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Virus1973: Quelli di via Artom, il palazzo che non c’è più

Quelli di via Artom, il palazzo che non c’è più

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Quando una città si trasforma per migliorare. Chi si ricorda di quel giorno? Chi di voi c’era? Quali emozioni e sentimenti ha provocato in voi questo evento?

viaVirus1973: Quelli di via Artom, il palazzo che non c’è più.

Turisti non per caso “Torino ha charme”

MONICA PEROSINO – LaStampa
C’è stato un tempo in cui se chiedevi a uno straniero dove fosse Torino era tanto che sapesse che era una città italiana. Da qualche anno non è neanche più necessario spiegare che sta più o meno vicino a Milano. I riflettori olimpici si sono accesi e, dal 2006 a oggi, assicurano gli addetti ai lavori, la luce non ha smesso di illuminare la città.
Il dibattito sull’impatto – positivo e negativo – dei grandi eventi sull’economia delle città ospitanti è aperto e le opinioni sono spesso contrastanti. Su un punto sono tutti d’accordo: il principale beneficiario dei grandi eventi è il turismo. L’unico che può lasciare da parte querelle legali, polemiche ambientali e rischio abbandono dell’eredità dei Giochi.
L’eredità
Le Olimpiadi hanno dato prova di svolgere un ruolo significativo nell’influenzare le decisioni riguardo alle destinazioni dei movimenti turistici. In pochi anni la presenza di turisti in città è aumentata del 65%, la ricaduta economica dell’«indotto» – tra musei, trasporti, alberghi, ristoranti, shopping – è balzato da 20 milioni di euro l’anno del 2000 ai 162 milioni di euro attuali. Gli alberghi sono pieni, i voli da e per Caselle pure, i musei presi d’assalto.
E l’immagine di Torino è risalita, da quando gli italiani hanno scoperto che la città è molto bella. Una scoperta che, dopo, hanno fatto anche i torinesi. Anche se ancora oggi si stupiscono di trovare sul sito del colosso mondiale del turismo Last Minute pacchetti per visitare la «meravigliosa Torino».
La svolta
La svolta simbolica sono state le Olimpiadi. Anche se il cammino è iniziato ben prima del 2006. La ricetta è stata quella della rete: mettere insieme offerta culturale, ricettività, proposte e accoglienza. «Il processo si è iniziato già dal 1998 – spiega l’assessore comunale al Turismo Alessandro Altamura – con la creazione di Turismo Torino, e in tempi più recenti con l’unificazione delle Atl. Il circolo virtuoso e vincente è stato innescato dal recupero museale, dalla creazione delle infrastrutture, dal rafforzamento della rete di proposte che hanno messo in rete cultura, ricchezza paesaggistica, enogastronomia».
La fase di calo del 2007
Neppure il fisiologico calo post Giochi – dovuto alla saturazione d’immagine e alla diminuzione d’interesse – che si è abbattuto senza eccezioni su tutte le città ospiti è stato violento. «Anche gli alberghi hanno tenuto benissimo – spiega Maurizio Baldini, direttore di Federalberghi Torino -. Le Olimpiadi hanno fatto la differenza, ma non è stato l’unico fattore. La città è cambiata, ha cambiato tipo di economia. Una volta si veniva a Torino in prevalenza per affari, ora abbiamo cambiato clientela. Arrivano turisti “veri”».
Nonostante due chiusure eccellenti, il Turin e il Nazionale, il settore è fiorente: «Si aprono molti più alberghi di quanti se ne chiudano».
Il consolidamento
Se è vero che la tendenza era positiva già da qualche anno, i numeri fino al 2006 non erano clamorosi: «Le Olimpiadi hanno cambiato tutto – spiega Livio Besso Cordero, presidente di Turismo Torino – e ora Live Nation porterà grandi spettacoli, nomi internazionali della cultura, concerti che saranno il traino della reale riconversione della città, con un’attività consolidata e costante nel tempo. Il turismo leisure è uno dei pochi settori in cui vale veramente la pena investire. Torino non sarà mai una città solamente turistica, ma non è più solo industriale».
Gli ultimi dati registrano un aumento degli arrivi dei turisti, mentre le presenze sarebbero in calo: «È un segnale importante in un momento di crisi – aggiunge Besso Cordero -. I turisti continuano ad arrivare, ma invece di fermarsi quattro giorni si fermano due. Scelgono comunque di venire qui».
Il passaparola
Gli effetti positivi dell’esposizione mediatica hanno le gambe lunghe: «Dopo i Giochi – dice Marco Righetti, esperto di comunicazione turistica – si è iniziato un processo inesorabile: le persone che sono state qui per le Olimpiadi hanno iniziato a raccontare della bellezza della città, le immagini che scorrevano sugli schermi di mezzo mondo hanno incuriosito e stupito. Ora siamo arrivati al culmine: durante il ponte dell’Immacolata a Torino non si trovava una camera libera». Gli addetti ai lavori raccontano il cambiamento come un salto dal business al leisure, dal turismo d’affari al turismo di piacere: «Una volta gli alberghi ad agosto chiudevano e durante i weekend c’erano meno clienti che in settimana, ora è il contrario».
Il marchio Torino
Non serve essere grandi osservatori per vedere che qualcosa è cambiato, anche se sono i torinesi a essersene accorti per ultimi: «Intanto, ormai il marchio Torino – dice Marco Righetti – ha conquistato un posto di rilievo nel panorama internazionale».

