Il samurai disarmato

Posted by

Quando ho cominciato ad interessarmi dell’asse ferroviario Torino – Lione, in pochi se ne occupavano.
In tutta italia, con ogni probabilità, ci si poteva contare sulle dita di due mani.
Diciamoci la verità, il primo tracciato era veramente brutto e devastante per tutta la comunità valsusina. Una linea di righello che collegava Torino a Lione. Nel 2005 a capeggiare le polemica c’erano i sindaci della Val di Susa e le comunità popolari, quelle vere.
Da  allora ne sono cambiate di cose, il tracciato è stato modificato più e più volte ed anche il popolo che anima la protesta è cambiato, via i Sindaci, via la comunità popolare, largo ad anarchici (di tutta europa), violenti e produttori di fake news, largo a chi, per partito preso, nonostante sia cambiato il tracciato, non cambia idea.
Quanto procurato allarme è stato prodotto negli anni? E quante fake news abbiamo dovuto smentire? E l’amianto e l’uranio e la morte della val di susa, e l’abbattimento di milioni di case in val di susa, e la Francia non vuole la tav e basterebbe la linea storica e le merci da spostare non esistono e i costi sono altissimi, disperati, i notav, per rimanere vivi, hanno prodotto almeno una bufala al giorno. Ma noi, prontamente le abbiamo smentite tutte. Sempre.
Insomma, fino a pochissimo tempo fa era più facile dire NO che dire SI, era più semplice ed in qualche modo, era anche più “romantico”.
La macchina della comunicazione NOTAV era (e per certi versi lo è ancora) molto forte, capace di fare presa sui tanti che “condividono” senza verificare ed affascinare quella fascia di popolazione “radical chic” che a Torino è ancora oggi molto forte e diffusa. Pensatori, artisti, cantanti, scrittori, in tanti negli anni si sono sentiti in dovere di salire sul palco con un fazzoletto notav e quando gli chiedevi il motivo, nessuno ti rispondeva. Era solo affascinante da fare e tutti ti applaudivano.
La politica? La politica ha gestito male questa vicenda, anzi, malissimo, creando tanto odio, tanta violenza e giustificando l’ingiustificabile, contrapponendo le due fazioni fino all’esasperazione. Chi più e chi meno, quasi tutti hanno cavalcato la protesta contro l’opera, da destra a sinistra, PD compreso.
Il PD merita un capitolo a parte in questa discussione, tanti, troppi hanno taciuto negli anni o peggio si sono lasciati andare a dichiarazioni imbarazzanti  sminuendo il lavoro dei Governi ed accarezzando dolcemente i contrari all’opera. Qualche parlamentare, qualche consigliere regionale, molti amministratori. Alcuni di questi hanno pure avuto il coraggio di scendere in piazza il 10 novembre. . C’è stato pure un Segretario Nazionale che ebbe il coraggio di affermare che la Tav non è dannosa ma inutile. Solo dopo aver studiato bene le carte ed i conti, questo ex segretario è diventato un fermo sostenitore dell’opera.
Ricordiamoci sempre che è una opera infrastrutturale che non crea prigionieri o morti, è un’opera che serve per unire due aree geografiche sfruttando al meglio la tecnologia e l’innovazione per scopi economici ed ambientali.  Da una parte si crea un corridoio volto a migliorare l’interscambio merci e dall’altra parte si sposta il trasporto da TIR inquinanti a treni 6 volte più ecologici.
Per quanto mi riguarda, non è facile fare politica in queste condizioni. E’ ovvio che se dici alla gente ciò che vuole sentirsi dire, poi ti votano con più piacere e con più facilità. Ma questa non è politica, è bivaccare galleggiando tra un’idea e l’altra e magari nessuna di queste è la tua.
Ho deciso, tanti anni fa, di occupare il posto che nessuno occupava, quello dei pragmatici, quello dei concreti, quello delle persone in grado di prendere decisioni impopolari ma utili.
Quando tutti erano NOTAV io ero per il SI e ne spiegavo le ragioni, anzi, per essere sinceri ho pure collaborato alla scrittura di un libro che ne spiega le ragioni: TAV SI.
Quando tutti erano contro gli inceneritori, io ero favorevole e mentre mi riempivano di insulti (vivo a meno di 4 km dall’impianto torinese) io spiegavo perché era fondamentale costruirne uno. Ed oggi, grazie a quella scelta, Torino è riuscita ad uscire dall’emergenza rifiuti.
Mentre tutti mi spiegavano e mi spiegano ancora oggi che è sbagliato comprare F35 io gli spiego invece la bontà del progetto e le fondamentali ricadute sul territorio.
Da sempre ho imparato a far fronte agli insulti, alle aggressioni ed alla solitudine che comporta prendere certe decisioni.
Ignorare ed andare avanti, facendo tesoro delle critiche costruttive continuando il lavoro.
Con e senza il consenso popolare.
Sabato 10  per la prima volta mi sono sentito meno solo, una piazza piena, colorata, gioiosa e festante ha messo fine alla solitudine della maggioranza silenziosa Si Tav.
Da poco, ho scoperto una storiella molto interessante, quella di Kōtoku Wamura. Ve ne consiglio la lettura.

Ed ora, avanti con i lavori!

Leave a Reply