Basta aspettare e prima o poi vedremo anche l’operato degli Appendino’s boys

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In questi primi mesi di mandato a nessuno è sfuggita la scarsa attività della giunta Appendino. Ai macro problemi che si sono creati, Salone del Libro, alghe, concessione tangenziale, bisogna aggiungere quelli che questa giunta sta creando, uno su tutti l’ipotetico stralcio del tunnel di corso Grosseto. Ci troviamo di fronte ad una compagine di persone che, oltre a non affrontare i problemi esistenti, ne crea di nuovi con probabili sanzioni che pagheranno i torinesi, tutti. Detto ciò non può che sorprendere l’approccio pentastellato alle problematiche quotidiane.

Sollevato il problema della concessione autostradale di Ativa, non un sussulto dall’Amministrazione comunale, per fortuna che della materia se n’è occupato direttamente il Ministro Delrio. Salone del Libro? Che intervenga Franceschini, per l’amor di Dio, noi siamo sabaudi, non possiamo alzare i toni e riprenderci ciò che già è nostro. Alghe? Si è arrivati direttamente al Ministro dell’ambiente Galletti; dopo aver ritenuto troppi 40.000 euro per bonificare il Po dalla brutta e cattiva vegetazione si è chiesto l’intervento ad una serie di volontari, ribaltando la concezione politica grillina (che vede le istituzioni a servizio dei cittadini) peggiorando la situazione.

Ora mi chiedo, ma cosa aspettano i Ministri Giannini e Lorenzin ad occuparsi dello sciopero del panino? Ma bisogna sempre chiedere tutto?
Suvvia ministri, un po’ d’iniziativa! In tutta questa situazione, però, sono fiducioso.
Prima o poi gli Appendino’s boys batteranno un segnale e si occuperanno di qualche problema, foss’anche solo uno.
Basta aspettare.

Trasporti: Pd e Fi difendono abbonamenti tangenziale Torino

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Ativa, la cui concessione scade il 31 agosto, intende tagliarli (ANSA) – TORINO, 18 AGO – Contro la presa di posizione del cda di Ativa, che dopo il mancato rinnovo della concessione in scadenza ha annunciato l’intensione di revocare dal primo settembre gli abbonamenti alla tangenziale di Torino, si schiera una compagine politica trasversale che spazia dal Pd a Forza Italia. Il parlamentare Stefano Esposito (Pd), vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, aveva parlato di “una sorta di vendetta” dell’attuale concessionaria, annunciando la richiesta di “un’immediata diffida” e di una “gestione in amministrazione controllata per i prossimi 18 mesi”, pari alla durata della proroga tecnica che è stata concessa ad Ativa per predisporre il bando della messa a gara della concessione. “Minacciare la cancellazione dell’abbonamento, che interessa 30 mila utenti – rimarca il consigliere regionale Pd Antonio Ferrentino – è una risposta arrogante e antistorica. Il 7 settembre Ativa sarà audita dalla II Commissione, ma prima di allora la Città metropolitana di Torino e la Regione Piemonte dovranno fare ogni sforzo perché Ativa ritiri i propositi ricattatori”. Anche il vicepresidente del Pd di Torino, Raffaele Bianco, chiede “un reale impegno del sindaco Chiara Appendino e del consigliere in quota al Comune di Torino per scongiurare questo improvviso balzello” ai danni dei pendolari torinesi. Sul fronte azzurro il capogruppo di Forza Italia al Comune di Torino, Osvaldo Napoli, afferma che “la politica della mobilità rischia di trasformarsi in politica dell’immobilità, accentuando l’isolamento dei nostri territori”. Come si ricaverebbe, dice, anche da altre due decisioni: quella di Ryanair “di investire 1 miliardo in Italia ignorando completamente Torino” e quella di Ntv “di sopprimere gli abbonamenti sull’Alta capacità per i pendolari della Torino- Milano”. “Comune e Regione – sostiene l’azzurro – non hanno dato il benché minimo segno di attivismo su tre questioni che riguardano la vita di migliaia di persone e impattano in modo pesante sulla spesa delle famiglie. Paventare il progressivo isolamento del territorio non serve a niente se non si mettono in campo iniziative forti”. La concessione di Ativa scade il 31 agosto per cui, concludono i politici in modo bipartisan, “è necessario agire tempestivamente”. (ANSA).

