grugliasco

Nuovi interventi nelle Aree Verdi a Grugliasco

 

parco paradiso

Prosegue da parte dell’assessorato all’Ambiente una progressiva pianificazione di interventi di riqualificazione delle aree verdi attrezzate poste all’interno dei parchi e dei giardini cittadini, nell’ottica di migliorare l’offerta di spazi destinati alla socializzazione ed all’aggregazione, nonché di migliorare la qualità della vita.

In tale contesto, nell’ultimo periodo sono state riqualificate e/o realizzate le aree giochi di:

  • parco del Borgo;
  • Parco Aldo Moro;
  • Giardino di Via Boves;
  • Giardino Ceresa;
  • Parco Poporati

Si ritiene utile proseguire le attività nelle zone a vocazione prettamente residenziale, in cui si registra un maggior tasso di utilizzo delle strutture e degli spazi attrezzati.

Sempre in quest’ottica, facendo riferimento al Piano Strategico delle Aree Verdi redatto dagli uffici comunali del settore specifico, in questa fase, le aree d’ intervento individuate saranno:

  • Parco Fabbrichetta piccolo
  • Parco Bongiovanni
  • Parco San Sebastiano
  • Parco Paradiso

Le attrezzature saranno costituite da materiali durevoli e di facile manutenzione. In ogni area dovranno, inoltre, essere previste una o più attrezzature che garantiscano la possibilità di utilizzo da parte di bambini con difficoltà motorie come già attuato per i giardini e parchi realizzati dall’attuale amministrazione comunale.

I progetti preliminari, saranno presentati alla cittadinanza che usufruisce delle aree verdi attrezzate affinché possano dare il loro parere e scegliere la tipologia dei giochi da installare.

La politica del dito indice puntato

Partecipare ai consigli comunali e alle commissioni sui banchi della giunta e della maggioranza è come tornare a scuola. Non tanto per l’analoga scomodità delle sedie o per i lunghi momenti di noia a cui sono sottoposti invariabilmente studenti e consiglieri. Quanto perché anche nell’aula consigliare campeggiano una schiera di professori ed assistenti i quali non perdono occasione per bacchettare, riprendere, ammonire, redarguire e talvolta sgridare  i loro allievi (pardon avversari politici) ogni qualvolta vengano presi in castagna, cioè sempre.

Un diluvio di notazioni, di avvertenze, di clamorosi errori, di castronerie, di scarse capacità, di assenza di programmi e di scheletri negli armadi vengono attribuiti all’amministrazione e al suo sindaco, con bacchettate sulle dita per ciascuna di esse, al punto che alla fine le mani fanno male anche se di metafora si tratta.

Ma qualcosa non funziona.
Le accuse non sono supportate da prove, le critiche non tengono conto del quadro di riferimento e in generale è totalmente assente lo scenario economico che può cambiare nel tempo e che, di conseguenza, condiziona la possibilità di raggiungere alcuni obiettivi. Gli scheletri nell’armadio, poi, sono di pura fantasia e naturalmente mai supportati da prove.

Allora, studiando attentamente ciascuna delle reprimende con cui si vuole dimostrare l’inettitudine di chi governa la città, si scopre che la costruzione dell’accusa è retoricamente basata su presupposti sbagliati, sull’assenza di valutazione del contesto, sul pregiudizio personale e sulla finalità denigratoria. Con tanti saluti alla politica, quella buona ed utile per intenderci.

Tra le tante accuse è da tempo presente nei banchi dell’opposizione, la critica per una gestione del territorio a “spizzichi e bocconi” . Nessuna visione generale della città, tante varianti e variantine, servizi ad hoc, nessuna programmazione, urbanistica alla carta insomma.

E’ evidente il malumore per questo modo di governare e la frustrazione per non poter partecipare ad un legittimo dibattito sulle prospettive di sviluppo e sui destini generali del territorio cittadino. Ci fate digerire tanti episodi ma non ci dite mai dove volete andare.

Giusto, prendiamo atto, apriamo il dibattito sulle prospettive generali della città, quale occasione migliore della revisione del PRG per raccogliere idee, definire percorsi e immaginare il futuro.

