primi risultati del biomonitoraggio, nonché in copia sul sito di Arpa Piemonte. I risultati individuali verranno consegnati su richiesta da parte degli interessati. Per Ennio Cadum, responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Salute Ambientale dell’Arpa Piemonte che ha condotto le analisi statistiche, “i risultati sono molto interessanti e permettono una valutazione di base utile a controlli futuri, oltre a costituire un’informazione di per sé utile anche per altre aree del nostro Paese nonché per i Paesi dell’Unione Europea, dove valutazioni di questo genere sono rarissime o assenti”. Il Direttore Generale dell’Arpa Piemonte, Angelo Robotto, esprime “la soddisfazione per questi risultati che documentano l’importanza della collaborazione con e tra gli Enti coinvolti nell’ambito delle attività istituzionali dell’Agenzia. Tematiche ambientali rilevanti, come questa del termovalorizzatore di Torino, impegnano l’Agenzia sia sotto l’aspetto ambientale, sia sotto quello epidemiologico ai più alti livelli di competenza tecnico scientifica oggi disponibile”.

Sintesi del primo rapporto di studio

UN CAFFÈ CON I SUBSONICA PER CHIEDERE LORO: COSA PENSATE DELLA VIOLENZA?

Si può sventolare la bandiera No Tav, ma gli artisti hanno una grande responsabilità e non possono non condannare chi sceglie la violenza

 

Seguo i Subsonica da sempre, ho tutti i loro cd, sono stato a tutti i loro concerti, ho la loro discografia in auto e pure nel lettore mp3, ho pure il loro libro. Mi accompagnano dalla seconda metà degli anni ’90, da quando hanno inciso il loro primo album. Ricordo ancora la loro prima casa discografica, la Mescal, ricordo anche i primi scazzi avuti con loro quando passarono con un’etichetta più nota e più grande. Posso tranquillamente dire che i Subsonica sono il mio gruppo preferito e tutti i miei amici lo possono confermare.

Lo sono e lo restano il mio gruppo preferito, nonostante le magliette che indossano o le bandiere che sventolano. Bisogna imparare a separare le cose, un artista è bravo a prescindere dal fatto che sia simpatico o se antipatico o pessimo.

Amo Marilin Manson nonostante la sua follia, non mi piace Guccini nonostante la sua fede politica. I gusti sono gusti.

Questa mattina i Subsonica hanno pubblicato un post contro un Senatore del mio Partito che, intervenendo alla trasmissione radiofonica La Zanzara, alla domanda “chi sono i mandanti morali delle molotov lasciate sull’uscio di casa sua?”, ha risposto ricordando che ci sono persone che anziché prendere le distanze da tali fatti, cavalcano la situazione e ci scrivono pure libri. E ha fatto una serie di nomi, tra cui quello di Fiorella Mannoia e di Caparezza.

Tutti noi abbiamo delle responsabilità. Persone come Mannoia, Caparezza e gli stessi Subsonica, hanno una responsabilità gigantesca: vivendo quotidianamente sotto i riflettori, diventano esempio da emulare per molta gente. Ricordo da adolescente che tutti noi avevamo un cappellino come Samuel, piuttosto che la pettinatura di Boosta.

Ora, premesso che la libertà di parola e di pensiero sono cose sacrosante ed ognuno è libero di dire e di manifestare ciò che pensa, mi piacerebbe sapere cosa i Subsonica, Fiorella Mannoia, Caparezza e tanti altri, sanno rispetto l’opera conosciuta come TAV.

Spesso si rischia di avallare una protesta, conoscendo solo le ‘narrazioni’ ideologiche di una minoranza, senza però conoscere minimamente i dettagli tecnici.

Personalmente ho inviato diversi messaggi su FB, sia a Max Casacci che all’intero gruppo per un confronto con loro, pubblico o privato, sul tema.

Non ho mai ricevuto risposta, eppure mi piacerebbe prendere il caffè con loro e fare una domanda semplice semplice. Non sulle ragioni di natura tecnica per cui hanno deciso di schierarsi con il movimento No Tav , anche perché sono sicuro che tutti loro abbiamo studiato benissimo questo argomento e conoscano a menadito il progetto iniziale della Torino-Lione e quello attuale. No, vorrei chiedere loro se non hanno nulla da dire rispetto agli arresti, alle violenze, alle intimidazioni e ai gravi provvedimenti adottati dalla Procura di Torino. Cosa pensano dei violenti presenti nel movimento? Cosa pensano rispetto ai pedinamenti dei giornalisti scomodi e delle molotov lasciate fuori casa di chi non la pensa come loro? Tutto li.

In base alla risposta, poi, si potrà parlare di qualsiasi altra cosa: la condanna, a mio avviso, è il punto dirimente, o di qua o di la, non si può tentennare davanti a simili cose.

Se si conosce bene il tema TAV, è legittimo sventolare la bandiera prendendo tanti applausi. Però è doveroso condannare le violenze.

La popolarità serve anche a questo: a tracciare delle linee di confine il cui superamento nulla può legittimare.

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