Category Archive: politica

VIGILE VOLONTARIO. LAVOLTA (PD): “COPPOLA NON CONOSCE TORINO”.

La proposta lanciata quest’oggi dal candidato del centrodestra Michele Coppola, ovvero l’istituzione da parte del Comune dei ‘vigili volontari’, assomiglia molto alle ronde padane della Lega, che non hanno dato certamente un buon risultato.

Che sia necessario utilizzare, in una Città come Torino, persone preparate, motivate e disponibili è un’idea proposta da Piero Fassino con la “Banca del tempo” già quattro mesi fa!

A proposito delle esperienze europee positive citate da Coppola, voglio ricordargli che da dieci anni, su iniziativa del Comune, sono operativi i ‘nonni vigili’, uomini e donne che svolgono meritatamente servizio davanti a 30 scuole elementari, in tutti i quartieri, per disciplinare l’ingresso e l’uscita dei bambini. Altri volontari inoltre, svolgono servizi nei parchi e nelle vie commerciali.

Il candidato Coppola, evidentemente, conosce meglio Londra di Torino pur essendone stato consigliere comunale.

Enzo LAVOLTA

Consigliere comunale PD

Coordinatore Programma Piero Fassino

Giustizia, il Pd non fa piazzate. Costruisce l’alternativa

“Il Pd è impegnato solo a costruire un’alternativa di governo credibile al centro destra di Berlusconi. Nessuna confusione con il giustizialismo forcaiolo, con l’estremismo verbale e con la criminalizzazione dell’avversario politico praticato da settori oltranzisti ma marginali della politica italiana. Il Pd è un partito di governo momentaneamente all’opposizione. La priorità è costruire l’alternativa di governo alla destra e non organizzare goliardate. Checchè ne dica la destra”.

Giorgio Merlo

Coppola: candidato sindaco Peppiniello

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SALVATORE TROPEA – repubblica
SI FA sempre più fatica a seguire le evoluzioni di quei politici che con frequenza inquietante cambiano casacca, spostandosi in tutte le direzioni, come in quei giochi enigmistici in cui le parole si possono scrivere verso destra e verso sinistra, verso l´alto e verso il basso, in qualche caso anche in diagonale. È una manovra continua di posizionamento che diventa frenetica appena comincia a tirare aria di elezioni. Alcuni entrano ed escono da un partito nell´arco di pochi mesi, ad altri basta qualche settimana. C´è poi chi, dopo un peregrinare a trecentosessanta gradi, si ritrova al punto di partenza, nella casa dalla quale si è allontanato e dove viene accolto come un figliol prodigo sul quale nessuno può giurare però che sia tornato per sempre. A rimediare a tanta confusione ogni tanto arriva qualche certezza.

Dopo lunga attesa, per esempio, da qualche giorno sappiamo per certo che Michele Coppola, già consigliere comunale e oggi assessore regionale nella giunta Cota è il candidato sindaco del centrodestra. A “incoronarlo” è venuto a Torino nientemeno che Silvio Berlusconi. Va detto che se non ci fosse stata la singolare coincidenza con la questione libica e col grido di dolore della cultura messa a dieta dal governo, la serata di investitura tra le luci e gli stucchi dell´Hotel Principi di Piemonte, avrebbe trovato una dignitosa collocazione nelle cronache locali e niente più. Ma il ragazzo, come dicono, è fortunato e i raid su Tripoli assieme alla promessa – per ora solo questa- di finanziamenti per teatri e musei, e con in più l´additivo della protesta di piazza, hanno promosso nelle cronache nazionali l´evento torinese.

