il patto generazionale normalmente straordinario

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LE NOVE PROPOSTE DEL PATTO GENERAZIONALE DEL PIEMONTE
sottoscritto da Mercedes Bresso e Pierluigi Bersani
1) IO RISPARMIO.
Abolizione della liquidazione per i Consiglieri Regionali
• meno 5 milioni di euro di costo della politica
• piú 5 milioni di euro anti-crisi per universitari e precari
Noi sosteniamo la politica che risparmia.
2) IO STUDIO.
Sostegno Regionale agli Atenei con tasse piú eque
• NO al modello delle fasce rigide, in cui chi ha di meno paga di piú
• SI ad una tassa personalizzata: ognuno paga secondo il suo ISEE
Premiare il merito é possibile solo se tutti hanno le stesse condizioni di partenza.
3) IO PRECARIO.
Riduzione dellIRAP per le imprese che assumono:
• under 35 a tempo indeterminato
• neo laureati, ricercatori, dottori di ricerca
Incentiviamo il lavoro stabile e valorizziamo le competenze.
4) IO INSIEME.
Diritto alla casa per giovani coppie e nuove famiglie
+ micro-asili nido e progetti di conciliazione famiglia-lavoro
+ 2.000 nuovi appartamenti per coppie under 35 entro il 2015
Promuoviamo la natalitá e il mix sociale nelledilizia popolare.
5) IO CONSUMO.
Stimoli e incentivi per chi ha unattivitá e uno stile di vita sostenibili
• abitazioni e aziende in grado di risparmiare e produrre energia pulita
• diffondere trasporti pubblici ecologici per spostarsi senza inquinare
Riduciamo le polveri sottili e linquinamento
delle acque sul nostro territorio.
6) IO UNIVERSITARIO.
Vivere in un Piemonte a misura di studente
• in 5 anni di giunta Bresso: 1200 posti letto
• 1000 nuovi posti entro il 2015, in collegi e appartamenti
Servizi e diritto allo studio per tutti.
7) IO INNOVO.
La Rete come strumento di aggregazione e sviluppo
• sostegno allacquisto di computer dotati di wi-fi per i giovani
• accesso wi-fi pubblico nelle piazze e nei parchi cittadini
Investiamo sulla connettivitá mobile come infrastruttura sociale.
8) IO VIAGGIO.
Interventi mirati sulla qualitá del trasporto ferroviario
anche coinvolgendo nuove aziende.
• sconti sugli abbonamenti per i pendolari in tutto il Piemonte
• tariffe agevolate per gli under 35 verso tutte le capitali europee
Rispettiamo il tempo di tutti e crediamo nel viaggio come momento di crescita.
9) IO FACCIO CULTURA.
Bando di rimborso delle spese SIAE per gli eventi di artisti emergenti
+ 100 mila euro di rimborsi allanno
= 2 mila concerti gratis in piú in Piemonte in 5 anni
Sosteniamo i giovani che fanno Cultura.

IL PERICOLO LEGA E LE OCCASIONI SPRECATE DAL PD

«Noi dobbiamo bandire dalle nostre file ogni ideologia fiacca e sterile. Tutti i punti di vista che sopravvalutano la forza del nemico e sottovalutano la forza del popolo sono errati» (Citazioni dalle opere del presidente Mao Tse Tung)

Ettore Boffano – Repubblica

L´ultima puntata di “Annozero” ha dimostrato che è possibile, avendo capacità comunicative e intelligenza, non solo ribattere alle tesi di Roberto Cota, ma addirittura mettere alle corde l´essenza stessa delle posizioni del Carroccio e della sua presunta “rappresentatività” del sentire più profondo e istintivo del Nord.

Singolarmente, in quell´occasione, il compito di contrastare il capogruppo della Lega alla Camera non è toccato a un esponente politico del centrosinistra, ma a un giornalista: Gad Lerner. Un Lerner che, senza mai rinunciare durante l´intera puntata della trasmissione di Michele Santoro a fare (e bene) soprattutto il suo mestiere (quello appunto del giornalista), ha saputo far emergere tutte le contraddizioni e le negatività del Cota-pensiero.

La qualifica professionale di Lerner, però, non impedisce di pensare che questa missione di smascheramento dell´evidente pericolo per il Piemonte di una deriva leghista, con il voto delle prossime regionali, possa e debba essere la vera questione dell´imminente campagna elettorale del centrosinistra piemontese. E perché, se una simile impresa è riuscita a un giornalista, non può essere un politico ad assumersi questo compito?

La questione leghista, le posizioni del partito di Bossi soprattutto sui problemi dell´immigrazione e della sicurezza (che ogni giorno inducono alla protesta e alla contestazione persino la chiesa di Ratzinger) costituiscono infatti per Mercedes Bresso e per il centrosinistra piemontese la vera chiave di volta della sfida regionale. Su questo tema (unito alla prossima e inevitabile caratterizzazione nazionale del voto: un referendum pro o contro Berlusconi) si giocheranno nelle prossime settimane le condizioni perché il presidente uscente del Piemonte possa non solo recuperare il distacco che divide il suo schieramento da quello avversario (i sondaggi parlano quasi tutti di un vantaggio del centrodestra tra i 5 e i 6 punti di percentuale), ma addirittura recuperare una parte del proprio consenso personale in quegli ambienti del mondo cattolico e della moderazione sociale che (nella stessa Torino) hanno visto con sfavore il modo con il quale il Pd si è adagiato sulla sua ricandidatura.

