Raffaele Bianco
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“Sei anni per i disabili, 48 ore per il Lodo Alfano”. Il paradosso è messo in luce da Walter Veltroni nella dichiarazione di voto sul Lodo Alfano. “Appare agli italiani abbastanza singolare – spiega – che in un paese lento come il nostro improvvisamente in 48 ore si riesca ad approvare una norma di questo tipo”. Il segretario del Pd spiega che una legge che istituisse misure “per le persone non autosufficienti è stata approvata dopo 6 anni. Se le questioni riguardano il Paese c’è grande lentezza, se riguarda una persona grande velocità. E il Paese si domanda se questa è la vera priorità”.

MENO DIRITTI - MENO SOLDI - MENO OCCUPAZIONE


Nel decreto legge in materia economica emanato dal governo lo scorso 25 giugno, sono previste misure che riguardano i lavoratori pubblici che possiamo definire gravissime. Con la scusa della lotta ai fannulloni il Governo mette le mani nelle tasche, taglia i diritti, diminuisce l’occupazione dei lavoratori pubblici.

MENO DIRITTI


MALATTIA


- Per tutte le malattie inferiori a 10 giorni al lavoratore ammalato verrà pagata unicamente la retribuzione fondamentale, con esclusione di tutte le altre voci dello stipendio


- La malattia superiore a 10 giorni dovrà essere certificata da una struttura sanitaria pubblica


- Nel caso in cui un lavoratore dovesse ammalarsi più volte in un anno, a partire dal secondo periodo di malattia non basterà più il certificato del medico curante: bisognerà sempre farsi certificare la malattia in ospedale


- Le fasce di permanenza in casa per la visita fiscale vengono cambiate: bisognerà essere in casa tutti i giorni dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 (compresi i non lavorativi e i festivi)

PART TIME


- Il passaggio al lavoro part time non è più automatico, ma dovrà essere concesso a totale discrezione dell’Amministrazione.
Questo provvedimento è particolarmente grave perché spesso i lavoratori scelgono il part time per far fronte a necessità familiari (la nascita di un figlio, la necessità di assistere i genitori anziani) o per motivi di studio: da oggi non sarà più possibile farlo.


MENO SALARI


- A partire dal 2009 i fondi per la contrattazione decentrata non potranno superare quelli previsti per il 2004 diminuiti del 10%. Il che significa che in molti Comuni non verrà più corrisposto il salario di produttività.


- Per gli statali e per i parastatali è ancora peggio: il Governo ha deliberato di non pagare per il 2009 il salario di produttività previsto da disposizioni di legge. Soltanto a partire dal 2010 questi lavoratori rivedranno i loro soldi, ridotti però del 20%.


Il danno provocato a tutti i dipendenti pubblici  non potrà nemmeno essere coperto dai rinnovi contrattuali, per i quali il governo prevede aumenti medi di circa 70 euro a partire dal biennio 2008-2009.

MENO OCCUPAZIONE


Il governo, inoltre, prevede il blocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni.
Tutti i precari che fino ad oggi hanno permesso ai servizi di funzionare, saranno quindi rimandati a casa e il loro lavoro dovrà essere svolto dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato.
Questi sono provvedimenti che umiliano la nostra dignità di lavoratori e gettano preoccupanti ombre sul futuro nostro e delle nostre famiglie.

I lavoratori pubblici sono lavoratori e cittadini al pari degli altri.


Sono lavoratori che portano avanti servizi fondamentali per il vivere civile tutelando diritti di tutta la cittadinanza: la sicurezza, l’istruzione, l’assistenza, la salute.


Sono lavoratori che hanno diritto come tutti i lavoratori ad un contratto che definisce salario, doveri e diritti.


Sono cittadini onesti che con il loro lavoro portano avanti una famiglia, pagano un mutuo o un affitto, permettono ai loro figli di crescere e di studiare, si garantiscono il diritto ad una pensione dignitosa, insomma: che vivono dello stipendio che guadagnano con il loro lavoro.