Morgando: “Borgione all’Api? E’ stata una scelta incoerente”

DIEGO LONGHIN – Repubblica
«BORGIONE nell’Api? Una scelta incoerente». Così viene definito dal segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, il trasloco dell’assessore all’Assistenza della giunta Chiamparino, Marco Borgione, nella formazione capeggiata da Rutelli. Nel giorno in cui la presidente della Regione Bresso presenta l’intesa con i Radicali, dove saranno candidati Bruno Mellano e Marco Cappato, Morgando attacca la decisione di Borgione. «Le ragioni di Borgione mi paiono ingenerose nei giudizi espressi e pretestuose», sottolinea il numero uno del Pd. Senza considerare che l’assessore, che lamenta la mancanza di pari dignità dell’area cattolico-democratica, comparirà nelle liste Api-Udc. «Borgione qualche mese fa era impegnato a sostenere la mozione di Bersani – aggiunge Morgando – gli stessi problemi sollevati non esistevano il 25 ottobre? Tutte le scelte meritano rispetto, ma per essere credibili sul piano politico richiedono linearità e coerenza con i percorsi che si seguono».

Oggi per il Pd è giornata di primarie a Venaria. Si sfideranno il sindaco uscente, Nicola Pollari (Pd), Vincenzo Russo, sempre Pd, Giulio Capozzolo (Sel), Giuseppe Catania (Idv). Urne aperte dalle 8 alle 20

NUOVI AIUTI PER I LAVORATORI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE: DOMANDE DAL 1° FEBBRAIO AL 30 APRILE

Ammontano a 11,7 milioni di euro le nuove risorse che la Regione destina al sostegno al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori disoccupati o sospesi nel corso del 2009. Dal 1° febbraio al 30 aprile potranno presentare le domande per ottenere il sussidio di 2.500 euro, che sarà erogato in un’unica soluzione. Come ha precisato illustrando l’iniziativa l’assessore del Comune di Grugliasco al lavoro, Anna Maria Cuntrò, potrà beneficiare del sostegno economico chi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2009 si è trovato nelle seguenti condizioni:
-in cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga ha maturato almeno 180 giorni solari di sospensione dal lavoro, ovvero 129 lavorativi o 1.032 ore di lavoro;
-ha percepito indennità per mobilità anche in deroga oppure indennità per disoccupazione ordinaria o speciale per l’edilizia.
-Inoltre, occorre essere residenti o domiciliati in Piemonte, provenire da imprese ubicate in Piemonte, avere un indicatore Isee relativo al 2008 (ricalcolato per tenere conto dei cambiamenti più recenti) non superiore a 13.000 euro.
Moduli e informazioni si possono reperire all’indirizzo:
www.agenziapiemontelavoro.net e presso i Centri provinciali per l’impiego.
Per informazioni è attivo il numero verde 800.124.345.
L’APL comunicherà l’esito delle domande con un messaggio di posta elettronica, un sms sul cellulare o l’invio di una lettera. Il sussidio sarà erogato agli aventi diritto con bonifico sul conto corrente. Grazie alla collaborazione con Unicredit Banca sarà possibile percepire il contributo anche con carta di credito prepagata Genius Card, che potrà essere ritirata presso l’agenzia della banca indicata via e-mail o sms.
Il testo del nuovo bando è scaricabile all’indirizzo:
www.regione.piemonte.it/cms/home/diario/il-testo-del-nuovo-bando/download.html