Ciò che il leghismo rappresenta, in campo sociale e di organizzazione della società (ma anche in termini di subordinazione del Piemonte, in caso di vittoria di Cota, al modello e alle egemonie della Lombardia) può diventare il volano di un orgoglio regionale (la piemontesità intesa come pacatezza e rigore contrapposti al “bauscismo” di Bossi e dei suoi) e di una chiamata alle armi dell´identità della sinistra subalpina capaci di incidere sui rapporti di forza della prossima contesa elettorale.

Ed è in questa chiave che si deve considerare come un´occasione sprecata, quando ormai il no di Sergio Chiamparino appare irrevocabile, la proposta di far guidare le liste del Pd in Piemonte dal sindaco di Torino e da altri autorevoli esponenti delle amministrazioni locali piemontesi. Escogitata con altri scopi (alcuni dei quali mai dichiarati perché indichiarabili) da alcuni dilettanti della politica, gestita con molta approssimazione dal segretario regionale Pd Gianfranco Morgando e fatta trapelare con troppa superficialità sia da chi la condivideva che da chi la avversava, essa invece avrebbe potuto diventare il simbolo di una battaglia contro il leghismo e contro la subordinazione del Pdl subalpino alla rendita di posizione del partito di Bossi. A patto che la proposta fosse subito presentata per il suo indubbio valore politico (la difesa della diversità piemontese rispetto all´onda lunga della Lega Nord e la presa d´atto di ciò che personaggi come Chiamparino rappresentano per il centrosinistra locale e italiano) e dall´immediata precisazione che le candidature dei primi cittadini e dei presidenti di Provincia restava legata solo a una disponibilità di “servizio”, senza alcuna conseguenza per la stabilità delle amministrazioni coinvolte.

Così non è stato, mentre lo slogan di «Chiamparino capolista» veniva affossato dalla sensazione che esso volesse solo coprire un espediente elettorale e dalle argomentazioni un po´ provinciali e un po´ gianduiesche dei commentatori pronti a ripetere il solito ritornello del «sindaco che non può tradire il mandato dei cittadini». A questo punto e in quelle condizioni, bene ha fatto il sindaco di Torino a rifiutare la proposta. Resta aperta invece la questione della battaglia contro il pericolo leghista e rimane in piedi la possibilità che il confronto di questi giorni abbia indicato, soprattutto al Pd, la necessità di un´unità di intenti determinante in vista della campagna elettorale.

Bene / Male settimanale

Ebbene, questa settimana ho saltato volontariamente la rubrica bene / male settimanale per esprimere due pareri, uno positivo ed uno negativo. Lo faccio perchè voglio approfondire bene il tema, che trovo parecchio importante, più di quanto possa trovarlo interessante.

BENE

Mercedes Bresso: in tutto questo rincorrersi di dichiarazioni, veti, tar e quanto più scandaloso esista, lei prende una decisione forte, valida ed umana. 

Eluana è una una ragazza nata a Lecco nel 1970 entrata in coma nel 1992 a seguito di un incidente stradale ed ora in stato vegetativo persistente.

Con decreto del 9 luglio 2008, la Corte d’Appello Civile di Milano ha autorizzato il padre Beppino Englaro, in qualità di tutore, ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata che mantiene in vita la figlia Eluana.

In merito si sono espressi tutti, ma dico proprio tutti, nel bene o nel male. Citazioni degne di nota sono quelle di Marco Pannella che, ricorda come addirittura il Papa Giovanni Paolo II, poche ore prima della morte disse: “Lasciatemi tornare al Padre”, argomentando che se si fossero usate un decimo delle “cure” imposte nel caso Englaro per il Pontefice egli sarebbe ancora vivo. Anche Cacciari ha detto una cosa interessante, dichiarando: “Nella sua tragicità mi pare che quello di Eluana sia un caso esemplare di accanimento terapeutico, cosa che la Chiesa ha sempre condannato e quindi non vedo che tipo di problemi possa suscitare, credo che la Chiesa sbagli profondamente visto che non ha mai condiviso l’accanimento terapeutico e nel caso di Eluana non si può certo parlare di eutanasia o di eugenetica che sono tematiche ben più complesse”. Resta il fatto che la legge, “autorizza” Eluana a morire, passando sicuramente a miglior vita! Che succede? Arriva un figo, il ministro Sacconi che circa un mese fa emana un atto d’indirizzo che vieta, alle strutture sanitarie pubbliche e quelle private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale, l’interruzione dell’idratazione e alimentazione forzate con la minaccia di escludere queste strutture dallo stesso.

Tutto questo cosa centra con Bresso? 

Centra, perchè finalmente, in Italia, una persona, una donna, un presidente di regione, decide di andare contro tutto questo populismo, questa indifferenza al dolore, contro i veti/voti della chiesa cattolica. Mercedes Bresso dichiara la disponibilità ad accogliere la ragazza in coma in una struttura piemontese, apriti cielo. I Tamarri, quelli con al collo croci d’oro, sono contrari, non ho ancora capito il perchè, la classe politica, ipocrita anche, però un grande movimento di persone semplici sono favorevoli. Sono quelle le persone che vanno ascoltate, sono loro che fanno la differenza, non politici incravattati che non conoscono la sofferenza, non preti con il motto: Fate ciò che dico non ciò che faccio!

Quello di Bresso, non è uno spot elettorale, bensì un atto di umanità, solo chi è vicino queste persone può capire come ci si sente. In merito vi consiglio la lettura di una lettera ricevuta da un mio amico parlamentare che trovate QUI.

Basta con questi formalismi da talebani, basta con il fondamentalismo, basta con l’ipocrisia. L’Italia non è una repubblica di ayatollah!!

MALE

Tutti quelli che si sono opposti alla sua scelta, tutti quelli che anzichè abbracciare la povera ragazza in coma da 17 anni, hanno abbracciato un crocifisso ed una politica senza alcuna prospettiva e senza una vera uscita!