De Tomaso, niente soldi per la ricerca

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STEFANO PAROLA – Repubblica

Ora i 900 dipendenti della De Tomaso sanno quando torneranno in fabbrica: per i primi trecento di loro i corsi di formazione inizieranno il 30 marzo. Merito dei due milioni di euro che la Regione sbloccherà a fine mese, come annunciato ieri dall´assessore al Lavoro, Claudia Porchietto.

Il contraltare è che la stessa azienda dovrà fare a meno di 11,5 milioni per la ricerca. Li aveva promessi la vecchia amministrazione, ma ieri l´assessore allo Sviluppo Economico, Massimo Giordano, ha fatto sapere che non si farà carico «delle tante promesse elettorali che non si possono mantenere, con cui la giunta Bresso ha illuso il mondo del lavoro e dell´impresa».

La situazione dei corsi di formazione si è sbloccata ieri, durante l´incontro tra l´assessore al Lavoro, l´azienda e i sindacati. Claudia Porchietto ha annunciato che «tra una settimana uscirà un nostro bando per la formazione indirizzato alle Pmi piemontesi e quindi anche alla De Tomaso». Ed ha poi assicurato che «la capienza del bando dà all´azienda la garanzia di accedere ai fondi».

Così, nell´attesa che l´Ue sblocchi i fondi per la formazione (circa 20 milioni, che i manager dell´azienda danno per imminenti), lo stabilimento ex Pininfarina può avviare almeno la parte teorica dei corsi che serviranno agli addetti per imparare a produrre la nuova De Tomaso Deauville. «Ora dobbiamo definire il percorso nel dettaglio, ma una data di partenza c´è», ha spiegato il direttore del personale Claudio De Grate. Che ha confermato che «la produzione partirà in autunno». E che poi si è tolto un sassolino dalla scarpa: «Ci sono altre partite aperte con la Regione. Aspettiamo 11,5 milioni per progetti di ricerca. Rientrano in una serie di promesse che ci erano state fatte e delle quali, anche a causa del cambio di giunta, non abbiamo avuto riscontro». Parole che non sono piaciute a Massimo Giordano: «La Regione – ha replicato l´assessore allo Sviluppo – si impegna a sostenere una grande azienda come la De Tomaso, così come abbiamo fatto, fin dal giugno scorso, con molte altre aziende piemontesi. Ma degli 11,5 milioni di cui parla De Grate non abbiamo riscontro formale. Questa giunta non ha l´abitudine di procedere con accordi sottobanco». Insomma, dice Giordano, «siamo disponibili ad aiutare l´azienda, ma non a farci carico di promesse elettorali fatte da altri».

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