Giusto, sacrosanto  e allora non limitiamo la discussione ai momenti richiesti dalla legge, anticipiamo i temi, proponiamo alcuni principi e indirizzi che devono regolare la gestione del territorio nei prossimi 10 anni e su quelli confrontiamoci. Antenne pronte a ricevere suggerimenti , critiche e proposte in grado di migliorare il quadro di riferimento in cui ci si dovrà muovere con gli atti urbanistici. Temi in discussione? Tanti e sostanziosi, politiche abitative, razionalizzazione sistema delle scuole, recupero aree di degrado, alienazioni, consumo di suolo, tutela attività agricole, beni architettonici e aree produttive. Una città intera da immaginare nei suoi prossimi 10 anni.

Ebbene dove sono finiti quelli bravi col dito indice? Si sono raccolti in meditazione e in preghiera?  Stanno studiando i pensieri di Oscar Niemeyer prima della progettazione di Brasilia? Sono al Ground Zero a criticare  Libeskind e a dire che le torri gemelle erano troppo alte?
Nessuno ne ha notizia.
E il dibattito sugli indirizzi? Il confronto sulle prospettive? Rinviato a data da destinarsi. Nessuna proposta in vista, nessun ragionamento di ampio respiro,  nessuna critica strutturata, nessuna visione di città. Ne  simile a quella proposta, ne diversa, alternativa o addiritura opposta. Niente di niente. Stop. Zero. Il Vuoto Pneumatico.
La maggioranza gestisce il territorio a pezzi, inaccetabile. La maggioranza propone una visione d’insieme, non ho la più pallida idea di cosa dire.

Dibattito azzerato o meglio ricondotto ai singoli casi su cui si può dire ciò che si vuole come nel caso di cui sopra.

Dito alzato tante volte; per lo sguardo lontano e la visione d’insieme ripassiamo più tardi.

PAES: abbattiamo del 20% le emissioni di CO2

Questa sera è stata votata in consiglio comunale con a favore i voti della maggioranza, (l’opposizione o non ha votato o si è astenuta) la modifica alla scheda del PAES precedentemente approvata dall’amministrazione comunale nel 2011 (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile). L’intervento è finalizzato a ridurre di oltre il 20%, da qui al 2020, le emissioni di anidride carbonica (CO2) attraverso una maggiore efficienza energetica, un più ampio ricorso alle fonti di energia rinnovabile ed appropriate azioni di promozione e comunicazione.

Con il medesimo atto deliberativo, s’individuavano gli edifici da includere nella partecipazione al bando ELENA ed al correlativo finanziamento per la loro razionalizzazione energetica.

Gli edifici scelti saranno:

  • Scuola M. L.King
  • Scuola 66 Martiri
  • Palazzo comunale

Queste delibere, per noi sono assai importanti in quanto servono a migliorare sempre di più l’efficientamento energetico, e la qualità della vita della nostra Città, facendo si che Grugliasco diventi sempre di più Smart City.

 

Nuovi interventi di riqualificazione dei parchi di Grugliasco

parco paradisoProsegue da parte dell’assessorato all’Ambiente una progressiva pianificazione di interventi di riqualificazione delle aree verdi attrezzate poste all’interno dei parchi e dei giardini cittadini, nell’ottica di migliorare l’offerta di spazi destinati alla socializzazione e all’aggregazione, nonché di migliorare la qualità della vita. In questo contesto, nell’ultimo periodo, sono state riqualificate e realizzate le aree giochi del parco del
Borgo, del parco Aldo Moro del giardino di Via Boves, del giardino Ceresa e del parco Porporati. L’Amministrazione Comunale  ritiene utile proseguire le  attività nelle zone a vocazione  prettamente residenziale,
in cui si registra un maggior tasso di utilizzo delle strutture e degli spazi attrezzati. Quindi, sempre in quest’ottica, facendo riferimento al Piano Strategico delle Aree Verdi redatto dagli uffici comunali del settore specifico, in questa fase, le aree di intervento individuate saranno: il parco Fabbrichetta piccolo, il parco Bongiovanni, il parco San Sebastiano e il parco Paradiso. «Le attrezzature dovranno essere costituite da
materiali durevoli e di facile manutenzione – spiega l’Assessore all’Ambiente Luigi Turco – In ogni area dovranno, inoltre, essere previste una o più attrezzature che garantiscano la possibilità di utilizzo da parte di bambini con difficoltà motorie come già attuato per i giardini e parchi realizzati da questa amministrazione comunale. Anche quest’anno verranno spesi circa 140mila euro affinché chi usufruisce dei nostri giardini e parchi possa sempre di più viverli vicino alle zone di residenza». I progetti preliminari, saranno  presentati alla cittadinanza che usufruisce delle aree verdi attrezzate affinché possano dare il loro parere e scegliere la tipologia delle attrezzature da installare.