Manifestazione Si tav

Manifestazione Si tav

Ieri c’è stata la manifestazione Si Tav, la stessa che mi ha portato via tanto tempo libero in questi giorni. Ora mi pare giusto e doveroso fare dei bilanci.
Ho visto il video di Bertola ed ho provato tanta tenerezza, apre con l’annuncio del Tg3 e le immagini della sala con ancora tanti spazi vuoti. E’ vero, proprio perchè molti sono arrivati dalla val di susa, sono arrivati più tardi, ed è inutile far vedere i dati contenuti sul sito, perchè la configurazione della sala, l’ho scelta io fermandola a 700 posti. La cifra indicata sul sito infatti, esprime una capienza indicativa, poi però, la si può modulare secondo le proprie necessità, tenendo conto delle misure di sicurezza, le stesse che hanno portato i responsabili di Lingotto a chiudere la sala, una volta superato le mille persone all’interno, lasciandone diverse fuori. Bisogna quindi sommare i posti a sedere più tutti i posti da in piedi.
Questa foto, esprime bene il concetto che tento di spiegare. Si vedono chiaramente le persone sui lati. Bisognerebbe calcolare anche quante persone possono stare alzate al fianco della platea a sedere. Non essendo ingegnere, non mi metto a fare calcoli azzardati, mi limito molto umilmente ad accettare i dati che mi sono stati dati dalla struttura che conosce bene la sala e due conti li sa fare!
Sempre per informare bene il Bertola, posso assicurare che i valsusini arrivati non erano solo quei 5 con le bandiere (che poi erano ben più di 5 e lui lo sa…), ci tengo a precisare che ben 2 pullman sono arrivati dalla valle, più altre macchinate. Per quanto riguarda lo striscione, ebbene si, ne hanno uno solo, è vietato? Essendo un consorzio di imprese senza colore politico, hanno pensato bene di andare anche alla conferenza stampa del pdl al pomeriggio. Non ci trovo proprio nulla di strano. Per quanto riguarda Sortino, quello di far irritare la gente è il suo mestiere e tutti lo sanno, tranne forse Mercedes che si è irritata quando lui faceva finta di non conoscere o di omettere alcune informazioni. Mi dispiace quindi che si faccia il taglia e cuci delle interviste secondo le proprie necessità. Sempre Sortino, ha intervistato anche l’on.Esposito che essendo più giovane e conoscendo il personaggio, si è divertito a farsi intervistare senza mai cadere in polemica con lui.
Per quanto riguarda gli argomenti, mi dispiace che bertola si comporti come un bambino fingendo di non trovarne, perchè ci sono stati eccome. Ne cito uno su tutti? Quello che mi è sembrato più simpatico, l’esempio che ha fatto un rappresentante degli agricoltori, lamentandosi che gli algerini, tramite la spagna, fanno arrivare i loro prodotti in tutta europa prima degli italiani.
Per quanto riguarda i manifesti appesi al bordo dello schermo videoproiettato, tengo a specificare, che sono stati messi li da cittadini senza un credo politico, ma accomunati da senso civile. Sono rimasto sorpreso pure io!
Devo poi ammettere che nel tempo, le culture e le buone usanze si perdono. Molti democratici ad esempio, hanno perso la cultura della manifestazione di piazza se non fondamentale, pure io, piano piano sto perdendo quella che invece anni fa era un’usanza sacrosanta. Soprattutto perchè nel caso come la tav, non si capisce perchè si debba fare una manifestazione per esprimere parere favorevole all’esecuzione dell’opera. Non ho infatti mai visto manifestazioni a favore della metropolitana o alla costruzione di altre opere. Mai. Quella di ieri è stata la prima volta!
Per chiudere poi ci terrei a manifestare la totale soddisfazione di tutti gli organizzatori per una mattinata popolata, serena e ricca di contenuti. Non era infatti nei nostri intenti cercare una prova di forza. Anzi!!
L’ultimissima nota, la vorrei esprimere per i ragazzi che hanno contestato in maniera circense.
Infatti, su segnalazione del servizio d’ordine, sono andato a parlare con i 4 ragazzi no tav. Gli ho assicurato il posto in sala senza alcun problema e gli ho anche garantito la possibilità di intervento. Mi dispiace quindi dover constatare che la mancanza di contenuti è stata sopperita da un simpaticissimo naso rosso. Avrebbero potuto parlare ma non lo hanno fatto. Scelte!