C´era comunque una certa attesa per questa nomination che, come si ricorderà, è stata preceduta da qualche dubbio da parte dell´interessato. C´era anche la curiosità di sapere come Coppola avrebbe fatto a liberarsi dei panni di Peppiniello, il bambino della celebre commedia di Edoardo Scarpetta “Miseria e nobiltà” che gli sono stati appiccicati addosso. Per avere un lavoro, Peppiniello è costretto a spacciarsi figlio di Vincenzo già al servizio in una famiglia benestante e per non essere scoperto, a qualsiasi domanda anche a quelle che non hanno a che fare con la parentela risponde cantilenando: “Vincenzo m´è padre a me”. Che cosa ha fatto di meritevole, come amministratore pubblico, il giovane Coppola? Quali tracce del suo passaggio ha lasciato in Sala Rossa? In quali battaglie si è impegnato nel suo primo anno in Regione? Risposta monocorde dei suoi sostenitori: «Michele ha 37 anni». E poi? «Michele ha 37 anni». «Michele ha dalla sua la forza dei 37 anni». Può bastare? Certo che no e lui è il primo a saperlo tant´è vero che quando è stata ufficializzata la sua candidatura si è premurato di far sapere subito che sfiderà Piero Fassino sul merito e non sull´età. Il resto lo avrebbe dovuto dire il Berlusconi che, forse perché non si è mai speso sul fronte torinese, non lo ha detto. Si è limitato a sottolineare che «c´è bisogno di una scopa nuova» e che Coppola è un «bravo ragazzo» che lui ha conosciuto nientemeno che diciassette anni fa essendo stato il primo a tendergli la mano all´aeroporto di Caselle nel 1994 «quando ebbi la terribile idea di scendere in campo per fare qualcosa per il mio paese». E lui Coppola era lì a dichiarargli amore eterno: «Presidente sarò al suo fianco per tutta la vita», come quei caporali di Napoleone che portavano nello zaino il bastone di maresciallo in attesa dell´occasione giusta.
Se però il programma è quello da lui accennato per sommi capi, col conforto di alcune perle del Cavaliere come «Coppola è un profondo conoscitore della città e anche delle sue periferie», l´antagonista di Fassino faticherà a liberarsi dei panni di Peppiniello. Ha detto di voler essere un «sindaco nuovo» e ci mancherebbe altro. E ha anche aggiunto gozzanianamente di voler «essere il sindaco delle piccole cose». E tra i punti del programma ha incluso un cimitero per cani e gatti in una Torino che torni ad essere capitale dell´auto. Quando si dice volare alto. «A Torino ce la possiamo fare» lo ha incoraggiato Berlusconi, ma lui Michele Coppola, a questo annuncio deve avere infilato discretamente la mano in tasca. Dopo Comino, Costa, Rosso e Buttiglione l´idea di diventare il quinto sconfitto non gli garba tanto. Anche se, male che vada, la poltrona di assessore regionale alla Cultura nessuno gliela può levare.

Altro che sindaco nuovo, un vecchio nostalgico

Salta subito all’occhio l’ossimoro politico stampato sui manifesti del candidato sindaco del centrodestra Michele Coppola. Lo slogan infatti è: “Il Sindaco nuovo”. Salvo poi notare che tra i partiti che sostengono questo candidato c’è La Destra, movimento politico di estrema destra composto da “ex” fascisti (giusto per utilizzare un eufemismo).
Così, mentre la coalizione guidata da Piero Fassino ha chiuso lasciando fuori le storiche formazioni con falce e martello, il candidato che si propone come “nuovo” non perde occasione per racimolare briciole stringendo accordi con questa triste e nostalgica compagine estremista

Federalismo per decreto al Senato. Così aumentano le tasse e mortificano i comuni

Primo via libera al decreto legislativo sul fisco municipale. Con 153 voti favorevoli, 124 contrari e 2 astenuti, l’aula del Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza sul decreto legislativo per il fisco municipale. In realtà è un falso federalismo o, meglio, un federalismo alla carlona che provocherà un evidente aumento delle tasse, favorendo la corruzione amministrativa.

A dimostrare che il governo è dimostrato cieco e sordo davanti l’ennesima forzatura legislativa sta la prossima richiesta di fiducia per il voto alla Camera e la bocciatura “a prescindere” tutte le proposte migliorative avanzate dal Partito Democratico.

“Dispiace che la Lega sul federalismo abbia definitivamente scelto di far prevalere la demagogia a scapito dell’efficienza e della qualità”. Questo è stato il primo commento di Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del PD che ha continuato: “Bossi oggi con le sue parole di giubilo sull’approvazione della riforma del federalismo municipale si vanta, di fatto, di aumentare, le tasse ai cittadini e alle imprese. Infatti con l’Imu gli imprenditori pagheranno più tasse e i cittadini si vedranno aumentare le tariffe dei servizi a causa dei tagli nei trasferimenti del governo. E’ una riforma fatta male che complica le cose e aumenta le tasse. Senza contare che tradisce lo spirito stesso del federalismo. Infatti, non solo non si verifica alcun trasferimento dei poteri dal centro alla periferia, ma addirittura si assiste al fenomeno inverso: un rafforzamento del potere centrale. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per gli interessi e i precari equilibri della maggioranza”.