TRM, rapporto sintetico trimestrale

Trimestralmente, TRM, la società che gestisce l’inceneritore del Gerbido, è tenuta a rilasciare un rapporto contenente gli elementi significativi dell’andamento della costruzione e esercizio dell’Impianto, sia sotto l’aspetto tecnico – gestionale, sia sotto l’aspetto economico.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL RAPPORTO

Inceneritore: il 13 Aprile sono stati superati i limiti delle emissioni

Il 13 di Aprile, l’inceneritore del Gerbido ha superato i limiti delle emissioni di monossido di carbonio (CO) e carbonio organico totale (COT).

La società che gestisce l’impianto, ha prontamente comunicato e ripristinato l’inconveniente in meno di un ora.

Nel ricordare che l’impianto è ancora in fase di collaudo, è giusto adoperarsi affinchè questi disguidi cessino il più presto possibile dando il via alla fase di gestione ordinaria.

Grillini, catastrofisti e pseudoambientalisti hanno subito dato la notizia, sperando, come da loro abitudine, di diffondere un po’ di paura e terrore.

Non per giustificare il disservizio ma per fare un minimo di informazione comprensibile ai più, ci tengo a precisare che l’anomalia ha causato un’emissione di CO pari a circa 5 automobili che percorrono nello stesso periodo tutto il sistema tangenziale di Torino.

 

TERMOVALORIZZATORE: SUPERAMENTI EMISSIVI LINEA 3

Nella tarda serata del 12 Marzo, l’inceneritore del Gerbido ha avuto un piccolo disservizio legato alla chiusura della valvola a battente (clapet) che regola l’entrata dei rifiuti nel forno di incenerimento, determinando un ingresso di aria nella caldaia e – di conseguenza – uno sforamento delle emissioni dei limiti giornalieri del monossido di carbonio (CO) e dell’ammoniaca (NH3). Il problema è stato minimo, anche perchè risolto in brevissimo tempo, la quantità dei flussi di massa messi ieri dalla Linea 3 oltre i limiti autorizzativi è stato pari a circa 25 automobili che percorrono tutto il sistema tangenziale di Torino, quindi una cosa ridicola.

Premesso ciò, penso che faccia bene il Comitato Locale di Controllo a chiedere una proroga sul rodaggio dell’impianto che dovrebbe entrare in piena funzione a Maggio 2014.

INCENERITORE DEL GERBIDO: DIOSSINE, FURANI, IPA E METALLI, EMISSIONI SEMPRE SOTTO I LIMITI

inceneritoreConfermando il trend positivo dei primi rilievi del 2013, anche gli esiti delle nuove analisi relative alle emissioni di diossine, furani, IPA e metalli – effettuate a gennaio 2014 su tutte e tre le Linee dell’impianto – sono risultati abbondantemente sotto i limiti previsti dalla legge, ad ulteriore dimostrazione della sostenibilità ambientale del termovalorizzatore e della tutela della salute dei cittadini.

Le rilevazioni si riferiscono al prelievo che ha interessato i seguenti parametri: diossine e furani (PCDD+PCDF), mercurio (Hg), cadmio e tallio (Cd e Tl), zinco (Zn), idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e una sommatoria di metalli (Sb+As+Pb+Cr+Co+Cu+Mn+Ni+V+Sn).