CONFRONTO MA SENZA FURBIZIE

CONFRONTO MA SENZA FURBIZIE

Luigi La Spina
La campagna elettorale per le regionali di fine marzo sarà, come è comprensibile, molto dura. Ci si augura che possa essere anche molto corretta, ma se ci sarà anche qualche colpo basso non ci si dovrebbe scandalizzare troppo.
Anche ai tempi di Cavour, in certe circostanze e nonostante le condivisibili nostalgie di Gramellini, il fioretto lasciava il posto allo spadone. I due schieramenti, però, un solo accordo preliminare dovrebbero sottoscrivere: quello di evitare le furbizie.
Sotto questa inaccettabile categoria, purtroppo, vanno iscritte due proposte che, negli ultimi giorni, hanno caratterizzato l’inizio della battaglia per il voto. La prima è stata avanzata dal centrosinistra e si riferisce alla «trovata» di far capeggiare al sindaco Chiamparino la lista dei candidati per il consiglio regionale. La seconda, è arrivata dal centrodestra e riguarda le cosiddette condizioni per partecipare alla manifestazione bipartisan a favore dell’Alta velocità in Valsusa.
Usare la popolarità di Chiamparino per trasformarlo in un candidato-civetta, un consigliere che si dovrebbe subito dimettere per continuare a fare il suo mestiere di sindaco è umiliante per almeno tre motivi. Il primo è il più grave: non si può offendere impunemente la capacità di giudizio degli elettori con un “trucco” così banale ed evidente. Il fatto che anche altri abbiano usato e si apprestino ad usare questo deplorevole inganno non giustifica il ricorso a tale metodo, perché azzera una significativa discriminante, tra persone e tra partiti, offerta all’opinione pubblica: la serietà dei comportamenti.
La proposta è umiliante per il sindaco, molto poco amato dentro il Pd, spesso contrastato nel suo lavoro più dai suoi colleghi di partito che dai suoi avversari dell’opposizione, e invocato solo come salvatore elettorale nei momenti di difficoltà. E’ umiliante, infine, per la Bresso e per tutto quello schieramento che si presenta con lei: evidentemente, non si ritengono sufficienti le garanzie offerte sia dal candidato alla poltrona più alta in piazza Castello sia dai suoi «veri» candidati consiglieri.
Stessa mediocre furbizia dimostra il centrodestra quando subordina il suo «sì» alla proposta di una manifestazione a favore della Tav ad alcune richieste così strumentali alla campagna elettorale, perché evidentemente inaccettabili dalla maggioranza. La mossa, veramente maldestra, cerca di mettere una pezza all’errore iniziale, quello di essersi mostrati incerti e divisi sulla partecipazione all’iniziativa bipartisan. Proprio su un’opera infrastrutturale che vede schierato a favore tutto il suo elettorato di riferimento. Anche in questo caso, è pericoloso sottovalutare la comprensione dei cittadini. Per motivi di bassa propaganda elettorale, non ci si può tirare indietro rispetto all’occasione di dimostrare quanto sia larga la maggioranza che ritiene indispensabile, per il futuro dell’economia regionale, la realizzazione di quest’opera.

“Lombroso razzista”  e il Sud scende in piazza- LASTAMPA.it

L’8 maggio una manifestazione contro il Museo

MONICA PEROSINO – LaStampa

Ci si sono messi in mille e trecento. Tutti a dare addosso a Cesare Lombroso e al Museo di Antropologia Criminale, inaugurato lo scorso novembre al Palazzo degli Istituti Anatomici dell’Università. Il «suo» museo. «I meridionali contro il museo lombrosiano a Torino» è il nome di un gruppo nato su Facebook che sta organizzando, per il prossimo 8 maggio, una manifestazione di protesta. «Quel museo – sostengono gli organizzatori del gruppo che in pochi giorni ha raccolto 1330 adesioni – contiene studi utilizzati dagli stessi nazisti e ormai smentiti nettamente dalla scienza ufficiale. Cesare Lombroso, infatti, teorizzò l’inferiorità della “razza meridionale”, che sarebbe stata geneticamente portata alla delinquenza».

Poco importa che, a cento anni dalla morte, le teorie lombrosiane sull’«atavismo criminale» siano state ampiamente superate e che l’allestimento del museo sia incentrato sul concetto di devianza, e inviti a un confronto con il metodo scientifico, anche quando sbaglia. Tra le pagine aperte alle discussioni del gruppo il padre dell’antropologia criminale viene liquidato come razzista, uomo talmente abbietto che non «avrebbe per niente sfigurato tra i criminali nazisti e razzisti processati a Norimberga». L’accusa al Museo, che viene definito «museo degli orrori» è spiazzante: «Celebrare il razzista Cesare Lombroso – si legge nella presentazione del gruppo – che marchiò come razzialmente inferiori ed antropologicamente criminali gli abitanti dell’Italia del Sud, è segno di tracotanza che la dice lunga su come è ancora attuale la politica Colonialista Sabauda».