Quanto deve costare la squadra di un sindaco?

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Non lo so e non penso manco se il costo dello staff di un Sindaco sia un problema importante, penso invece che prima ancora dei compensi, siano importanti le qualità e le capacità.
Proprio oggi, leggo su LaStampa che la squadra di Appendino costa circa la metà della squadra di Fassino.
Sempre nella stessa pagina, leggo il monito di ARPA riguardo le alghe del Po.
La settimana scorsa, il Sindaco e la sua squadra, per la felicità dei media, sono andati a fare la messa in scena sul fiume assieme un gruppo di volontari per risparmiare 40.000 euro (quarantamila), cifra oltretutto ridicola se paragonata ai numeri del bilancio della Città di Torino.
Ora mixando quanto detto fino ad ora mi chiedo: Non era meglio pagare di più la propria squadra, ricevere un consiglio migliore e fare una figura meno ridicola rispetto quella che stiamo facendo con i turisti che in questi giorni invadono Torino?
Vi posso assicurare che il fiume pieno di alghe è uno spettacolo pietoso quanto vomitevole; anzichè una soluzione rapida e definitiva, il nuovo Sindaco ha preferito una soluzione più mediatica che però non ha risolto alcun problema. E’ ovvio che non è solo colpa sua, la responsabilità di questo gesto lesivo nei confronti della città va ricercata tra quelle persone che guadagnano poco. E che di conseguenza danno pessimi consigli.

Virginia Raggi: male la prima.

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A Roma il mandato del Sindaco Raggi comincia nel peggiore dei modi.
Oggi pomeriggio, s’insediava l’Assemblea Capitolina, mi avrebbe fatto piacere seguire la diretta, allora ho aperto il sito del Comune di Roma ma lo streaming funzionava male ed a singhiozzo.
Ho chiuso ed ho ripreso a fare altro.
Prima però ho aperto twitter e mi sono accorto che sul profilo ufficiale del neo Sindaco Virginia Raggi, campeggiava appunto un banner con l’invito a fare ciò che avrei voluto fare.
Il banner infatti diceva: PRIMA ASSEMBLEA CAPITOLINA, GIOVEDI’ 7 LUGLIO 2016 ORE 15.00 AULA GIULIO CESARE – CAMPIDOGLIO.
Ora tralasciando il fatto che l’assemblea cominciava alle 15.00 ed il tweet veniva pubblicato alle 15.57, la cosa curiosa è che non veniva linkato il sito ufficiale del Comune di Roma ma quello di Beppe Grillo.
Ora, basta aprire il blog del comico geovese, azionista di maggioranza (o forse azionista unico) del Movimento 5 Stelle per notare l’impressionante mole di pubblicità che l’utente si deve sorbire durante la navigazione.
Tutti quei banner pubblicitari, ad ogni visita, cubano introiti per il proprietario del sito, introiti che Grillo non ha mai dichiarato pubblicamente, alla faccia della trasparenza che chiede sempre agli altri partiti!
Non penso che questa azione sia degna del Sindaco della Capitale, un giochetto maldestro utile solo ad arricchire le tasche del proprietario del suo partito.
Ancora una volta si conferma la vera missione politica di Beppe Grillo…

I turisti della politica lavorano sulla pelle dei cittadini. Emblematica la vicenda dell’osservatorio tav