Il Grande Vittorio, diceva oggi che avrebbe potuto intitolare il post odierno: “La Repubblica delle Banane” oppure “Italia Svegliati” oppure “Non c’è peggio al peggio”.
Il mio titolo invece è un po più ironico, che succede quando uno si caga addosso??
Si vergogna.
Così come dovrebbe vergognarsi uno che ha votato Berlusconi presidente.
“Se Berlusconi viene condannato, non è costretto a dimettersi”
Chi è che ha mai fatto una legge simile per tutelare se stesso ed i propri interessi??
Solo lui, Silvio Berlusconi, la cosa bella è che non è la prima volta! Già nella passata legislatura, erano stati introdotti provvedimenti di sua esclusiva utilità, una roba che succede solo nei paesi del terzo mondo, dove il capo, non il presidente eletto democratica, decide se può essere processato ed eventualmente condannato. Chissà cosa vorrà mai fare, chissà dove vorrà mai arrivare… Chi lo sa!
Eppure vorrei sottolineare ciò che ho gia scritto in un precedente commento, non tutti quelli del PdL sono uguali a lui (fortunatamente), nel mio consiglio comunale, ci sono ragazzi giovani che ritengo persone serie e che fortunataente non prendono esempio da lui e dalle sue politiche sgangherate. Lo so che state leggendo questo post, così come avete letto tutti quelli vecchi, ora però vi chiedo una cosa, una formalità, prendete le distanze da questo atto criminale, io lo so che non siete come lui!
PS
Peggio di Berlusconi, c’è solo Beppe Grillo, il quale ha prima comandato i suoi grilletti di non votare e poi di lamentersi.
Che diritto ha, uno che non ha votato di lamentersi??
Vorrei proprio saperlo, chi non ha votato, resta sospeso li, nel limbo, non è ne carne ne pesce, ne di destra ne di sinistra, ne buono ne cattivo, quindi, scrivere sul blog del vostro capo, esprimetevi solidarietà a vicenda! Lasciate però lavorare che realmente lavora!
Baci

Certi giudici politicizzati sono come metastasi per la nostra democrazia. Viviamo in una condizione di libertà vigilata! A parare non è uno dei dichiarati capi della mafia, ma il nostro amatissimo presidente del consiglio! Caspita, quanto mi dispiace, il pagliaccio è andato a piangere all’assemblea nazionale di Confesercenti, dovete ascoltarlo, nessuno gli vuole bene!
Menomale che qualcuno che ne ha già le palle piene dal pubblico lo ha mandato a fanculo, fischiando e gridando, mah, chissà cosa ci riserva il futuro!
Dimenticavo, la bozza di parere che è stata presentata oggi alla sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura, esprime parere negativo in quanto la norma, viola l’articolo 111 della Costituzione (chissà se mai l’hanno letta)!!