In particolare, per IPA e metalli non è stato neppure possibile definire un valore esatto, poiché di molto inferiore al limite di rilevabilità degli strumenti a disposizione.

Si ricorda che, a differenza di altri parametri (monossido di carbonio, acido cloridrico, ammoniaca, ossidi di zolfo e azoto, carbonio organico totale, polveri totali, mercurio) che vengono misurati “in continuo” da TRM (e monitorati da ARPA), per diossine, furani, IPA e metalli – non esistendo metodologie scientificamente accreditate per la misurazione in continuo – la normativa vigente prevede esclusivamente misure periodiche trimestrali per ciascuna linea: gli inquinanti vengono raccolti in fiale, successivamente inviate ad un laboratorio specializzato e certificato ed analizzate.

RILIEVI EMISSIONI IN ATMOSFERA

 

Gestire il problema casa

Nel consiglio comunale di ieri, abbiamo votato la delibera di modifica dello schema di convenzione tipo per la cessione di proprietà immobiliari poste nel PEEP (Piano per l’Edilizia Economica e Popolare). Questa delibera si basa su due cambiamenti:

Il primo è l’eliminazione di un vincolo che impediva a chi aveva già acquistato precedentemnete un alloggio nel PEEP di fare una seconda richiesta.

Il secondo è lo spostamento della verifica dei requisiti necessari per fare domanda di assegnazione dalla data di scadenza del bando di selezione alla data di acquisto dell’alloggio.

Con la prima modifica si agevolano i cittadini che, per aumento del numero dei componenti la famiglia , si trovano in alloggi inadeguati dal punto di vista della dimensione. Nella condizione di regolamento attuale queste famiglie non possono cercare nel PEEP un appartamento più grande.

Si facilita oltretutto la commercializzazione degli immobili da parte degli operatori che non registrano, come nel passato, un “tutto esaurito “ ancora prima di iniziare i lavori.

Con la seconda si permette a persone che hanno i requisiti di reddito al momento dell’acquisto di accedere all’assegnazione, anche se precedentemente, durante il bando di selezione, questi requisiti non li avevano. Può succedere infatti che tra i due momenti il reddito può, per diversi motivi, ridursi significativamente, realizzandosi solo nelle fasi finali dell’intervento la condizione di reddito richiesta dal regolamento.

In conclusione è una delibera che permette migliori condizioni per il completamento veloce delle operazioni di edilizia convenzionata, aprendo a più cittadini la possibilita di accesso.

