Category Archive: società

Sul caso Battisti e affini.

Sul caso Battisti e affini.

Una riflessione sul caso Battisti. Naturalmente concordo circa il dove costui debba stare e rimanere (cioè il carcere); tuttavia constato come singole questioni vengano spesso inopportunamente isolate dai contesti più ampi in cui si collocano. Spiego meglio. Valerio Fioravanti ex leader dei NAR – colpevole della Strage di Bologna, riconosciuto responsabile, dai tribunali italiani, per la morte di 93 persone, condannato a 134 anni e otto mesi di reclusione, oltre che a otto ergastoli – dal 2009 è un uomo libero. Eppure la sacrosanta indignazione per il caso Battisti pare superare, e di gran lunga (specie mediaticamente), quella che si ebbe per Fioravanti. Forse ora ci si scalda perchè c’è di mezzo un paese terzo? Sarebbe illogico. Forse allora incide “l’appartenenza” ideologica dell’uno e dell’altro? Voglio proprio sperare di no. Il terrorismo, di qualunque matrice sia, è una porcheria. Ricordiamocelo sempre. Sempre.

Via Gabriele Molinari

Lettera di Stefano Fassina al Foglio

Caro Sofri, ecco qual è la vera sfida che il Pd propone al dottor Marchionne

Per evitare al Pd una difficile discussione su Fabbrica Italia, è stata tempestiva, come ironicamente osservato ieri da Adriano Sofri su questo giornale, la data del 13 gennaio per la riunione della direzione nazionale? In realtà, no, perché i lavoratori e le lavoratrici delle Carrozzerie Mirafiori incominciano a votare alle 22 dello stesso giorno, quindi il Pd potrebbe deliberare in tempo utile la sua posizione ufficiale sul referendum. Ma mi chiedo: è davvero questo il punto? E’ compito di un partito indicare a un uomo o a una donna di scegliere tra un lavoro regredito e la disoccupazione prospettata dalla Fiat in caso di bocciatura dell’accordo” firmato prima di Natale? O, piuttosto, a Mirafiori come a Pomigliano, lavoratrici e lavoratori si aspettano che un partito riformista si dedichi a costruire le condizioni per evitare una scelta obbligata? E, prima ancora, dato l’ambizioso cimento, non si aspettano di ascoltare parole di verità sul contesto dentro al quale si muovono le loro vite? Caro Sofri, per dire la verità e individuare la strada da seguire, svolgere la direzione del Pd prima o dopo il 13 non fa differenza. La verità è che a Pomigliano e a Mirafiori non vi è stata e non vi è scelta: siamo di fronte a un atto unilaterale di Fiat, dove è evidente la regressione del lavoro, ma è assente la minima contropartita nell’apertura della governance dell’impresa, anzi si torna alle rappresentanze dei lavoratori e delle lavoratrici nominate dai vertici sindacali. L’agra verità, caro Sofri, è che il referendum è la scelta obbligata perché i rapporti di forza tra capitale e lavoro sono squilibrati come mai nell’ultimo secolo: il capitale finanziario fa shopping nel mercato globale del lavoro, mentre le forze politiche e sindacali, riformiste o radicali, sono prigioniere nelle gabbie nazionali. La verità è che abbiamo fatto finta, sia chi ha firmato sia chi si è tirato fuori, sia chi tra le forze politiche si è schierato con gli uni sia chi è in supporto degli altri, di essere ancora nel ’900, quando il lavoro negoziava con il capitale sul comune terreno nazionale e lo sciopero era un’arma efficace. Dobbiamo essere realisti per non smarrire il nostro orizzonte di trasformazione della realtà nel segno della dignità del lavoro. Dobbiamo respingere le interpretazioni strumentali e le letture culturalmente subalterne dei nostri “pupi” del teatro del cambiamento senza bussola. Non è vero che siamo di fronte a “un accordo giusto e necessario”, come non è vero che l’interesse del lavoro coincide con l’interesse del capitale: nel 2011, anno con mesi e mesi di cassa integrazione in vista, soltanto il dottor Marchionne attende oltre 100 milioni di euro di capital gain sulle sue stock option Fiat, più del totale dei salari e degli stipendi pagati dalle Carrozzerie Mirafiori in un anno di lavoro pieno. Non è vero che la competitività di un’impresa dipende in misura prevalente o finanche significativa dalle condizioni del lavoro o dalla contrattazione di secondo livello come i giuslavoristi alla moda ripetono. La competitività deriva dagli investimenti: Volkswagen paga il lavoro il 30 per cento in più di Fiat in Italia, produce con orari ordinari inferiori, contratta lo straordinario con il sindacato ma, nonostante la crisi, conquista quote di mercato. In conclusione, caro Sofri, la data della direzione non cambia il compito del Pd: dobbiamo dire la verità e invitare tutti i protagonisti a riconoscere i risultati del voto di Mirafiori, impegnarsi a ristabilire le condizioni di piena agibilità sindacale in Fiat e, così, alimentare una controffensiva per riportare il lavoro a fondamento dell’ordine democratico, in Italia e in Europa.

