Anche il popolo del web è stanco di questo governo

In tutta Italia questo weekend sono state raccolte firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Code davanti ogni banchetto, una cosa impressionante!

Oggi anche il popolo del web ha dimostrato la difficoltà a tollerare altri scempi.

C’è stato infatti un attacco DDoS da parte del team Anonymous al sito del Governo Italiano (www.governo.it).

Qui di seguito il loro comunicato:

COMUNICATO ANONYMOUS ITALY

All’attenzione dei cittadini del mondo:

La rete si è mossa per riempire il vuoto lasciato dai media tradizionali, fornendo ai cittadini le informazioni necessarie per spingere i loro governi a rendergli atto. Noi condividiamo la responsabilità di difendere le libertà fondamentali dell’uomo. Ora è tempo di reagire e Anonymous sarà sempre presente in quei luoghi in cui queste libertà vengono meno.

La situazione politica ed economica in Italia è diventata insostenibile.

Il Governo italiano ha tra le sue priorità quelle di censurare il web, di rendere la giustizia uno strumento iniquo, di favorire la prostituzione (anche minorile), di praticare oscuri rapporti con la mafia, di corrompere e manipolare l’informazione per fini personali.

No, un governo così non sarà mai un governo appoggiato dai cittadini, dagli Anonymous.

Noi non amiamo la violenza, noi non vogliamo la guerra, noi non cerchiamo di creare disordini. Noi siamo i protettori umili e innumerevoli della libertà di parola, NOI siamo la massa critica.

Quando la libera circolazione delle informazioni viene messa in discussione, noi ci organizziamo e manifestiamo tutti insieme, facendoci sentire più che possiamo, al pari di un normale sciopero.

Cittadini del mondo, i governi stanno realizzando solo ora che possiamo fare molto se solo uniamo le nostre forze.

Noi, Anonymous, stiamo lavorando per la nostra libertà, per la vostra libertà, noi non ci arrenderemo mai.

Per troppo tempo ci hanno preso in giro con la parola Democrazia.

Per troppo tempo i politici mascherato i loro sporchi affari all’oscuro dai cittadini.

Per troppo tempo il governo ha avvelenato il nostro ambiente, lo stesso ambiente che verrà calpestato dai loro nipoti.

Per troppo tempo il governo ci ha tenuti divisi con ideologie di destra e sinistra.

Troppi sono stati i soprusi perpetrati dall’intera classe politica agli italiani che hanno visto un progressivo e costante degrado dei diritti e della dignità.

Noi, Anonymous, la massa critica, non siamo terroristi, siamo amici dei cittadini, perchè siamo cittadini. Noi siamo lo strumento della coscienza collettiva globale che si sta risvegliando.

Cittadini, unitevi alla nostra causa,

Noi siamo Anonymous

TU sei Anonymous

We do not forgive injustice

We do not forget Freedom

Expect us

“Merci” Silvio

Si è chiuso finalmente il romanzo fantascientifico di Alitalia. Con l’acquisto del 25% da parte di Air France-Klm, anche il tassello partner straniero trova la sua giusta collocazione e si può dire con certezza che oggi, 13 gennaio 2009 è nata la nuova Alitalia. Una vittoria mediatica di Berlusconi e dell’italianità? Niente affatto. Si è trattata di una clamorosa sconfitta e una svendita senza precedenti. E intanto i francesi ringraziano.

Nella giornata di ieri, la maggioranza le ha provate tutte per fare in modo che Air France non avesse la meglio. Letizia Moratti, sindaco di Milano, annunciava una fantomatica offerta da parte di Lufthansa all’ultimo momento. Berlusconi smentiva. Nel valzer degli annunci e delle smentite si è giunti fino alla definitiva partecipazione di Air France-Klm in serata per una somma vicino ai 320 milioni. Un accordo definito straordinario da parte del Presidente di Alitalia, Roberto Colaninno e per questo approvato all’unanimità da parte del consiglio di amministrazione. “La partnership – ha dichiarato Colaninno – garantirà un’assoluta autonomia gestionale di Alitalia rispetto ad Air France e si sviluppa su tre contratti: il primo sull’investimento; il secondo sulle modifiche statutarie conseguenti all’entrata di Air France con Alitalia e il terzo è l’accordo industriale”.

È sembrato un clamoroso successo per la politica dell’italianità proposta dal governo: è stata confermata la priorità strategica di Malpensa, a condizione della riorganizzazione del suo sistema aeroportuale, garantito l’asse Roma-Milano con la trasformazione di Linate in “city airport” specializzato nella tratta tra le due città e e definito l’hub di Fiumicino come enclave strategico per le rotte nel Mediterraneo, Sud America e Estremo Oriente.

