Articoli con tag decreto pisanu

L’Italie de Berlusconi, un pays en voie de barbarisation

Tornando al nostro decreto pisanu, per chi conosce il Francese,  copio parte di un articolo uscito oggi su Liberation:

Même régression au niveau informatique. Sait-on qu’en raison du décret Pisanu la connexion wireless à Internet dans un lieu public, un aéroport ou un cybercafé est soumise à la présentation d’une carte d’identité ? Que les crédits pour le développement du haut débit sont gelés depuis 2008, que du côté de la majorité, des voix se lèvent pour demander le contrôle de social networks tels que Facebook? Que des pétitions sont signées partout, demandant au gouvernement d’«émanciper Internet» de normes législatives pénalisant le futur du pays, lequel, pour l’accès à la Toile, est déjà «arriéré et sous-développé par rapport au reste de l’Europe» ? Il est vrai que Berlusconi est homme de télévision old style, pour qui Internet est dangereux, parce que «liquide», incontrôlable – et hors de son empire.

L’articolo intero, lo trovate QUI

Cambiare per non cambiare

E’ bastato cambiare un numero, per non cambiare niente, infatti, è bastato cambiare l’anno di scadenza da 2009 a 2010 per non far decarede il decreto Pisanu contro il quale, tanto ci siamo battuti. Peccato, si è persa un’altra occasione buona per fare qualcosa di utile. Certe volte, mi chiedo se in Italia, potrà mai cambiare qualcosa. La risposta che mi devo dare è SI.

Vabbè, cari 100, si continua!

Raffaele Bianco e la carta dei Cento per un salto in avanti sul tema digitale

Gianluca Dettori – Nòva100

Ho aderito anch’io all’iniziativa della carta dei Cento per il libero Wifi, iniziativa che haRaffaele Bianco, Guido Scorza e Sergio Maistrello tra i promotori. Raffaele è consigliere comunale presso il comune di Grugliasco, in quella Torino che spesso è laboratorio di un futuro che in Italia stenta ad affermarsi.

“La carta dei Cento nasce dall’esigenza di un salto in avanti sul tema digitale.” Mi dice Raffaele. “Ad oggi, gli altri paesi europei ci hanno staccato di molto: tra quelli del nostro calibro siamo gli ultimi.”

Il Decreto Pisanu scadrà il 31 Dicembre e Pisanu stesso, con grande onestà intellettuale, ha affermato che “da un lato le esigenze di sicurezza sono nel frattempo mutate e, dall’altro, l’accesso ad internet – come agli altri benefici dello sviluppo tecnologico – deve essere facilitato». Si trattò di un provvedimento preso nelle more di una situazione molto particolare e passato poi nel tempo tra i vari governi sia di centrodestra che di centrosinistra. I cento hanno chiesto il non rinnovo del Decreto ma soprattutto che si aprisse in Italia un serio e fattivo dibattito sul tema del digitale e del futuro che l’Italia potrebbe giocare nei campi dell’innovazione.

“La nostra, è un’iniziativa bipartisan, anche perchè guarda al bene dell’intero Paese, senza distinzioni di credo politico. Chiunque gioverebbe da una revisione della norma, dall’operaio all’imprenditore, dallo studente al pensionato!”

L’Onorevole Cassinelli del PdL, sta lavorando pure lui per semplificare la norma, annullando ogni tipo di obbligo d’identificazione dell’utente, considerando la necessità di identificazione come l’eccezione che potrà avere luogo solo in ipotesi limitate e stabilite dal Ministro dell’interno. La questione quindi è in mano a Maroni, vedremo nei prossimi giorni cosa succederà.

“Purtroppo il mio giudizio sull’operato del governo in materia digitale – web, non è favorevole, si prendono sempre e solo iniziative di pancia. Internet è patrimonio dell’umanità, non basta garantire la libertà solo a parole oppure inserendo questo termine nel nome del proprio partito. Quelli a cui assistiamo oggi, sono dei veri e propri attacchi alla libertà di espressione e di conoscenza. La censura non è ammissibile in nessuna maniera, Ognuno deve essere responsabile di ciò che dice, scrive e pubblica, ma non si può impedire ad una persona di esprimersi.

Se l’iniziativa avrà successo e le modifiche andranno in porto, forse il prossimo anno potremo cominciare a vedere un più rapido sviluppo del wifi e magari le prime iniziative di reti cittadine, aperte gratuite anche in Italia. Mi piacerebbe augurarlo alla città di Grugliasco, ma c’è ancora molto da fare. Se il Decreto decadrà o verrà modificato in modo favorevole saremo solo al punto di inizio per recuperare un gap tecnologico di diversi anni.

“Sul tema del digitale, siamo ancora tanto indietro, Grugliasco compresa. Gli uffici tecnici sono arretrati, la formazione dei dipendenti, dei dirigenti, è spesso inadeguata. A Grugliasco ad esempio, durante gli scavi per i lavori del teleriscaldamento, è stata fatta passare una canalina contenente fibra ottica sotto tutta la città. Ad oggi quella fibra è ancora li, inutilizzata e non ho nemmeno ancora visto progetti di utlizzo. La città che vorrei vedere io, è un posto dove gli studenti, possano andare al parco e connettersi liberamente, dove l’informazione è alla portata di tutti, dove la conoscenza sia il più condivisa possibile”.

Buon 2010 a tutti. Internet è un patrimonio di tutti ed è un nostro diritto e merita la candidatura al Nobel per la pace: www.internetforpeace.org


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