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Obama, 18 miliardi di dollari per portare il wifi a tutti

Giovedì, durante il suo discorso alla Northern Michigan University di Marquette nel Michigan, il presidente Obama ha presentato la National Wireless Initiative. Ovvero un piano straordinario dell’amministrazione USA che prevede 18 miliardi di dollari di investimenti per potenziare la rete wireless e consentire l’accesso al 98% dei cittadini americani: 5 miliardi per lo sviluppo della rete 4G, 3 miliardi per la ricerca sulle reti senza fili e 10 miliardi per la realizzazione di una rete wi-fi nazionale per i servizi di emergenza, finanziati con la vendita delle frequenze libere.
I tratti essenziali sono spiegati da Austan Goolsbee, Chairman of the Council of Economic Advisers.

Visto così sembra facile no? Peccato che il nostro Paese, insieme alla Libia, sia il solo a non avere una strategia digitale.

Matteo Scurati su Lo Spazio della Politica spiega la necessità di una rivoluzione digitale che vada oltre l’Agenda Digitale.

via FabioMalagnino

A Grugliasco il pioniere del Wi-Fi libero

Sara Strippoli – Repubblica

«Immaginiamo di essere nel parco della nostra città, con un portatile o molto più semplicemente uno smartphone. Pensate a quanto potrebbe essere bello cercare una rete Wi-Fi e connettersi liberamente. Oggi questo non può succedere, perché il decreto Pisanu impone la registrazione tramite la raccolta dei dati personali». La libertà vista da un giovane di 28 anni è anche questo e con queste parole Raffaele Bianco, consigliere di Grugliasco del Pd e perito informatico ha lanciato in tutta Italia la Carta dei cento per il libero Wi-Fi, un appello di cui sono diventati testimonial politici piemontesi (lo firma anche la presidente della Regione Mercedes Bresso), giornalisti, imprenditori italiani. Fra le firme più conosciute Stefano Rodotà, Giovanna Zucconi, Gad Lerner, il filosofo Gianni Vattimo.

La Carta per il libero Wi-Fi parte dunque da Torino, ancora una volta città laboratorio di idee ed è arrivato da poco anche all´Anci giovani nazionale, l´associazione nazionale comuni italiani. «La rete WiFi libera, è un bene dell´umanità, senza alcuna bandiera – spiega Raffaele Bianco – non è né di destra né di sinistra, è di tutti. Se un sito web che offre servizi diventa raggiungibile facilmente, trae benefici chi ne usufruisce, ma anche chi mette li mette a disposizione». Nel Consiglio comunale di Torino un ordine del giorno è stato presentato insieme dal vicepresidente del Consiglio Michele Coppola del Pdl e da Enzo Lavolta, consigliere del Pd. E molti altri comuni in provincia di Torino e nel resto d´Italia hanno fatto lo stesso.

L´appello è stato scritto e sottoposto inizialmente all´attenzione di 100 professionisti del web, ma dopo una settimana è stato firmato da 5000 persone. Il decreto Pisanu, si spiega nella Carta dei cento, è una norma che obbliga tutti coloro che offrono Internet pubblicamente, per esempio un cyber-point, una università, un aeroporto, un locale a chiedere alla questura un´autorizzazione esplicita, ma soprattutto a chiedere ai clienti di identificarsi con una carta di identità. Questo strumento di identificazione che non esiste nella maggior parte dei Paesi nel mondo e può rappresentare un freno alla diffusione di web libero.

LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti. (altro…)

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