<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title> &#187; turismo</title>
	<atom:link href="http://www.raffaelebianco.net/wordpress/archives/tag/turismo/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.raffaelebianco.net/wordpress</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 19:58:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Turisti non per caso “Torino ha charme”</title>
		<link>http://www.raffaelebianco.net/wordpress/archives/918</link>
		<comments>http://www.raffaelebianco.net/wordpress/archives/918#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 15:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele</dc:creator>
				<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raffaelebianco.net/wordpress/?p=918</guid>
		<description><![CDATA[MONICA PEROSINO &#8211; LaStampa C&#8217;è stato un tempo in cui se chiedevi a uno straniero dove fosse Torino era tanto che sapesse che era una città italiana. Da qualche anno non è neanche più necessario spiegare che sta più o meno vicino a Milano. I riflettori olimpici si sono accesi e, dal 2006 a oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">MONICA PEROSINO &#8211; LaStampa<br />
C&#8217;è stato un tempo in cui se chiedevi a uno straniero dove fosse Torino era tanto che sapesse che era una città italiana. Da qualche anno non è neanche più necessario spiegare che sta più o meno vicino a Milano. I riflettori olimpici si sono accesi e, dal 2006 a oggi, assicurano gli addetti ai lavori, la luce non ha smesso di illuminare la città.<br />
Il dibattito sull&#8217;impatto &#8211; positivo e negativo &#8211; dei grandi eventi sull&#8217;economia delle città ospitanti è aperto e le opinioni sono spesso contrastanti. Su un punto sono tutti d&#8217;accordo: il principale beneficiario dei grandi eventi è il turismo. L&#8217;unico che può lasciare da parte querelle legali, polemiche ambientali e rischio abbandono dell&#8217;eredità dei Giochi.<br />
L&#8217;eredità<br />
Le Olimpiadi hanno dato prova di svolgere un ruolo significativo nell&#8217;influenzare le decisioni riguardo alle destinazioni dei movimenti turistici. In pochi anni la presenza di turisti in città è aumentata del 65%, la ricaduta economica dell&#8217;«indotto» &#8211; tra musei, trasporti, alberghi, ristoranti, shopping &#8211; è balzato da 20 milioni di euro l&#8217;anno del 2000 ai 162 milioni di euro attuali. Gli alberghi sono pieni, i voli da e per Caselle pure, i musei presi d&#8217;assalto.<br />
E l&#8217;immagine di Torino è risalita, da quando gli italiani hanno scoperto che la città è molto bella. Una scoperta che, dopo, hanno fatto anche i torinesi. Anche se ancora oggi si stupiscono di trovare sul sito del colosso mondiale del turismo Last Minute pacchetti per visitare la «meravigliosa Torino».<br />
La svolta<br />
La svolta simbolica sono state le Olimpiadi. Anche se il cammino è iniziato ben prima del 2006. La ricetta è stata quella della rete: mettere insieme offerta culturale, ricettività, proposte e accoglienza. «Il processo si è iniziato già dal 1998 &#8211; spiega l&#8217;assessore comunale al Turismo Alessandro Altamura &#8211; con la creazione di Turismo Torino, e in tempi più recenti con l&#8217;unificazione delle Atl. Il circolo virtuoso e vincente è stato innescato dal recupero museale, dalla creazione delle infrastrutture, dal rafforzamento della rete di proposte che hanno messo in rete cultura, ricchezza paesaggistica, enogastronomia».<br />
La fase di calo del 2007<br />
Neppure il fisiologico calo post Giochi &#8211; dovuto alla saturazione d&#8217;immagine e alla diminuzione d&#8217;interesse &#8211; che si è abbattuto senza eccezioni su tutte le città ospiti è stato violento. «Anche gli alberghi hanno tenuto benissimo &#8211; spiega Maurizio Baldini, direttore di Federalberghi Torino -. Le Olimpiadi hanno fatto la differenza, ma non è stato l&#8217;unico fattore. La città è cambiata, ha cambiato tipo di economia. Una volta si veniva a Torino in prevalenza per affari, ora abbiamo cambiato clientela. Arrivano turisti &#8220;veri&#8221;».<br />
Nonostante due chiusure eccellenti, il Turin e il Nazionale, il settore è fiorente: «Si aprono molti più alberghi di quanti se ne chiudano».<br />
Il consolidamento<br />
Se è vero che la tendenza era positiva già da qualche anno, i numeri fino al 2006 non erano clamorosi: «Le Olimpiadi hanno cambiato tutto &#8211; spiega Livio Besso Cordero, presidente di Turismo Torino &#8211; e ora Live Nation porterà grandi spettacoli, nomi internazionali della cultura, concerti che saranno il traino della reale riconversione della città, con un&#8217;attività consolidata e costante nel tempo. Il turismo leisure è uno dei pochi settori in cui vale veramente la pena investire. Torino non sarà mai una città solamente turistica, ma non è più solo industriale».<br />
Gli ultimi dati registrano un aumento degli arrivi dei turisti, mentre le presenze sarebbero in calo: «È un segnale importante in un momento di crisi &#8211; aggiunge Besso Cordero -. I turisti continuano ad arrivare, ma invece di fermarsi quattro giorni si fermano due. Scelgono comunque di venire qui».<br />
Il passaparola<br />
Gli effetti positivi dell&#8217;esposizione mediatica hanno le gambe lunghe: «Dopo i Giochi &#8211; dice Marco Righetti, esperto di comunicazione turistica &#8211; si è iniziato un processo inesorabile: le persone che sono state qui per le Olimpiadi hanno iniziato a raccontare della bellezza della città, le immagini che scorrevano sugli schermi di mezzo mondo hanno incuriosito e stupito. Ora siamo arrivati al culmine: durante il ponte dell&#8217;Immacolata a Torino non si trovava una camera libera». Gli addetti ai lavori raccontano il cambiamento come un salto dal business al leisure, dal turismo d&#8217;affari al turismo di piacere: «Una volta gli alberghi ad agosto chiudevano e durante i weekend c&#8217;erano meno clienti che in settimana, ora è il contrario».<br />
Il marchio Torino<br />
Non serve essere grandi osservatori per vedere che qualcosa è cambiato, anche se sono i torinesi a essersene accorti per ultimi: «Intanto, ormai il marchio Torino &#8211; dice Marco Righetti &#8211; ha conquistato un posto di rilievo nel panorama internazionale».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raffaelebianco.net/wordpress/archives/918/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