Stefano Fassina,

responsabile economico del Partito democratico

Odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. ( Antonio Gramsci)

“Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno piú nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati”

(Antonio Gramsci, Gennaio 1916, l’Avanti!)

Grillini: dilettanti allo sbaraglio!

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Vorrei partire chiarendo alcuni punti. Alcuni amministratori nlocali (presidente della provincia, consiglieri provinciali, consiglieri regionali e comunali) hanno deciso di dar via ad una raccolta firme per il prolungamento ad ovest della metropolitana. Credendo di fare cosa buona e gradita, abbiamo lanciato questo sassolino. Ora le persone di buon senso, avrebbero potuto collegarsi al sito web dedicato, scaricare i moduli e raccogliere le firme. Gli ignoranti che fanno? Nieeeente! Anzi, magari! Preparano volantini contrari all’operato facendo una unica accozzaglia melmosa, Grillini, PDL, Lega, Udc e chi più ne ha più ne metta. Mentre da una parte c’era e c’è la volontà di favorire lo sviluppo infrastrutturale, dall’altra c’è quella di fare polemiche (inutili e vergognose) senza portare a casa nessun miglioramento della qualità della vita dei cittadini. In ogni caso, diverse persone impiegano tempo e denaro per la raccolta firme raggiungendo una cospiqua quantità. Viene inoltre fatta una manifestazione di chiusura raccolta firme dove si presentano due simpatici individui con l’elmetto ed un logo di partito. Sottolineando il fatto che nessuno mai ha vietato i partiti di raccogliere le firme, vorrei far notare l’intervento fuori tempo e fuori luogo dei due signori. Ci accusano di aver fatto un congresso di partito, quando gli unici contrassegnati da un logo di partito sono loro! Se ascoltate bene il video, sentite addirittura che uno chiede il contraddittorio! Ora, che io sappia, durante una manifestazione propositiva, il contraddittorio rappresenta la negazione dell’opera. Quindi i grilletti o sono contrari al prolungamento della metropolitana o usano termini errati. Ma dico, votereste mai gente che non sa quello che dice?? Dilettanti allo sbaraglio!

Perchè la benzina costa cara?

Perchè la benzina costa cara?

Nel costo complessivo della benzina, bisogna tener conto di diverse accise:

Guerra di Abissinia del 1935, 1,90 lire

Crisi di Suez del 1956, 14 lire

Disastro del Vajont del 1963, 10 lire

Alluvione di Firenze del 1966, 10 lire

Terremoto del Belice del 1968, 10 lire

Terremoto del Friuli del 1976, 99 lire

Terremoto dell’Irpinia del 1980, 75 lire

Missione in Libano del 1983, 205 lire

Missione in Bosnia del 1996, 22 lire

Rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004 39 lire (0,020 euro)

TOTALE: 486 lire al litro pari a 0,25 euro

Attualmente l’Accisa (un tempo anche chiamata “Tassa di Fabbricazione”), per le Benzine è pari a 0,564 EURO/Litro e per il Gasolio a 0,423 EURO/Litro. A fronte di tali valori viene, alla fine, ricalcolata L’IVA al 20%. Dal momento che tali valori incidono in modo tangibile sul prezzo dei carbocombustibili, provocano a tutt’oggi numerose polemiche

RIMBORSI ABBONAMENTI GTT ENTRO IL 26 NOVEMBRE

Anche quest’anno il Comune rimborsa agli studenti che già non usufruiscano di altre agevolazioni una parte del costo dell’abbonamento G.T.T. per i mezzi pubblici. Si tratta rispettivamente di rimborsi di 38 euro per l’abbonamento all’intera rete e di 25 euro per la rete urbana. Il rimborso avverrà su domanda dell’interessato che dovrà presentare la fotocopia del versamento presso lo Sportello alla Città, dove è disponibile anche la modulistica. Per quanti hanno effettuato il pagamento dell’abbonamento immediato in contanti, il rimborso potrà essere richiesto entro il 26 novembre 2010, per chi effettua il pagamento rateale dell’abbonamento, potrà essere richiesto dopo il versamento dell’ultima rata, e precisamente entro il 20 maggio 2011.

Engineering: i ricavi aumentano del 7,1% nel terzo trimestre

Nel giorno in cui Engineering.it al tavolo di negoziato sui licenziamenti collettivi si dimostra arrogante ed inflessibile, contemporaneamente approva i risultati del terzo trimestre 2010, ancora in netta crescita. Qualcuno mi deve spiegare cosa sta succedendo…

Il Consiglio di Amministrazione di Engineering Ingegneria Informatica ha approvato oggi i dati relativi al terzo trimestre 2010 che registra per il Gruppo un incremento sostenuto del valore della produzione e dei margini.

Nel periodo luglio-settembre 2010 i ricavi hanno raggiunto i 174,7 milioni di euro, con una crescita del +7,1% rispetto allo stesso trimestre 2009 pro forma; l’ebitda di periodo si è attestato a 19,3 milioni di euro, con un incremento del 30,4% e l’ebit a 14,5 milioni di euro (+71,1%).

