
Se non ci si può più fidare dei Power Rangers, figuriamoci dei chierichetti.Le notizie sono entrambe di ieri, le riporto oggi per mancanza di tempo! Praticamente, qualche tempo fa, le cronache torinesi parlavano di questo “galantuomo”, consigliere di Alleanza Nazionale che:- è razzista antisemita- è un contapalle- è indagato per sostituzione di personae dato che non si sentiva abbastanza realizzato, ora, è indagato anche per furto aggravato. Domenica infatti, è stato preso con le mani nel sacco dopo aver rubato circa 70 euro di offerte durante la messa. Non era la prima volta, in diversi mesi, era riuscito a sottrarre circa 2000 euro alle casse della chiesa. Non so se ridere o piangere!Nel frattempo, nemmeno l’eroe dei Power Rangers non se la passa meglio! Io li credevo tutti bravi, questo invece passa dal serial televisivo al serial killer. é accusato di tre omicidi ed ora rischia la pena capitale.Altre cose che succedono e fanno ridere è ad esempio l’attacco di dON. Vito Bonsignore alla Bresso. Ora si occupa anche di ambiente. Sempre a proposito di ambiente e di clima, registriamo l’ennesima gaffe del presidente del consiglio nostro amato S.B. Qui si trova un collegamento telefonico con il presidente della commissione europea sui cambiamenti climatici!Fiducia
L’Amministrazione comunale di Grugliasco ha organizzato per
venerdì 10 ottobre 2008, alle 20.30, la Fiaccolata di Solidarietà per i lavoratori della Bertone.
Partenza davanti al Comune di Grugliasco, in piazza Matteotti,
proseguimento in via Cravero, via Leonardo Da Vinci, corso Allamano e arrivo ai cancelli della Carrozzeria Bertone.
Vista l’importanza dell’iniziativa, l’Amministrazione comunale invita tutti i cittadini alla partecipazione attiva alla fiaccolata nell’intento di far sentire ai lavoratori in crisi la vicinanza, la partecipazione e la solidarietà di tutta la Città.
Non solo tagli, grembiulini e voto in condotta. La riforma proposta dal Governo non è semplicemente una sforbiciata al mondo della scuola (di istituti, personale e risorse) ma un duro colpo alla generazione di mezzo. Quella generazione che va dai trentenni fino ai quarantacinquenni, che si trovano già in grave difficoltà, perché costretti a sperimentare sulla loro pelle tutte le forme di flessibilità dell’epoca globale. Una generazione che ha visto venir meno le certezze sul lavoro, che fa i conti con una precarietà che si protrae per anni, con retribuzioni sempre più basse, in balia dell’inflazione, dei mutui crescenti e dei timori di una crisi finanziaria che – non illudiamoci – renderà ancora più acuto il processo di impoverimento del ceto medio. Una generazione, insomma, che sta peggio in termini di qualità della vita rispetto a quelle precedenti. Questo è il problema principale che la riforma della scuola mette sul tappeto ma che sta sfuggendo al PD e alla sinistra tutta. Giusto raccogliere le preoccupazioni degli insegnanti, protagonisti importanti della scuola, ma abbiamo bisogno di condurre la nostra battaglia partendo dalle problematiche delle famiglie. Perché questa generazione di mezzo, che ha già tanti problemi e che deve tirare avanti con 1.000 euro al mese, si troverà a dover fare i conti con il venir meno di un prezioso strumento di formazione: il tempo pieno. Quel tempo pieno – e lo dico da padre di due bambini – che non è un posto dove parcheggiare i figli ma un punto di eccellenza del nostro sistema educativo, che garantisce ai ragazzi una buona istruzione venendo incontro ai bisogni delle famiglie sempre alle prese con la necessità di conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita. Il tempo pieno è per i genitori garanzia che i nostri ragazzi sono a scuola ad apprendere, mentre noi siamo alle prese con un lavoro che ha mutato forma, è diventato instabile, lontano da quello standardizzato della grande fabbrica e del pubblico impiego tradizionale. La conseguenza dei provvedimenti voluti dal Governo Berlusconi sarà soprattutto questa: i nostri bambini usciranno alle 12.30. Penalizzando le madri, i padri e le famiglie meno abbienti, che non potranno affrontare ulteriori costi per trovare per i figli non più un’opportunità di formazione ma un semplice – in questo caso sì – luogo di deposito. Se quella che si sta delineando è una scuola precaria per una società sempre più precaria, nella quale la qualità dell’istruzione sarà in rapporto al censo e dove promozione della famiglia e politiche per la natalità rischiano di essere formule vuote, allora, o come PD comprendiamo che questa è una straordinaria occasione per aprire una coraggiosa battaglia culturale, oppure non saremo più in grado di dialogare con la generazione di mezzo e di interpretarne insicurezze e bisogni. La mia generazione dovrebbe rappresentare il motore del Paese. Orfani del tempo pieno, rischiamo di consegnare all’Italia di domani dei figli che non solo avranno tutti i problemi che abbiamo oggi noi (e forse qualcuno in più) ma con l’aggravante di essere ancora più ignoranti. di Stefano Esposito
Era da un po di tempo che non vi aggiornavo sulle mie avventure da consigliere comunale, ne approfitto oggi per raccontarvi la mozione che ho presentato.Tanto per cominciare potete trovarla QUI, si tratta di un testo che unisce il tema ambientale a quello economico.Con la mozione presentata, si richiede all’amministrazione una riduzione della carta usata per gli atti consiliari, mediante l’utilizzo dell’informatica.Ho scritto questa mozione con il contributo degli amici giovani del PdL, questo sta a significare che qualcosa di buono bipartisan Si Può Fare!
