Quale Sicurezza?

polizia

A Treviso, l’autorità giudiziaria ha disposto la scarcerazione dei tre uomini siriani arrestati nei giorni scorsi all’aeroporto poiché i loro documenti erano falsi. Il giudice non ha ritenuto di trattenerli in attesa dell’approfondimento delle indagini, ma ne ha disposto l’espulsione affidandoli alla Polizia per farli accompagnare al Cie di Bari.
Ad Asti invece, sempre nei giorni scorsi, lo Stato si è visto costretto a restituire beni per circa un milione di euro, sequestrati nel 2006 ad una banda di nomadi/sinti, perchè il processo è andato avanti così tanto tempo da finire in prescrizione.

Ora ditemi voi come la gente normale può avere fiducia nella Politica e nella giustizia.
IO NON CI STO!

L’8 SETTEMBRE 1945 – PER NON DIMENTICARE

414113_2554470673470_1783286017_o[1]di GIUSEPPE RIZZO

Il 25 luglio ’43 ci fu la caduta del fascismo e il Re fece arrestare Mussolini.

L’armistizio di Cassibile (detto anche armistizio corto), fu un armistizio siglato segretamente, nella cittadina di Cassibile, il 3 settembre del 1943, e l’atto con il quale il Regno d’Italia cessò le ostilità contro le forze Anglo-Americane Alleate, nell’ambito della seconda guerra mondiale. In realtà non si trattava affatto di un armistizio, ma di una vera e propria resa senza condizioni.

Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente citato come “8 settembre”, data in cui, alle 18:30, fu reso noto prima dai microfoni di Radio Algeri da parte del generale Dwight Eisenhower e, poco più di un’ora dopo, alle 19:42, confermato dal proclama del maresciallo Pietro Badoglio trasmesso dai microfoni dell’EIAR.[ A nulla valse la richiesta in extremis di un rinvio rivolta direttamente al presidente americano F.D. Roosevelt: a poche ore dallo sbarco di Salerno, la notizia era già stata resa pubblica dagli Alleati.

Nella memoria collettiva l’8 settembre è divenuto uno dei momenti più tragici della storia nazionale. Seguì la precipitosa fuga notturna da Roma di re, governo e comando supremo. L’unica direttiva alle forze armate furono le oscure parole lette da Badoglio alla radio, con l’unica preoccupazione di non cadere in mani tedesche. Soltanto alle 0:50, in seguito a valanghe di richieste di istruzioni, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Roatta fa trasmettere il fonogramma “Ad atti di forza reagire con atti di forza”.
Scatta su tutto il territorio italiano, in Francia, in Croazia, in Grecia e Jugoslavia il piano tedesco per il disarmo delle truppe italiane. Si tratta di 1.090.000 uomini dislocati in Italia e di 900.000 dislocati nei Paesi occupati. Un esercito numericamente notevole ma male equipaggiato e con armamento inadeguato alle esigenze del momento.

 La notizia dell’armistizio è pubblicata dai giornali italiani (9 settembre 1943). La famiglia reale e i generali, in fuga, raggiungono Pescara e si imbarcano per Brindisi; Roma è abbandonata, e nessuno ne ha organizzato la difesa. L’unico che si impegna in tal senso, è il generale Caviglia, storico rivale di Badoglio.

Mussolini, agli arresti nel  rifugio di Campo Imperatore, sulle montagne abruzzesi, sarà liberato da parte delle truppe tedesche il 12 settembre 1943.

Nel nord Italia a Salò, con a capo Benito Mussolini, si forma la Repubblica Sociale Italiana fortemente voluta dai nazisti di Hitler per meglio poter operare sul territorio italiano.

La creazione della Repubblica di Salò, che trovò il suo comandante in Graziani, ebbe come risultato quello di suscitare la guerra tra gli Italiani e di fornire alle SS naziste un corpo di efferati aguzzini.

La Resistenza Italiana in modo un po’ disordinato si organizzò costituendo il Comitato di Liberazione Nazionale, cercando di coprire il vuoto di potere.  Le bande partigiane erano formate oltre che da giovani che avevano scelto consapevolmente la strada della “montagna”, anche da militari sbandati e da ufficiali consapevoli di combattere contro l’occupazione nazista e il governo fascista di Salò. La resistenza italiana ebbe un suo particolare volto perché non essendo dotata di grossi armamenti agì con i metodi della guerriglia, attentati alle strade e ai ponti che dovevano essere percorsi dai militari tedeschi.