L’utile prima della tasse (Ebt) pari a 13,2 milioni di euro segnala un aumento del 77,6%. Nei primi 9 mesi dell’anno i ricavi consolidati hanno raggiunto i 533,8 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo 2009.

In crescita anche l’ebitda pari a 57,6 milioni di euro, con un incremento del 5,9% e l’ebit pari a 42,7 milioni di euro (+13,2%).

Al 30 settembre 2010 gli ordini acquisiti di 489,5 milioni di euro sono cresciuti del 5,3% e il backlog di 400,5 milioni di euro del 6,2%.

La posizione finanziaria netta è negativa per 49,3 milioni di euro rispetto ai 40,7 milioni di euro del 30 giugno 2010 e sostanzialmente invariata su base annua (-49,8 milioni di euro al 30 settembre 2009).

Alla luce dei risultati del terzo trimestre Engineering (Milano: ENG.MI – notizie) conferma le stime di fine anno con un valore della produzione tra i 730 ed i 760 milioni di euro e un ebitda compreso tra gli 84 ed gli 88 milioni.

Aumenta la cassa in deroga è la porta verso i licenziamenti

STEFANO PAROLA – Stefano Parola

Lo scivolone degli avviamenti al lavoro pare ormai alle spalle. Dopo la drastica riduzione tra la seconda metà del 2008 e la prima del 2009, periodo in cui le assunzioni nel Torinese sono scese da 223 mila a 170 mila, la situazione si è ormai stabilizzata. Però, avverte Carlo Chiama, assessore al Lavoro della Provincia di Torino, «la situazione resta preoccupante».

Assessore Chiama, cosa la preoccupa?

«Le ore di cassa integrazione richieste quest´anno supereranno abbondantemente il tetto dei 100 milioni di ore dell´anno passato e c´è un passaggio significativo dalla cassa ordinaria a quella straordinaria e in deroga. Significa che ci stiamo spostando sempre di più verso la mobilità, ossia verso i licenziamenti».

Chi paga maggiormente tutto ciò?

«Le categorie più deboli. La disoccupazione giovanile è ormai il doppio rispetto a quella complessiva. Non trova lavoro il 17 per cento dei ragazzi tra i 20 e i 29 anni. Ma anche le donne e i disabili stanno subendo questa impasse».

Dunque, tutto bloccato?

«No, per fortuna, il mercato del lavoro non è mai completamente fermo. Qualche avviamento c´è, anche i nostri Centri per l´impiego continuano a farne. I Cpi hanno avuto un ruolo fondamentale durante la crisi. Nonostante da due anni non siano stati potenziati, hanno gestito un flusso di attività molto più alto del passato».

In che senso?

«Il numero di persone che si sono iscritte alle liste è aumentato del 40 per cento nel 2009, mentre quest´anno è calato e poi è risalito. Poi i Centri hanno gestito le pratiche della cassa in deroga, oltre ad alcune politiche del piano regionale, e sono sempre più presenti online».

Eppure alcune aziende non si fidano. Associano i tempi dei Centri dell´impiego a quelli della lenta e farraginosa macchina statale italiana. È così?

«Chi non li conosce non li usa. Ma di solito chi inizia a collaborare con i Cpi poi non smette più, perché capisce che risparmia tempo e denaro. È successo con la grande distribuzione, e pure con Intesa Sanpaolo. La banca cercava un centinaio di lavoratori in mobilità: metà li ha trovati da sola, metà attraverso i nostri uffici».

Tornando ai giovani: come si fa a favorirne l´occupazione?

«Uno strumento fondamentale è il tirocinio. Se gestito bene, è il modo migliore che hanno per presentarsi alle aziende. Purtroppo è uno strumento sul quale c´è molto abuso. Basti pensare che quelli autorizzati del Cpi hanno avuto un calo proporzionale a quello degli avviamenti, mentre quelli consentiti da altri soggetti sono aumentati. Significa che in alcuni casi sono diventati una sostituzione di lavoro».

150° anniversario dell’unità d’Italia
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Firmigoni totale

Firmigoni totale

La notizia di oggi è che i Radicali hanno pubblicato tutto quello che avreste voluto sapere di Formigoni e non avete mai osato firmare. Ecco a voi i nove (dicasi nove!) motivi di irregolarità delle firme sul suo listino:

  1. Le firme “sognate”: 42
  2. Le firme “inesistenti”: 21
  3. Le firme subito invalidate dall’Ufficio elettorale: 244
  4. Le firme invalide per vizi di autenticazione: 526
  5. Le firme non autenticate: 26
  6. Le firme false: 473 certamente dalle stesse mani; seri indizi su altre 99
  7. Le firme impossibili (o “falso ideologico”): 1826
  8. Le firme doppie: alcune, da approfondire
  9. Le firme dei “veggenti”: 544 (ovvero: per le quali i certificati elettorali sono stati acquisiti in data antecedente alle autenticazioni)

Come potete agevolmente riscontrare, trattasi di roba da repubblica delle banane.
La domanda sorge spontanea: che altro deve succedere perché Formigoni si dimetta?

via Metilpaaben

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