Differenze

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Ieri, una consigliera comunale di Grugliasco, ha deciso di lasciare il partito con il quale era stato eletto. Nel 2017, questa consigliera, era entrata in consiglio grazie alle 79 preferenze ottenute nella lista del Movimento 5 Stelle. Grazie alle preferenze ottenute, si piazzava al secondo posto degli eletti della sua lista che, in totale, aveva preso il 13,58% dei voti totali.
Nel PD, l’ultimo degli 11 eletti, entrava con 70 preferenze.
Ebbene, questa consigliera, annuncia di lasciare il Movimento 5 Stelle, pur mantenendo il posto in consiglio comunale, non specifica se cambia partito o rimane nel gruppo misto di minoranza, non dice altro, dice solo che, per rispetto dei cittadini che hanno scritto il suo nome sulla scheda elettorale, rimarrà in consiglio e continuerà a dare il suo contributo. Ad oggi, dopo nemmeno 24 ore, il post in questione ha già ottenuto quasi 200 commenti: quasi tutti insulti. Insulti da parte di militanti del Movimento 5 Stelle, gli stessi insulti che per anni hanno vomitato addosso agli elettori ed agli iscritti del Partito Democratico (col quale oggi hanno fatto un accordo di Governo).
Lasciare un partito o un movimento, non è mai una cosa facile, è un’operazione che avviene dopo un lungo e travagliato percorso mai semplice, che talvolta si rende indispensabile.
In tutto ciò, nell’osservare la cruda cattiveria vomitata addosso alla consigliera, non posso che apprezzare una ferma e netta presa di posizione dei consiglieri di maggioranza che la difendono commentando sotto questi commenti vergognosi e pieni di ignoranza.
In queste poche righe, c’è il motivo del mio essere contrario a questo accordo di governo.
Noi, non siamo come loro e quando dico loro, indico la comunità degli odiatori.

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