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Presto, corriamo, è una vera e propria priorità, bisogna approvare una legge, è di fondamentale necessità per il nostro paese!
Ebbene, non stiamo parlando né di rifiuti, né di sicurezza, ne di immigrazione, stiamo parlando del Lodo Schifani, una proposta che, come dice il nome stesso, fa Schifo! Per i più sprovveduti, il lodo Schifani, consente di bloccare le inchieste per le più alte cariche dello Stato e quindi di sterilizzare il processo Mills che vede coinvolto in primissimissima persona il presidente Berlusconi.
Sembrava cambiato, ma come si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio e quella di passarla sempre liscia è la sua più brutta ambizione. Per approvare questo provvedimento, le nostre aquile, hanno pensato bene di inserire il lodo nel decreto sicurezza.
Sempre parlando di sicurezza, stamattina stavo facendo due calcoli. Il ministro La Russa, grande genio matematico, esperto in strategie militari, logistiche e di pianificazione decide che per gestire meglio la sicurezza, destinerà 2500 soldati dell’esercito.
In Italia, ci sono circa 8000 comuni, le regioni italiane sono 20 e di conseguenza i capoluoghi pure sono 20. Ci sono regioni piccole e regioni grandi, ora, con che criterio deciderà dove mandare i militari?
Dovesse decidere di curare tutti i comuni, dovrebbe mandare 0.31 uomini in ognuno, questo vuol dire che in un comune manderà un braccio, nell’altro una gamba, in un altro ancora un piede o una mano e così via!, Dovesse decidere di mandarne seguendo il criterio regionale, a questo punto la situazione andrebbe decisamente meglio perchè ci sarebbero 125 uomini in ogni regione. E che facciamo? Tutti in una sola città? Perchè se si decidesse di madare militari in ogni città, prendendo in considerazione il Piemonte che è la mia regione, ogni città avrebbe a Disposizione 15.62 militari, la giusta task force per combattere il bullismo in una scuola elementare in pre collina. Abbiamo il fantastico rapporto di un militare ogni 0.000041 abitanti. Questa storia è un po’ come la cordata d’imprenditori italiani che compravano l’Alitalia o come la questione rifiuti, tanti proclami, conferenze stampa faraoniche, prove di muscoli ma poi alla fine, contenuti e soluzioni reali meno che zero.
Cominciamo bene!

Certe volte, mi dimentico che la mia conoscenza della lingua inglese sia veramente pessima e cerco di leggere alcuni articoli di giornali stranieri. Alla fine però qualcosa lo capisco, vi consiglio di leggere questo articolo qui.

Poi leggo che alcuni simpatizzanti del PdL siano scandalizzati da quanti attribuiscono a Fini o Alemanno del fascista o del postfascista!

Io mi limito a trovarlo scandalosamente vero!

Nonostante consideri travaglio un ignorante (ignora il mestiere del buon giornalista), pubblico di seguito quello che sia Federico che Luca mi hanno mandato con commenti ed email. E’ giusto fare chiarezza su alcuni fatti e su alcune cose in modo da capire bene il curriculum di certe persone.


Secondo il pentito Campanella (suoi testimoni di nozze: Cuffaro e Mastella) il boss di Cosa nostra Nino Mandalà ed Enrico La Loggia erano amici e sono stati soci in affari. E, in virtù di questi rapporti di amicizia, il piano regolatore generale di Villabate venne concordato da Nino Mandalà, La Loggia e Schifani. Renato Schifani fu poi nominato, dalla amministrazione di Villabate, esperto per le tematiche urbanistiche. L’incarico del Prg sarebbe andato a un progettista di fiducia.


La Loggia e Mandalà: soci in affari lo sono stati senz’altro. La Sicula Brokers è stata fondata nel 1979 e tra i soci c’erano Nino Mandalà, Renato Schifani ed Enrico La Loggia, nonché Benny D’Agostino e Giuseppe Lombardo. Benny D’Agostino è un imprenditore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e, negli anni in cui era socio di Schifani e La Loggia, frequentava il gotha di Cosa nostra. Lo ha ammesso lui stesso al processo Andreotti quando ha raccontato di un viaggio Napoli-Roma in Ferrari in compagnia di Michele Greco. Giuseppe Lombardo era amministratore delle società dei cugini Ignazio e Nino Salvo, boss della famiglia di Salemi.


Questo e molto altro racconta il libro obbligatorio “I complici“. Nei giorni scorsi, anche La Repubblica, edizione di Palermo, ha (timidamente) riportato le dichiarazioni di Campanella. La Loggia ha replicato con una lettera al giornale in cui, oltre naturalmente a smentire tutto (completa estraneità eccetera eccetera), dice “spiace quindi dover constastare l’uso quanto meno improprio del mio nome nel momento in cui Repubblica ha trattato l’argomento, senza peraltro aver ritenuto opportuno interpellarmi“.


Dunque, mi par di capire, prima di scrivere di La Loggia, il giornale deve chiedergli il permesso. Mi sovviene un dubbio: Lirio Abbate, autore con Gomez de “I complici”, il permesso lo aveva chiesto?


www.xantology.com