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Denunciò usurai e camorra, finisce sul lastrico

ANTONIO SALVATI – La Stampa

Si tocca la spalla e con un sorriso dice: «Questa catena pesa un po’». Roberto Battaglia ha 40 anni e uno spirito da fare invidia: da dieci anni combatte contro le banche, gli usurai, gli estorsori del clan dei Casalesi e un sistema giudiziario che neanche Kafka sarebbe in grado di descrivere. Eppure non è vinto. Anche se martedì verranno vendute all’asta la sua casa, quella della sorella e la sua azienda agricola. Per questo ieri si è incatenato davanti alla Prefettura di Caserta.

I creditori, banche soprattutto, si sono rivolti a un giudice per vedere onorato un loro sacrosanto diritto. Battaglia aveva chiesto tempo: qualche anno fa avuto il coraggio di denunciare e fare arrestare gli esattori della camorra (uno di questi è Luigi Schiavone, cugino del capo dei Casalesi Francesco Schiavone detto «Sandokan») e per questo ha avuto accesso ad un prestito, 600mila euro circa, garantito dal Commissariato nazionale antiracket. La notizia della concessione di quel mutuo gli è arrivata il 24 dicembre, in tempo per festeggiare. Tre, quattro mesi e i soldi sarebbero stati materialmente disponibili. Ma è proprio questo che gli viene negato, il tempo. Il giudice esecutore del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto due giorni fa la richiesta di una dilazione.

Un rifiuto provvisorio però, visto che l’udienza per la decisione definitiva è stata fissata per l’8 aprile prossimo. Sì, proprio così. Due mesi dopo la vendita dei beni all’asta. «E nel caso il giudice sospendesse la procedura, sarà difficile recuperare i beni acquistati da un terzo in buona fede», spiega l’avvocato Gianluca Giordano che assiste l’imprenditore. Questa è la situazione: da una parte lo Stato che lo ha difeso e ha arrestato i suoi aguzzini («Per me l’Arma dei carabinieri è una seconda famiglia», dice), dall’altra lo Stato che venderà i suoi beni per soddisfare i creditori. In mezzo c’è lui che non si rassegna: «Ho fiducia nella giustizia, anzi incoraggio tutti gli imprenditori vittime di usurai e estorsori a denunciare subito le angherie subite. – dice – Il modello Caserta? Funziona davvero, Maroni è stato davvero bravo. Però se mi tolgono tutto, i soldi allo Stato come li restituisco? Per questo mi sono appellato anche a Berlusconi, un imprenditore come me». «Il mutuo a Battaglia è stato già riconosciuto – spiega il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano – Si è ora in attesa del piano di impiego di questa somma che è un presupposto perché possa essere erogata».

Ma qui c’è un altro intoppo. La lista dei creditori non è stata ancora stilata perché tra quei crediti ce n’è uno che non è veritiero. O almeno questo è quello che ha stabilito un perito della procura. «Una fideiussione bancaria – rivela l’avvocato Giordano – per circa 150mila euro che riporta una firma falsa di Battaglia. Lo abbiamo detto al giudice ma non ci ha ascoltato». Un giallo dunque. «Ogni istituzione ha la sua parte da recitare – conclude Mantovano – se il Governo intervenisse l’autorità giudiziaria protesterebbe». Ma la storia di questo uomo testardo non è finita qui: due mesi fa Battaglia è stato avvicinato da un emissario della camorra che gli ha chiesto del denaro offrendosi di bloccare l’asta dei suoi beni. «Se ci dai il 10% del valore degli immobili noi non facciamo avvicinare nessuno» avrebbe detto. Lui non ha abboccato ed ha denunciato tutto ai carabinieri. Ieri sul tardi l’imprenditore-coraggio ha lasciato il suo presidio. «L’ho fatto perché dalla Prefettura – spiega – mi è stato chiesto un atto di fiducia verso le istituzioni. Così sono andato via». Ma lei ci crede ancora? «Sì – risponde – lo Stato per me merita ancora fiducia».

Cosentino, la Giunta della Camera respinge la richiesta di arresto

La maggioranza ha votato compatta, mentre nell’opposizione ci sono stati alcuni distinguo. Il Pd ha votato a favore della richiesta di custodia cautelare, ad eccezione dell’esponente radicale Maurizio Turco che si è astenuto e che presenterà una relazione di minoranza in aula. Si è detto contrario alla richiesta di arresto per Cosentino, ma con motivazioni diverse da quelle di Pdl e Lega. Nell’Udc un voto a favore dell’arresto, quello di Pierluigi Mantini, mentre contrario si è dichiarato in sede di voto il suo collega di partito Domenico Zinzi. Alla votazione ha partecipato anche il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, favorevole alla richiesta avanzata dai magistrati campani.

La proposta della Giunta sarà al vaglio dell’assemblea di Montecitorio e dovrebbe approdare in aula entro il 10 dicembre prossimo. Oltre a quella di Maurizio Turco, saranno tre le relazioni di minoranza, che si affiancheranno a quella di maggioranza: una rappresenterà l’esponente dell’Italia dei valori Federico Palomba, la seconda sarà quella dell’Udc Mantini, la terza quella della componente del Pd della Giunta, Marilena Samperi.

In aula, spiega Turco, “riproporrò la requisitoria sulle mancate indagini in merito alle parole degli accusatori del collega Cosentino e sul clan campano della associazione per delinquere denominata partitocrazia”.

Per amore del mio popolo

Quindici anni fa, a Casal di Principe, nella sua chiesa, veniva ucciso Don Peppino Diana. Non ci sono parole per spiegare e raccontare questa atrocità, se volete leggete l’articolo di Repubblica di ieri, io condivido con voi, le sue parole:

 

Siamo preoccupati

Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.

Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”.

Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che é la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.

La Camorra

La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.

I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.

Precise responsabilità politiche

E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.

La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.

Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.

Impegno dei cristiani

Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.

Dio ci chiama ad essere profeti.

- Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);

- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);

- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);

- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)

Coscienti che “il nostro aiuto é nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che é la fonte della nostra Speranza.

NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO

Appello

Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”

Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa;

Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26).

Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”. 

Forania di Casal di Principe (Parrocchie: San Nicola di Bari, S.S. Salvatore, Spirito Santo – Casal di Principe; Santa Croce e M.S.S. Annunziata – San Cipriano d’Aversa; Santa Croce – Casapesenna; M. S.S. Assunta – Villa Literno; M.S.S. Assunta – Villa di Briano; SANTUARIO DI M.SS. DI BRIANO )

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