Ma l’intento della collezione di via Pietro Giuria, spiega il direttore del Museo, Silvano Montaldo, è tutt’altro che celebrativo: «Al contrario, nessuno nega o vuole nascondere che Lombroso abbia avuto un atteggiamento razzista in alcuni dei suoi libri. Se ne parla proprio in uno dei grandi pannelli dell’allestimento e in uno degli articoli raccolti nel volume edito in occasione dei 100 anni dalla morte: Michele Nani osserva come il tema del razzismo non sia ossessivamente presente in Lombroso e soprattutto non sia centrale per la costruzione delle sue teorie». Montaldo sottolinea come il Museo non nasconda, anzi denunci, gli aspetti «non condivisibili e perniciosi delle sue teorie, e anzi ne mostri proprio gli errori». L’intento è di storicizzare la figura di figura di Lombroso, non sicuramente di esaltarla.

Ma il gruppo nato sul social network probabilmente continuerebbe a pensarla diversamente: Lombroso costruì le sue teorie «sulla base di misurazioni di centinaia di resti e di crani prelevati al seguito delle truppe piemontesi che invasero il Regno delle Due Sicilie e massacrarono migliaia di meridionali che si erano ribellati a quell’invasione cancellandoli dalla storia come briganti». È una questione di «colonialismo sabaudo», insomma, più che di scienza e di metodo scientifico.

E non è difficile scovare la «politica» dietro l’indignazione per le teorie lombrosiane: «Sarebbe ipocrita celare la mia appartenenza al Movimento di Insorgenza Civile – scrive Michele Iannelli, il creatore del gruppo -. Dobbiamo mostrare che noi non siamo una banda di individui isolati ma che abbiamo una visione strategica della politica».

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LA SOCIETA DEI MAGNACCIONI

(ANSA) – TORINO, 11 GEN – ‘E’ scandalosa, se e’ confermata, la notizia secondo cui la Commissione Bilancio della Camera avrebbe approvato un emendamento al decreto anticrisi che esenta Roma dal Patto di stabilita’ per gli investimenti in infrastrutture per i prossimi due anni’. Lo afferma il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.

‘Dopo aver regalato a Roma 500 milioni senza essere mai riusciti a dimostrarne l’esigenza reale – aggiunge Chiamparino – si consente alla capitale di investire senza vincoli per altri due anni, con la motivazione del presidente Giorgetti che ‘cosi’ puo’ finanziare le nuove linee della metropolitana’. Mi chiedo se i leghisti, dopo averci disgustato per anni con lo slogan ‘Roma ladrona’, ora siano passati a tenere il sacco’.

Il sindaco sottolinea poi come ‘tutte le citta’ abbiano in corso progetti infrastrutturali importanti (Milano per il 2015, Torino per il passante ferroviario, Napoli, Bologna, Firenze per le metropoliane)’. ‘Si allarghi anche ad esse quel provvedimento – conclude Chiamparino – in caso contrario il sospetto che per questo governo esistono figli e figliastri sara’ legittimo’.

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BUON COMPLEANNO AMMORE!!

BUON COMPLEANNO AMMORE!!

Il giorno era il 3 dicembre 1906, il luogo la birreria Voigt in via Pietro Micca. Dalla fusione tra l’FC Torinese, che poteva vantare origini fin dal 1891, ed un gruppo di dissidenti della Juventus guidati dallo svizzero Alfredo Dick, nacque il Football Club Torino, considerata da molti la più antica società calcistica d’Italia. Il primo Presidente fu Hans Schoenbrod, dirigente appassionato, nominato dallo stesso Dick per il primo anno di vita della società

ferie (finite)

ferie (finite)

Rieccomi, finalmente tornato a torino dopo la mia settimana di ferie spagnole. Un po di foto le trovate qui
Tanto sole, tanto mare e tanto divertimento, senza pensare al lavoro. Certo, ogni tanto andavo a rubare un po’ di WiFi in un hotel e leggevo la posta, però nulla di che, sono rimasto una settimana senza sentire nessuno, tenendo il telefono spento ed isolandomi dalla politica torinese. Ho letto sul SUO blog quanto successo, vedo che non ci sono novità e spiragli di miglioramento, vedremo, ho letto oggi gli articoli su repubblica e stampa che riguardano Morgando, condivido, in Italia ed in Piemonte in particolare, qualcuno vorrebbe tanti piccoli Yes Man: come cantavano i 99 posse, posso rispondere: Non mi avrete mai come volete voi!
Apro la posta, ci sono tanti messaggi email, troppi, sicuramente troppi, 270 feed da leggere, tanti messaggi su facebook. Finalmente però si ritorna alla realtà, tutto questo mi mancava.

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