Grugliasco super-ecologica “Via le borse di plastica”

Patrizio Romano – LaStampa

Grugliasco dice no alle buste di plastica. Dal 30 settembre è scattata un’ordinanza del sindaco Marcello Mazzù che ne vieta l’uso sull’intero territorio comunale. In realtà questa è la seconda ordinanza firmata dal primo cittadino, la prima, del 24 maggio scorso, era stata ritirata per dar modo ai commercianti di smaltire le buste già acquistate. Ma nonostante i quattro mesi di deroga la situazione non è cambiata. E i negozianti stanno sul chi vive, visto che nei magazzini hanno ancora scatoloni pieni di buste, di cui non vogliono di certo disfarsi buttandole in un cassonetto.

«Ma se la legge parte dal primo gennaio 2011, perché noi dobbiamo iniziare con così largo anticipo? – si domanda Luigina Ceccato di Pizzi e capricci, in via La Salle – Buttare buste che abbiamo pagato non solo non è giusto, ma sarebbe uno spreco». E a questo si devono aggiungere anche i soldi per comprare nuove buste di carta o di materiale riciclabile, ben più care.

«Tutto mentre a Torino, Rivoli e Collegno, qui vicino, i colleghi possono continuare a usare quelle di plastica – dichiara la Ceccato -. Non siamo contrari, ma fare i primi della classe non è che proprio ci piaccia». Qualcuno, invece, si sente in una botte di ferro. «Mi sono informata – dice Lucia Trivellin de I Portici -, il mio fornitore di buste mi ha garantito che quelle comprate prima dell’ordinanza posso usarle tranquillamente». Piccoli esempi di disobbedienza civile. «Ne ho tante, tantissime – confida -, mica le butto».

Ma anche quando si parla di numeri modesti non ci si rassegna all’ordinanza. «Quelle che ho le finisco, questo è poco ma sicuro – afferma Rosina Rossi della panetteria di via Olevano -. Poi dovrò fare i conti con buste che costeranno sei volte tanto e dovrò farle pagare».

Anche il vicino Penny Market non ha ancora cambiato registro. «Fino a quando non ce lo dicono dalla sede centrale di Milano noi andiamo avanti» garantisce un dipendente. Ma qualcuno ha già voltato pagina, passando alla carta. «Buste di plastica? Non ne abbiamo più – ammette Beppe Bellino di Wolf Street, in piazza 66 Martiri -. Ne abbiamo solo di carta. Certo che per le offerte e saldi quelle di plastica erano comode e anche economiche». Però si è adeguato all’ordinanza. Mentre tra i colleghi girano dubbi e paure. «Multeranno solo noi o anche i clienti? E di quant’è la multa?» chiedono ansiosi.

«La multa per chi non si adegua all’ordinanza comunale oscilla da 100 a 300 euro – precisa minacciosa l’assessore Anna Maria Cuntrò – ed è rivolta solo ai commercianti inadempienti, i clienti non ci andranno di mezzo». Ma poi cerca di tranquillizzare gli animi. «State tranquilli, nessuno si accanirà, ma l’ordinanza esiste e va rispettata – sentenzia -. Perché sul territorio ha valore di legge. Il nostro intento, comunque, non è sanzionare e vessare i negozianti, bensì fare in modo che Grugliasco si presenti alla data del primo gennaio 2011 già preparata. Senza corse affannose dell’ultimo minuto».

Rapporto Rifiuti 2009: spazzatura in calo ma Italia a due velocità. “Spariti” i rifiuti speciali

Il Rapporto sui rifiuti dell’Ispra, presentato ieri a Roma, propone una fotografia dell’Italia, ancora una volta, a “due velocità” per quanto concerne l’andamento della raccolta differenziata che, comunque, ha fatto registrare, nel 2009, un valore sul totale sulla produzione nazionale di rifiuti pari al 30,6% con punte di eccellenza del 45,5%, al nord – che ha superato, in questo modo, l’obiettivo del 45% fissato dalla normativa – e risultati scadenti, invece, per il meridione fermi ad un misero 14,7%. Al centro, deludente la performance del Lazio con il 12,9% mentre la Sardegna compie un progresso rilevante rispetto all’anno precedente (+6,9%).

La regione Campania mostra, ancora una volta, un quadro fortemente contrastato a causa, soprattutto delle province di Napoli e Caserta che registrano un arretramento di due punti percentuali nei volumi complessivi di raccolta differenziata mentre le province di Avellino e Salerno (rispettivamente al 39% e al 33%) mantengono una media alta. Inoltre, è stato registrato un lieve calo dei rifiuti conferiti in discarica dovuto alla crisi conclamata che, riducendo i consumi degli italiani ne ha, di fatto, decurtato anche gli scarti.

Ultima importante annotazione: il Rapporto Ispra sui rifiuti ha volutamente “omesso” la pubblicazione della sezione dedicata ai rifiuti speciali, rinviata a fine anno. Una dimenticanza che ha dato da pensare a molti, anche in considerazione dell’importanza assunta da questa tipologia di spazzatura in termini non solo di pericoli per la salute pubblica e della tutela dell’ambiente, ma anche in virtù del ruolo rivestito, per il suo smaltimento, dalla criminalità organizzata. In proposito, il senatore Francesco Ferrante ha annunciato a breve un’interrogazione specifica al ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo…

via EcoBlog

Clima, Rutelli beffa la maggioranza

ROMA – Clamoroso autogol della maggioranza al Senato. Ieri nel corso del dibattito sui cambiamenti climatici Francesco Rutelli ha presentato una mozione del tutto particolare: un testo copiato di sana pianta dal documento conclusivo del vertice G8 de L’ Aquila scritto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e approvato dai grandi del mondo, Obama in testa. Peccato che né il governo né la maggioranza se ne siano accorti, con il sottosegretario Laura Ravetto che si è opposta a tre punti della mozione presentata dal leader dell’ Alleanza per l’ Italia. Poco dopo, intervenendo in aula, lo stesso Rutelli ha svelato la trappola leggendo i paragrafi del G8: «Il governo non potrà presentarsi a livello europeoe internazionale con una posizione del tutto contraddittoria e insostenibile, in primo luogo con i partner dell’ Unione Europea», ha affermato l’ ex sindaco di Roma facendo notare l’ incoerenza del centrodestra. Incoerenza manifestatasi poco dopo con la vittoria dei negazionisti di Pdl e Lega. La maggioranza ha infatti approvato la cosiddetta mozione D’ Alì, dal nome del senatore Pdl che l’ ha presentata, un testo che di fatto nega la necessità di un’ azione forte contro il riscaldamento globale e chiede al governo di adoperarsi per rivedere gli accordi del pacchetto climatico dell’ Ue che entro il 2020 prevede di abbattere le emissioni inquinanti del 20%. Si tratta di un testo cardine della politica europea firmato da tutti i leader dei 27 (Berlusconi compreso) e sul quale le grandi economie scommettono per ammodernare il proprio sistema industriale diventando più competitivi dei paesi emergenti come la Cina.

via Repubblica