“Questo decreto è un tradimento delle ragioni del federalismo municipale. Un decreto che serve solo alla Lega per fare i comizi, ma che non rende i Comuni più autonomi, ma rende i cittadini più tartassati”. Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, commentando coi giornalisti al Senato il voto sulle risoluzioni in materia di federalismo fiscale.

“E’ un decreto – ha proseguito Anna Finocchiaro – che introduce una vera discriminazione tra comuni più ricchi e comuni più poveri, in particolare tra i comuni turistici, che avranno la possibilità di giovarsi di una tassa sulle seconde case, e tutti gli altri. Non aumenta le tasse? Maggioranza e governo continuano a ripeterlo, ma fortunatamente il tempo é galantuomo e col passare del tempo gli italiani, cittadini dei diversi Comuni, si renderanno conto che il loro carico fiscale è aumentato. In più, a pagare saranno i soggetti più onesti, che pagano sempre, perché questo è un provvedimento che gioca soprattutto sull’Irpef.

Non è davvero un decreto sul ‘federalismo fiscale municipale’ perché non sono i Comuni che possono autonomamente gestire tutta la partita delle finanze dal punto di vista dell’imposizione fiscale e da quello poi dell’amministrazione delle risorse che ne derivano. Viene così frustrata ogni autonomia dei Comuni e anzi, oltre a non mantenere le promesse relative a una maggiore autonomia, questo decreto non attua neppure quella già prevista dalla Costituzione. In sostanza, ai Comuni vengono trasferite risorse, ma non c’è alcuna possibilità per il cittadini di rendersi conto perché paga quel che paga, quanto gli viene davvero restituito in servizi, e quindi non ha neanche la possibilità di valutare come le risorse prodotte da quel territorio vengono investite. Il governo – conclude Anna Finocchiaro – dopo aver strozzato i Comuni, in questi anni, togliendo loro risorse, ora sbandiera un’autonomia che non c’è e a svantaggio dei cittadini, perché aumentano le tasse”.

Per Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD, “il voto al Senato sulla relazione di maggioranza sul federalismo municipale è un’ulteriore brutta pagina scritta dal governo Berlusconi-Bossi. La Lega approfitta della debolezza di Berlusconi per andare avanti da sola lungo un sentiero sbagliato. Il decreto sul federalismo municipale, imposto a colpi di fiducia al Parlamento, mortifica l’autonomia finanziaria dei Comuni, poiché l’impianto è fatto principalmente di compartecipazioni a imposte erariali (all’Irpef, alle imposte sulle transazioni immobiliari, alla cedolare secca sugli affitti). Inoltre, aumenta le imposte su cittadini e imprese, nonostante i patetici tentativi del ministro Calderoli di sostenere il contrario: aumenta l’addizionale comunale all’Irpef; arrivano l’imposta di soggiorno e l’imposta di scopo; raddoppia l’Ici, ridefinita Imu, su immobili ad uso aziendale di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. Infine, non fa nulla per il sostegno alle famiglie in affitto, mentre concede grandi sconti fiscali per i rentier immobiliari attraverso la

cedolare secca al 21%. Il prossimo Governo dovrà intervenire di nuovo sul fisco municipale per evitare i pesanti effetti negativi determinati dalle scelte della Lega”.

“Sono le risorse che verranno a mancare drasticamente al Sud quelle che Bossi si sente in tasca, sapendo che l’impianto del federalismo municipale svuoterà le casse di migliaia di comuni meridionali a favore di quelli settentrionali”. E’ quanto dichiara Stefano Graziano, deputato del Pd, membro della Commissione Finanze della Camera.

“Dentro la maggioranza – prosegue Graziano – le sorti del Mezzogiorno a parole sembrano interessare tutti dal ministro Tremonti che vuol chiedere deroghe all’Europa al premier Berlusconi che lo annuncia come problema nazionale. La verità è che il Sud interessa solo alla Lega, perchè è dal Sud che il partito di Bossi, con questo modello di federalismo, realizzerà una distrazione di risorse su grande scala, senza equità e senza giustizia”.

“Ma è possibile – conclude Graziano – che nella maggioranza nessuno si ponga il problema delle reali conseguenze e delle iniquità che questa normativa determinerà per il Mezzogiorno d’Italia?”.