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Il dilettantismo del M5S è oramai noto, da sempre considero gran parte di loro dei turisti della politica, spesso però bisogna prendere atto che questi turisti, stanno pure nel Partito Democratico.
Fondamentalmente le colpe ricadono quasi sempre in un semplice gioco di potere (fare i ribelli è uno di questi giochetti) o molto più semplicemente nell’incapacità di un Partito attuale e moderno di fare formare e creare una nuova classe dirigente.
Un esempio su tutti riguarda la gestione di un tema come la linea ferroviaria Torino – Lione e di conseguenza, dell’Osservatorio tecnico collegato; un tavolo voluto dalle amministrazioni comunali Valsusine di tutti i colori a seguito degli scontri dell’autunno 2005.
All’epoca non c’era il Movimento 5 Stelle, quindi si riusciva anche a trovare una sintesi tecnica dignitosa e condivisa; il primo tracciato della linea ferroviaria in questione era effettivamente penoso e, senza entrare nei dettagli, posso tranquillamente sostenere che non avevano poi così torto i manifestanti che protestavano.
Detto ciò, proprio grazie al lavoro dell’Osservatorio che ha avuto il compito di ascoltare e mediare con le popolazioni, gli amministratori ed i tecnici, quel tracciato errato è stato modificato ben 6 volte.
Tutti sanno che quel movimento popolare non esiste più, ora a comandare sono le frange estreme dei centri sociali torinesi ed europei, una specie di internazionale antagonista.
A questo punto della storia, è arrivato il Movimento 5 Stelle, che non avendo un suo colore politico, appartenendo alla categoria degli sbiaditi, ha cominciato ad usare l’osservatorio come mantra: bisogna chiuderlo e per chiuderlo bisogna che i comuni escano.
Chiunque abbia un minimo di buon senso e capacità di comprensione, sa benissimo che pur chiudendo l’Osservatorio, l’opera va avanti, cosa cambia? Semplice, i comuni perdono il potere di controllo!
All’osservatorio si siedono i delegati dei comuni interessati all’opera, senza il loro prezioso lavoro, i comuni e quindi i cittadini, non hanno rappresentanti, alla faccia della democrazia partecipata di cui tanto parlavano.
Il paradosso dei paradossi però l’ho visuto ieri sera.
Ero in Consiglio Comunale a Venaria Reale, comune a guida Movimento 5 Stelle; il Sindaco, tra le priorità più forti aveva messo appunto l’uscita dall’Osservatorio. Pare che i cittadini non dormissero da mesi, tormentati da questa infausta presenza e quindi, a neanche 5 mesi dal voto, il Primo Cittadino ha preparato con urgenza una delibera per uscire da questo luogo di confronto, adottando un atteggiamento tipico degli struzzi che mettendo la testa sotto la terra, non vedono, non sentono, non parlano ma soprattutto non si preoccupano dei problemi.
Ora potrei anche tralasciare il modo in cui viene proposta l’uscita dall’osservatorio, però voglio solo far notare un particolare: la delibera presentata in commissione, presentava al capoverso 5 il termine: “ESTORCERE” modificato poi in “CERCARE” dopo aver sostenuto la tesi dell’errore di battitura.

…di rifiutare l’utilizzo delle compensazioni per ESTORCERE il consenso alla realizzazione dell’opera in contrasto con il principio dell’imparzialità amministrativa di cui all’art 97 della Costituzione e con il principio di eguaglianza di cui all’art 3 della Costituzione. Palese ed inaccettabile il ricorso alla discriminazione di quelle Amministrazioni contrarie all’opera ed il depauperamento dei fondi pubblici destinati indifferentemente alla collettività territoriali attraverso la loro canalizzazione quali compensazioni.

A condanna del modo, del metodo e del contenuto della delibera, Salvatore Ippolito, Consigliere Comunale ed iscritto da sempre al Partito Democratico presenta una mozione con la quale chiede di stralciare sostanzialmente la delibera con la quale si esce dall’Osservatorio, una discussione seria portata avanti solo dalle Opposizioni. Da parte del Sindaco una risposta sterile, tutto sommato meno patetica dell’unica risposta ricevuta alla maggioranza grillina per voce di un consigliere che si è pure spacciato per esperto in materia (in italia chi non è esperto di tav?).
Mozione votata in maniera favorevole solo dai consiglieri dell’opposizione più dalla Consigliera Viviana Andreotti, giovane avvocato del movimento 5 stelle.