Il CLN divenne l’espressione dei partiti antifascisti: liberale, democristiano, partito d’azione, repubblicano, socialista e comunista. Esso respinse ogni collaborazione con il governo Badoglio fino a quando non ci fu l’assicurazione circa la libertà per il popolo italiano di esprimere nell’immediato dopo guerra, il proprio parere (con il referendum) sul comportamento della monarchia; ma nel 1944, mentre però l’Italia settentrionale rimaneva sotto i tedeschi, grazie al rientro dall’URSS di Palmiro Togliatti che sostenne la necessità di una soluzione provvisoria ma unitaria, si diede vita a un governo di Unità Nazionale dei partiti antifascisti.

E’ così che si giunse alla vittoria finale del 25 aprile 1945.

W LA RESISTENZA W LA PACE

Coerenza grillina

11947692_1459830410991494_7396909283404272864_n[1]Quelli del #m5s ci hanno spiegato x anni che i politici sono al servizio dei cittadini.
Evidentemente non è così a Livorno, dove un cittadino ha chiesto al sindaco, del Movimento 5 Stelle, come mai non venisse irrigato il prato di una piazza e questo, gli ha risposto di irrigarlo da se, ribaltando la logica iniziale e trasformando il cittadino in dipendente della politica.
E pensare che qualcuno crede ancora che questi possano risolvere anche qualche problema.
Ps
Per la cronaca, a Livorno sono anche aumentate in maniera sconsiderata le tasse!

Un mondo troppo al maschile

Ora, che io sia un po’ maschilista, lo sanno tutti.
Fatta la premessa, vorrei farvi notare che nelle città in cui viviamo, almeno il 90% della toponomastica è dedicata ad uomini. Un po’ come se non la storia d’Italia non riconosca competenze e capacità femminili.
Alle volte siamo talmente sbadati che simili bestialità manco le notiamo, se non fosse stato per Emanuela, non ci avrei fatto caso neppure io!

Ricordando Nicola Calipari

nicola-calipari05[1]

Dieci anni fa, moriva da eroe Nicola Calipari, capo dell’Intelligence Italiana in Iraq, colpito da una pallottola alla testa poco dopo la liberazione della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena,
Ricordo ancora quei momenti; quando spararono sull’auto che trasportava la giornalista, il nostro Super Poliziotto, senza paura, le si gettò addosso per farle da scudo umano.
Ho sempre amato persone simili, con la stessa forza ho sempre condannato la doppiezza con cui altre persone si approcciano alla storia ed alla vita quotidiana, per questo, ho trovato interessante questo passaggio scritto da Giuliana Sgrena oggi, a 10 anni di distanza:
Adesso tutti condannano il terrorismo islamico, ma allora, soprattutto prima del 2001, gran parte della sinistra riteneva che i fondamentalisti fossero come i “compagni che sbagliano”, nemici dei nostri nemici, combattenti che reagivano alle prepotenze, alle guerre americane, alla globalizzazione capitalista, sottovalutando drammaticamente la natura fascisteggiante e opprimente (soprattutto verso le donne)di quella ideologia, della guerra santa in nome di dio.
Certi sentimenti, certi atteggiamenti e certi modi di pensare, sono ancora vivi nella nostra società, fateci caso…

Ordinanza San Michele @ Grugliasco

Il circolo PD di Grugliasco, alla luce degli atti pubblicati relativi all’operazione dei Ros denominata San Michele e disposta dalla Procura distrettuale antimafia di Torino, che ha messo in luce fenomeni di infiltrazione mafiosa nel Nord Italia, vuole confermare il suo pieno appoggio alle forze dell’ordine e alla magistratura nella loro attività di indagine.

Il PD di Grugliasco prende atto che risulta citato nelle intercettazioni, predisposte durante l’inchiesta dalle autorità, un consigliere di maggioranza della Città che tuttavia a tutt’oggi non è iscritto nel registro degli indagati né tanto meno gravato di alcun tipo di addebito.

In ogni caso, la Città e la sua Amministrazione non sono coinvolti in alcun modo all’interno di tale ordinanza.