Grugliasco: L’avanzo di bilancio finanzierà i giovani

Patrizio Romano – LaStampa

Grugliasco toglie i soldi dal materasso e li investe per favorire nuove imprese e nuovi progetti. «Abbiamo in banca 10 milioni di euro che il Patto di stabilità ci impedisce di usare – spiega l’assessore Roberto Montà -, per questo abbiamo deciso di cercare una banca che con noi abbia voglia di investire sul futuro e sul lavoro». Da un «welfare dei diritti a un welfare delle opportunità», così lo spiegano. «Finanzieremo insieme progetti di giovani o di ditte già attive – garantisce l’assessore -, noi mettiamo i soldi ma chiediamo come contropartita sviluppo e occupazione».

Questa una delle novità del bilancio 2011. «Bilancio che per i tagli dei trasferimenti scende da 26 a 24 milioni di euro» dichiara il sindaco Marcello Mazzù. E di conseguenza scendono anche gli investimenti che passano da circa 7 a 3,5 milioni. «Ma per rispondere alle esigenze della città abbiamo altre soluzioni – confida – le opere le facciamo fare o a scomputo degli oneri di urbanizzazione oppure facendo permute». Un esempio? «Permutiamo la scuola Pascoli con opere viarie – conferma -. Per aggirare il Patto ricorriamo a forme che ricordano il baratto». Tutto pur di non fermare la città.

Ma nonostante i trucchi anche il 2011 si chiuderà con un avanzo di 2,7 milioni. «Soldi che non possiamo toccare, però questo non incidere sulle imprese che lavorano per noi – continua Roberto Montà -. Anzi, noi siamo scesi a 37 giorni per i pagamenti dei fornitori». Inoltre il Comune non aumenterà imposte e tasse: «Anzi, lavoriamo per ridurre l’indebitamento, passato da 33 a 26 milioni – confessa Montà -, così ogni abitante qui ha un "debito" di 600 euro per abitante del 2007 ai 550 attuali». «Pensiamo alle generazioni future – ammonisce Mazzù – vogliamo lasciare servizi, non debiti».

Anche nel Comune si risparmia, senza lasciare a casa neanche chi ora lavora a tempo determinato. «Il turn-over è bloccato, eccetto per i vigili» dice Montà. Un altro capitolo sono le dismissioni. «Venderemo la farmacia di Lesna e stiamo riflettendo sulla cessione della Nove, che gestisce il teleriscaldamento – conferma Mazzù -, ridurremo il parco auto e venderemo otto alloggi in via Cravero, il milione che ricaveremo lo investiremo per migliorare le strutture comunali e risparmiare. Ad esempio, per riscaldare di sera solo le palestre e non le aule vuote».

APPELLO: 17 MARZO – FESTA NAZIONALE

APPELLO A SOSTEGNO DELL’ISTITUZIONE DEL 17 MARZO 2011 COME FESTA NAZIONALE

I 150 anni dell’Unità d’Italia rappresentano un momento importante e decisivo per la storia unitaria del nostro paese; Nella memoria dei nostri antenati e di tutte le generazioni presenti, passate e future che hanno concorso e concorreranno con il loro sacrificio ed impegno a fare sempre più vivo, forte e unito il nostro paese, deve rimanere vitale e visibile il ricordo e il significato di quella giornata e, soprattutto, del percorso di costruzione dell’Italia unita che ha attraversato questi 150 anni di storia italiana.L’autorevole magistero del Presidente della Repubblica, il forte richiamo di molte istituzioni locali, l’invito dei Comuni italiani, a partire dal Presidente dell’Anci Sergio Chiamparino, la sollecitazione che arriva dal vasto mondo dell’associazionistico culturale, sociale e politico del nostro paese spinge il Parlamento ad assumere una posizione chiara ed inequivoca in vista della giornata del prossimo 17 marzo. I cittadini italiani e tutti coloro che vivono e lavorano nel nostro paese devono poter dedicare una giornata di festa alla riflessione sulla propria storia e sulla propria identità anche e soprattutto per ritrovare lo slancio con cui costruire il presente proiettato nel futuro. Una giornata di festa in un anno dove si accavallano molte festività è utile anche per far scattare la scintilla comunitaria. Una giornata in cui ciascuno potrà, nelle diverse forme, momenti e sedi a ciò dedicate, contribuire a ricordare il valore dell’Unità del nostro paese e a riscoprire il significato di essere italiani, uomini e donne impegnati nel lavoro, nella famiglia, nella società e nelle istituzioni. Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento di istituire il 17 marzo 2011 come Festa Nazionale a ricordo dei 150 anni dell’Unità d’Italia proclamata nel Parlamento di Torino nel 1861.