La stessa sera, sempre ieri, a circa 30 km di distanza da Venaria Reale, a Giaveno, in un contesto simile, Vilma Beccaria, Consigliera del PD, nonchè Presidente del Consiglio Comunale e Segretaria del circolo Democratico di Giaveno a votare con i 5 stelle per l’uscita dall’osservatorio. Perchè mai? A che pro? Boh, trovo assurda anche la sua dichiarazione a caldo: <<Sono favorevole – dice il consigliere – perché il mio partito è democratico e sono sicura che potrà accogliere posizioni diverse>> Ma che significa?
Se è vero che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, spero tanto che la votazione della “democratica” non sia stata viziata da logiche di componente o qualcosa calato da Torino per dare un segnale, anche perché l’unico segnale che viene dato è di ignoranza in materia.
Tornando a Venaria, prima di bocciare la mozione, dai banchi della maggioranza grillina si è alzata una voce in forte di protesta, la Consigliera Andreotti infatti, annunciando il voto assieme all’opposizione, ha espressamente detto che sulla vicenda sono state fatte irregolarità, andando contro al Sindaco che aveva parlato di trasparenza in merito .

Poche ore fa ho saputo che dopo neanche sei mesi, la stessa Consigliera è passata all’opposizione del suo stesso Sindaco. Un particolare non da poco.

Quale Sicurezza?

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A Treviso, l’autorità giudiziaria ha disposto la scarcerazione dei tre uomini siriani arrestati nei giorni scorsi all’aeroporto poiché i loro documenti erano falsi. Il giudice non ha ritenuto di trattenerli in attesa dell’approfondimento delle indagini, ma ne ha disposto l’espulsione affidandoli alla Polizia per farli accompagnare al Cie di Bari.
Ad Asti invece, sempre nei giorni scorsi, lo Stato si è visto costretto a restituire beni per circa un milione di euro, sequestrati nel 2006 ad una banda di nomadi/sinti, perchè il processo è andato avanti così tanto tempo da finire in prescrizione.

Ora ditemi voi come la gente normale può avere fiducia nella Politica e nella giustizia.
IO NON CI STO!

Con la sicurezza non si scherza, il PD alla prova dei fatti

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Sulla sicurezza non si può scherzare né tantomeno speculare.
Il centrodestra, col governo Berlusconi, grazie alla complicità della Lega Nord di Matteo Salvini, tra il 2009 e il 2011 ha tagliato 3,3 miliardi al comparto sicurezza e bloccato  assunzioni e stipendi,  riuscendo così per la prima volta,  a far scendere  in piazza tutti i sindacati di polizia contro di loro.
Discorso inverso per il governo PD, non è stata infatti tagliata alcuna risorsa, anzi, sono stati messi più di 2 miliardi sul comparto e assunti 5500 nuovi effettivi, sbloccato le assunzioni e il tetto agli stipendi.
Non solo, con la nuova legge di stabilità, vengono aggiunti ulteriori 71 milioni in più rispetto allo scorso anno, non finisce qui, si sta oltretutto lavorando per aumentare le dotazioni.
Ovviamente non pretendiamo che grillini, leghisti eccetera sappiano leggere un bilancio o capire un’informazione, per questo oltre a spiegare, se necessitano, gli facciamo pure un disegnino.

Non solo fondi, ma anche nuove regole: sono state approvate nuove norme  ANTITERRORISMO

Il decreto-legge 7/2015 rafforza la normativa penale in materia di terrorismo internazionale, e consente la partecipazione a missioni internazionali delle Forze armate e di polizia finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e al sostegno ai processi di ricostruzione e di pace.