Termovalorizzatore di Torino: i primi risultati di SPoTT

Saranno presentati oggi, presso il comune di Torino, i primi risultati del programma di biomonitoraggio realizzato da SPoTT nel 2013 riguardanti i dati relativi allo stato di salute generale, agli esami ematochimici di base e ai livelli di accumulo di metalli prima dell’avvio dell’impianto. Si tratta del più grande intervento di questo genere mai condotto in Europa sulla popolazione residente nei pressi di un inceneritore di rifiuti solidi urbani. Obiettivo di SPoTT è la valutazione dell’andamento degli indicatori oggetto dello studio nella popolazione residente in prossimità dell’impianto dopo la sua entrata in funzione. Sono stati coinvolti 198 residenti nell’ASL TO3 (tutti nell’area di ricaduta prevalente delle emissioni), 196 nell’ASL TO1 (tutti fuori dall’area di ricaduta), 13 allevatori (di aziende nei pressi dell’impianto) e 23 lavoratori addetti all’impianto stesso. A giugno-luglio 2013, a impianto spento, sono stati eseguiti prelievi di urine e sangue per la ricerca di metalli, PCB (policlorobifenili), diossine e IPA (Idrocarburi Aromatici Policiclici), dei comuni parametri ematochimici di base utili ad un inquadramento dello stato di salute generale, di una selezione di test ormonali, della misurazione della pressione arteriosa e della funzionalità respiratoria. Tutte le persone sono state intervistate per raccogliere dati sulle abitudini alimentari e voluttuarie utili per l’interpretazione dei risultati, e sulla percezione del rischio. Al momento sono disponibili i risultati dei parametri ematochimici di base (quali glicemia, azotemia, colesterolo, etc), dei test ormonali, della pressione e della funzionalità respiratoria, nonché quelli sulla percezione del rischio. I primi risultati , condivisi dal Comitato Tecnico Scientifico, mostrano che lo stato di salute complessivo della popolazione residente da almeno 5 anni nell’area è nella norma e che non vi sono importanti differenze tra le due ASL. Tra i primi risultati vi sono quelli relativi a 18 metalli nelle urine e al piombo nel sangue.  Si tratta di tutti i metalli considerati nell’Autorizzazione Integrata Ambientale, dove era prescritta l’indagine epidemiologica, cui sono stati aggiunti 4 metalli legati alle emissioni da traffico veicolare (iridio, palladio, platino, rodio) in considerazione della loro presenza negli scarichi delle marmitte catalitiche, e il berillio, indicatore di emissioni industriali. Per la maggior parte dei metalli i livelli riscontrati sono vicini a quelli determinati in altri gruppi di popolazione italiana. Valori significativamente più elevati rispetto ai valori pubblicati in precedenza sono stati rilevati per palladio e tallio. Tali risultati testimoniano le modifiche costruttive avvenute negli ultimi anni nelle marmitte catalitiche (palladio) e la presenza di processi industriali (tallio) a Torino rispetto ad altre aree del nostro Paese. Sono state riscontrate alcune differenze nelle due aree: i livelli di Cromo, Iridio, Manganese, Platino e Antimonio sono più elevati nei residenti nell’ASL TO3; i livelli di Cadmio, Cobalto, Stagno e Tallio sono più elevati nei residenti nell’ASL TO1. I risultati delle analisi effettuate sugli allevatori sono comparabili a quelli dei residenti per quel che riguarda sia le analisi cliniche, sia i metalli. Solo i valori mediani di zinco e di piombo sono risultati un po’ più elevati tra gli allevatori anche se comunque paragonabili a quelli riscontrati in altri studi condotti su popolazione generale italiana. Per i 23 lavoratori presenti in impianto a giugno 2013 è stato effettuato il biomonitoraggio secondo le stesse modalità della popolazione residente. Anche i lavoratori che si aggiungeranno, mano a mano che si procederà con le assunzioni da parte di TRM, saranno sottoposti a biomonitoraggio. I risultati mostrano che lo stato di salute dei lavoratori dell’impianto è nella norma e che non vi sono importanti differenze tra lavoratori con mansioni amministrative e tecnici addetti alle linee di incenerimento. Per quel che riguarda i metalli, la maggior parte delle determinazioni presenta livelli paragonabili a quelli riscontrati nei residenti. Tutta la documentazione tecnico-scientifica ed altre informazioni di interesse pubblico sul programma SPoTT sono disponibili nell’apposito spazio web progettuale (www.dors.it/spott) ove nei prossimi giorni sarà pubblicato anche il report riguardante i primi risultati del biomonitoraggio, nonché in copia sul sito di Arpa Piemonte. I risultati individuali verranno consegnati su richiesta da parte degli interessati. Per Ennio Cadum, responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Salute Ambientale dell’Arpa Piemonte che ha condotto le analisi statistiche, “i risultati sono molto interessanti e permettono una valutazione di base utile a controlli futuri, oltre a costituire un’informazione di per sé utile anche per altre aree del nostro Paese nonché per i Paesi dell’Unione Europea, dove valutazioni di questo genere sono rarissime o assenti”. Il Direttore Generale dell’Arpa Piemonte, Angelo Robotto, esprime “la soddisfazione per questi risultati che documentano l’importanza della collaborazione con e tra gli Enti coinvolti nell’ambito delle attività istituzionali dell’Agenzia. Tematiche ambientali rilevanti, come questa del termovalorizzatore di Torino, impegnano l’Agenzia sia sotto l’aspetto ambientale, sia sotto quello epidemiologico ai più alti livelli di competenza tecnico scientifica oggi disponibile”.

Sintesi del primo rapporto di studio

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