Ma se si analizzano bene tutte le singoli vicissitudini che hanno portato all’accordo attuale si vede chiaramente come Alitalia sia stata svenduta. E i francesi lo confermano.

“Merci Silvio” è il titolo dell’editoriale di François Vidal per Les Echos in cui si legge chiaramente come sia stato Jean-Cyrill Spinetta, presidente di Air France-Klm, il vero vincitore nell’acquisto del 25% di Alitalia. Con la compagnia italiana, Air France-Klm si è assicurata il quinto mercato aereo europeo e uno tra i più redditizi con più di 24 milioni di passeggeri, undici dei quali sono viaggiatori internazionali. L’obbiettivo strategico non era, e non è, Malpensa ma Roma per creare un asse di hub complementari con Parigi “Charles De Gaulle” e Amsterdam “Schipol”.

Con la partnership in Alitalia, il colosso franco-olandese ha messo in scacco sia i rivali tedeschi di Lufthansa che, sebbene non abbiamo mai presentato un’offerta per l’acquisto di Alitalia, avrebbero visto con favore la creazione della dorsale Berlino-Vienna- Milano, sia quelli inglesi di British Airways tuttora in difficoltà con la conclusione della alleanza con gli spagnoli di Iberia.

I cugini d’oltralpe hanno rimarcato la nota più lieta per loro e difficile da digerire per noi. Grazie a Silvio Berlusconi la compagnia aerea francese ha fatto un grande affare a non comprare Alitalia per 1,5 miliardi nell’aprile del 2008. Il nostro premier ha fatto in modo che Air France potesse acquisire una società risanata e riorganizzata e non quella che perdeva un milione al giorno. E tutto questo ad un prezzo altamente concorrenziale, ossia 320 milioni che non sono affatto uno sproposito viste anche le buone prospettive future. E a questo va aggiunto il fatto che Air France non si dovrà accollare il problema delle casse integrazione e degli esuberi del personale. Insomma un vero regalo!!!

Insomma è stato un successo per Cai, per il governo e per Air France. Un fallimento per i cittadini italiani che pagheranno i 3 miliardi di debiti della vecchia compagnia aerea. Ma poco importa agli occhi di questo governo che guarda solo i propri interessi.

L’avviamento della nuova Alitalia sembra sia stata buono nonostante qualche di disagio a Linate e Malpensa e la cancellazione di alcuni voli. Restano le polemiche con i dipendenti e i loro sindacati che ieri hanno manifestato mettendo in atto un simbolico funerale per celebrare l’ultimo giorno di operatività della ex compagnia di bandiera e salutare il decollo di Cai. 

La posizione del Partito Democratico è rimasta ferma e costante durante tutto il teatrino messo in scena dal governo. Per Massimo D’Alema l’accordo definitivo con Air France e l’intera vicenda Alitalia “è stato un tipico imbroglio”. “Berlusconi ne ha fatto una bandiera elettorale e alla fine si è arrivati all’unica soluzione ragionevole – ha chiarito D’Alema – cioè che nel giro di qualche anno ci sarà una fusione tra Alitalia e Air France così come aveva individuato Prodi. La differenza, è che i francesi non pagheranno la fusione perché il costo dell’operazione è stato già scaricato sui cittadini italiani”. 

“Come volevasi dimostrare, si chiude una vicenda scandalosa che rasenta l’imbroglio”. E’ quanto ha dichiarato il ministro ombra delle Infrastrutture, Andrea Martella, a proposito dell’ok di Cai ad Air France. “I cittadini pagano più di 3 miliardi, le tariffe aumentano e c’è meno occupazione. Un risultato disastroso il cui responsabile è Silvio Berlusconi”.

“Una presa in giro durata fino all’ultimo – ha concluso il deputato del PD – con la disputa all’interno della maggioranza e gli annunci di altre offerte inesistenti. Formigoni e Moratti sono stati trattati a pesci in faccia, ne traggano le conseguenze”.

Per Cesare Damiano, viceministro ombra del Lavoro, “l’italianità a termine della nostra compagnia di bandiera, perché fra quattro anni Alitalia sarà venduta, è costata quasi 4 miliardi di euro alle famiglie italiane facendo, inoltre, pagare un duro prezzo occupazionale in un momento di crisi economica. Un danno ed una presa in giro per il paese ed i cittadini. La Francia ci ha addirittura ringraziato per il regalo fatto dal governo Berlusconi. Al paese restano i debiti, un conflitto tra Malpensa e Fiumicino e le tratte Milano-Roma, comparativamente le più care di Europa e un accordo siglato dai sindacati confederale, che, nonostante l’ultimatum e la fretta di concludere del ministro Sacconi, si dimostra di difficile gestione e si trascina da mesi. Cosa pensa di fare il Governo? Di fronte a tutto ciò è necessario che l’esecutivo informi il parlamento.