Finalmente si attua, in maniera seria,  la risoluzione n. 2178 del 2014, adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ai sensi del Capo VII della Carta delle Nazioni Unite e quindi vincolante per gli Stati. Un documento importantissimo che prevede una serie di norme volte alla lotta al terrorismo (cliccare qui per maggiori informazioni).

Mentre il Partito Democratico è impegnato a costruire un Paese più sicuro, il Movimento 5 Stelle, ad esempio, lavora in senso opposto.
Avete presente il famoso reddito di Cittadinanza? Ebbene, provate ad indovinare da dove dovrebbero arrivare le coperture per la sua attuazione…
Bravi! Proprio dal reparto difesa! Alla Lettera F dell’articolo 20 del disegno di legge S. 1148 c’è un taglio da 3 miliardi e mezzo proprio sul comparto sicurezza che, tradotto, significa il blocco completo dell’attività di protezione e sicurezza.

Lasciate perdere chi dice che andrebbero lasciati provare, di strane alchimie e belle speranze, non ne abbiamo bisogno.
Servono fatti concreti!

 

Coerenza grillina

11947692_1459830410991494_7396909283404272864_n[1]Quelli del #m5s ci hanno spiegato x anni che i politici sono al servizio dei cittadini.
Evidentemente non è così a Livorno, dove un cittadino ha chiesto al sindaco, del Movimento 5 Stelle, come mai non venisse irrigato il prato di una piazza e questo, gli ha risposto di irrigarlo da se, ribaltando la logica iniziale e trasformando il cittadino in dipendente della politica.
E pensare che qualcuno crede ancora che questi possano risolvere anche qualche problema.
Ps
Per la cronaca, a Livorno sono anche aumentate in maniera sconsiderata le tasse!

Cosa ci faceva la consigliera Frediani fuori alla palestra di Sant’Antonino?

IMG_4186Niente, ve lo dico subito, la risposta alla domanda è: NIENTE, non faceva un bel NIENTE.
La Consigliera infatti, non è manco entrata, anzi, per la verità si, è entrata alla fine, forse 60/70 secondo ed è uscita quasi immediatamente, giusto per fare una foto, chissà, magari è convinta di essere pagata per quello, per fare foto.
La domanda però è legittima, cosa ci fa una Consigliera Regionale pagata con soldi pubblici (con stipendio intero o dimezzato poco importa) fuori alla sala dove si tiene un importante incontro sulla sanità in Piemonte? Il suo posto dovrebbe essere un altro, lei, doveva stare dentro, aveva persino la possibilità di intervenire per fare una domanda, invece no, ha preferito restare fuori tra la gente che provava a disturbare per impedire l’incontro con l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Saitta.
Pensate che la sua collega invece, Stefania Batzella, è entrata accompagnata dal suo cameraman (oramai sapete che qualsiasi cosa dicano o fanno è per andare su youtube) ed ha pure avuto l’opportunità, ad un incontro organizzato da altri, di fare un intervento dei suoi (sempre simpatici per la cronaca) quando invece le era stata data la parola, come a tutti gli altri, per fare solo una domanda.
Ora, sempre per la cronaca, andrebbe detto che tutte le persone tranquille sono entrate all’incontro ed hanno pure avuto la possibilità di interloquire con i relatori.
Quelli che sono arrivati gridando, sbraitando e insultando, sono stati lasciati gentilmente fuori al fresco, anche perchè prima, avevano provato ad impedire l’accesso all’Assessore alla sala e poi, hanno pure provato ad impedire, sempre all’Assessore di uscire; ma non finisce qui, alcuni di loro hanno persin rincorso per 5/600 metri l’auto che lo portava via, chissà perché.
Misteri della fede…
In ogni caso, ancora una volta, dobbiamo ringraziare Carabinieri e Polizia per aver garantito questo esercizio democratico messo in pericolo da chi, con la democrazia, non ha nulla a che vedere…