Chi vuole aderire trova l’appello sul sito www.stefanoesposito.net

La vita vi costa cara? Chiedete conto a chi vota PDL

Ricordo ancora le manifestazioni di piazza del PDL, ricordo che dicevano che Prodi era un ladro e che, Visco prima e Padoa Schioppa (pace all’anima sua) dopo, erano dei Vampiri. Vi elenco di seguito una serie di balzelli, degni dei peggiori feudatari medioevali. Valutate voi!!

1) Introdotta tassa di 30 euro più marca da bollo di 8 per ogni ricorso al giudice di pace.

2) Eliminata la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;

3) Eliminata la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti.

4) Cancellato il credito d’ imposta, introdotto da Prodi, del 10% alle imprese che fanno ricerca ed innovazione.

5) Niente restituzione fiscal drag a lavoratori e imprese.

6) Introduzione della cosiddetta tassa sulla tecnologia (lettori multimediali, telef. cellulari, computer). Costerà circa 100 euro a famiglia.

7) Aumento tariffe dell’ acqua (grazie alla privatizzazione fatta da Tremonti, art. 23 bis decreto legge 133/2008)

8) Aumento delle tariffe postali

9) Aumento pedaggi austostrade Anas

10) Aumento di 3 euro sui biglietti aerei per chi parte da Roma e Milano, per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia, low cost incluse.

11) Aumento biglietti dei treni, sia regionali che a lunga percorrenza.

12) Raddoppio dell’ IVA sugli abbonamenti alle pay tv

13) Tabacchi: aumentano sigarette low cost e “fai da te”

14) Aumento canone Rai

15) Confermata l’ applicazione dell’ Iva sulla tassa rifiuti, nonostante sentenza contraria Corte Cosituzionale.

16) Stretta fiscale sulle compagnie assicurative (che sicuramente si rifaranno sugli assicurati)

17) Imposta di scopo (i comuni possono istituire nuovi tributi, ad es. tassa di soggiorno per i turisti) per favorire investimenti nel territorio comunale.

18) Concessa alle regioni la possibilità di aumentare fino al 3% l’ addizionale Irpef.

19) Istituzione pedaggio sui raccordi autostradali (ad es. Torino – Caselle, Firenze-Siena, Roma-Fiumicino, Salerno-Avellino, tangenziale Bologna)

20) Aumento aliquota contributiva, dal 25 al 26%, per iscritti a gestione separata INPS (professionisti senza previdenza di categoria, venditori a domicilio e lavoratori autonomi occasionali)

21) Aumenta al 10% (dal 7-8) l’ “aggio” per la riscossione dei tributi concesso alla Riscossione spa. La nuova norma implica un aggravio per il contribuente pari al 2.5% circa in caso di pagamento dopo il sessantesimo giorno.

22)Aumento di 1 euro per i biglietti del cinema (ad eccezione delle sale parrocchiali)

Il governo Berlusconi non solo ha aumentato le aliquote di tasse e imposte già esistenti, creandone anche delle nuove, come quella sui ricorsi al giudice di pace, ma non ha cancellato manco una delle supposte “67 nuove tasse di Prodi”. Tanto sbandierate dalla destra nella passata legislatura, sono ancora tutte li.

E per finire una chicca:

NEL PACCHETTO PRESENTATO CON IL MINISTRO MELONI, IL PREMIER HA ANNUNCIATO CHE “STO STUDIANDO UN’IMPOSTA AGEVOLATA DEL 10% PER 3 ANNI PER I GIOVANI CHE APRONO UN’ATTIVITA”. EBBENE, QUEL REGIME AGEVOLATO DEL FORFETTINO DEL 10% PER I GIOVANI ESISTE GIA’ DA 10 ANNI. FU INTRODOTTO DALL’ ULIVO CON LA LEGGE 388 DEL 2000.

