Avanti, possibilmente smettendo di prendere in giro gli italiani!

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Non riesco a festeggiare il proseguimento dei lavori per la TAV. Non riesco a divertirmi per le tante stupidaggini che i grillini stanno raccontando.

Sinceramente oggi di fronte alle dichiarazioni del premier Conte sulla necessità di realizzare la linea ad alta velocità Torino-Lione provo una strana sensazione, una sorta di scoramento e mi accade di ripercorrere tutti i momenti che hanno contraddistinto la battaglia per quest’opera che non rappresenta soltanto un collegamento ferroviario, ma un modo per non essere tagliati fuori da questa Europa che continua ad essere, con tutti i suoi problemi e con tutte le sue contraddizioni, l’unica speranza per costruire il nostro futuro, un futuro più giusto per tutti in cui il più debole potrà continuare ad avere un’opportunità per difendere i propri diritti.

Ho iniziato ad interessarmi e ad occuparmi di questa grande e fondamentale opera circa 15 anni fa.

Era il periodo in cui a nessuno interessava la Tav, quando era una specie di tabù e in pochi ci mettevano la faccia. Tuttavia, politicamente ero in buona compagnia. Con me c’era Stefano Esposito, c’era Sergio Chiamparino, c’era Antonio Saitta, c’era Paolo Foietta e pochi altri.

Era un tema divisivo. In molti si domandavano: “perché metterci la faccia?”
Talvolta penso ai litigi, agli “amici” persi per strada, ai rapporti conclusi, agli insulti, al fango buttato sulle persone, ai danni subiti, agli amici finiti sotto scorta, alle bugie raccontate al Paese, alle Forze dell’Ordine impiegate a tutela di un cantiere con il loro esorbitante costo e, purtroppo, anche alla gente che è stata ferita per difendere la realizzazione di una semplice opera pubblica.

A distanza di tanto tempo sono profondamente convinto che queste cose, sistematicamente organizzate, potevano essere evitate con il buon senso, con la voglia di dialogo, con il confronto corretto. Purtroppo sono nati movimenti che hanno, invece, deciso di cavalcare questa vicenda nel modo peggiore. Si sono insinuati nelle istituzioni personaggi che hanno fatto della menzogna e delle false notizie la propria bandiera, si è rapidamente imposto il trasformismo e chi un tempo scriveva libri per sostenere le ragioni del “NO” adesso è diventato un paladino di “SI” e viceversa. Strani tempi!

Bisogna essere sinceri, il progetto iniziale era veramente brutto, è stato migliorato e perfezionato nel corso del tempo da tutti coloro che hanno avuto voglia di sedersi al tavolo e discutere, in maniera costruttiva, da tutti coloro che hanno avanzato suggerimenti e studiato alternative.
Altri invece, hanno preferito cavalcare la protesta e banchettare con i violenti, con evidenti danni a tutto il tessuto sociale e culturale italiano.

Adesso, dopo mesi di stallo, i lavori finalmente riprenderanno, il conflitto sociale sarà superato (ma avrà lasciato brutte cicatrici) e spero una volta per tutte che si possa cambiare registro e lavorare seriamente per il proprio Paese. Possibilmente smettendo di prendere in giro gli italiani.

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