Federalismo: Ora il governo faccia un passo indietro

“Irricevibile”. Così il presidente della Repubblica ha definito il decreto sul federalismo approvato in fretta e furia dal consiglio dei Ministri dopo la bocciatura da parte della commissione Bicamerale. “Non ci sono le condizioni per varare il decreto”, è scritto nella nota, ineccepibile, del Quirinale perché è difforme dagli orientamenti parlamentari. Napolitano chiede solo il rispetto delle regole e lo fa dopo una giornata nera per la democrazia. Brevemente ricostruiamo quelle ore: la commissione Bicamerale per l’attuazione del federalismo giovedì non ha dato il via libera al decreto sul fisco municipale. Noi abbiamo votato contro un testo che non garantisce le autonomie ma impone nuove tasse. Quel testo, pasticciato, introduce una patrimoniale sulle seconde case e, soprattutto, sulle imprese. La nostra richiesta era scrivere una vera riforma che introduca autonomia e responsabilità dei territori. Ma il governo fa un gesto di rottura ingiustificabile: convoca alle 8 di sera della stessa giornata un Consiglio dei ministri straordinario per dare il via libera ad un testo che ormai è palesemente espressione di un bisogno politico di una maggioranza esangue. Ora la nostra richiesta è una sola: il governo faccia un passo indietro. Torni al rispetto delle regole parlamentari e si impegni in un confronto che produca una riforma seria e sostenibile, capace di legare le norme sul fisco comunale a quelle che dovremo discutere sul fisco regionale. Basta con gli strappi, si rispettino i suggerimenti del capo dello Stato.

Anche il popolo del web è stanco di questo governo

In tutta Italia questo weekend sono state raccolte firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Code davanti ogni banchetto, una cosa impressionante!

Oggi anche il popolo del web ha dimostrato la difficoltà a tollerare altri scempi.

C’è stato infatti un attacco DDoS da parte del team Anonymous al sito del Governo Italiano (www.governo.it).

Qui di seguito il loro comunicato:

COMUNICATO ANONYMOUS ITALY

All’attenzione dei cittadini del mondo:

La rete si è mossa per riempire il vuoto lasciato dai media tradizionali, fornendo ai cittadini le informazioni necessarie per spingere i loro governi a rendergli atto. Noi condividiamo la responsabilità di difendere le libertà fondamentali dell’uomo. Ora è tempo di reagire e Anonymous sarà sempre presente in quei luoghi in cui queste libertà vengono meno.

La situazione politica ed economica in Italia è diventata insostenibile.

Il Governo italiano ha tra le sue priorità quelle di censurare il web, di rendere la giustizia uno strumento iniquo, di favorire la prostituzione (anche minorile), di praticare oscuri rapporti con la mafia, di corrompere e manipolare l’informazione per fini personali.

No, un governo così non sarà mai un governo appoggiato dai cittadini, dagli Anonymous.

Noi non amiamo la violenza, noi non vogliamo la guerra, noi non cerchiamo di creare disordini. Noi siamo i protettori umili e innumerevoli della libertà di parola, NOI siamo la massa critica.

Quando la libera circolazione delle informazioni viene messa in discussione, noi ci organizziamo e manifestiamo tutti insieme, facendoci sentire più che possiamo, al pari di un normale sciopero.

Cittadini del mondo, i governi stanno realizzando solo ora che possiamo fare molto se solo uniamo le nostre forze.

Noi, Anonymous, stiamo lavorando per la nostra libertà, per la vostra libertà, noi non ci arrenderemo mai.

Per troppo tempo ci hanno preso in giro con la parola Democrazia.

Per troppo tempo i politici mascherato i loro sporchi affari all’oscuro dai cittadini.

Per troppo tempo il governo ha avvelenato il nostro ambiente, lo stesso ambiente che verrà calpestato dai loro nipoti.

Per troppo tempo il governo ci ha tenuti divisi con ideologie di destra e sinistra.

Troppi sono stati i soprusi perpetrati dall’intera classe politica agli italiani che hanno visto un progressivo e costante degrado dei diritti e della dignità.

Noi, Anonymous, la massa critica, non siamo terroristi, siamo amici dei cittadini, perchè siamo cittadini. Noi siamo lo strumento della coscienza collettiva globale che si sta risvegliando.

Cittadini, unitevi alla nostra causa,

Noi siamo Anonymous

TU sei Anonymous

We do not forgive injustice

We do not forget Freedom

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