Inquinamento: Torino non faccia da sola

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Gentile Sindaco,
a seguito delle ultime notizie rilanciate dalla stampa, relativamente al piano di interventi urgenti del Comune capoluogo in materia di qualità dell’aria e mobilità, credo opportuno rappresentare alcune preoccupazioni, condivise anche da diverse altre Amministrazioni della cintura metropolitana. Faccio specifico riferimento alla ventilata revisione integrale della rete GTT ed alle cosiddette linee di adduzione dai Comuni della cintura. Così come agli interventi su infrastrutture quali le colonnine di ricarica per le auto elettriche, il cui posizionamento e la cui gestione richiederebbero un’intesa sovra comunale ed una regolamentazione condivisa volta alla chiarezza ed alla semplificazione del loro utilizzo.
Più in generale, però, il vero aspetto problematico concerne la logica complessiva che presiederà ai prossimi interventi per il graduale superamento dell’emergenza ambientale.
Già in relazione alle misure di blocco del traffico, infatti, si è assistito nel passato ad un mancato coordinamento fra la Città di Torino ed i Comuni limitrofi, spesso obbligati a rincorrere le decisioni, assunte dal capoluogo. Decisioni che non sempre tenevano nel dovuto conto le specificità della prima e seconda cintura non dotate, per dirne una, di una rete di trasporto capillare come quella torinese. Decisioni poco chiare, mancanti di programmazione, che di certo non favorivano l’utilizzo del Trasporto Pubblico Locale.
Per converso, tutti i comuni della prima cintura si sono adeguati non solo alle peculiarità del “semaforo”, ma si sono altresì allineati ai valori di inquinamento rilevati dalle centraline nel capoluogo, peggiorativi rispetto ai dati storicamente registrati sui vari territori. Tutto ciò per evidenziare proprio sulla scorta delle criticità registrate in passato, la necessità addivenire ad una progettazione il più possibile condivisa dei prossimi interventi in materia di mobilità. Tali misure riguardano un’area estesa urbana ed extraurbana che non possono e non devono venire artificiosamente separate. 
Fermiamoci tutti per un attimo, incontriamoci e ripartiamo assieme dai punti in condivisione, mettendo al centro il Bene Comune, senza scatti in avanti e senza fare i primi della classe. Servono amministrazioni dialoganti capaci di coordinarsi e semplificare la vita dei cittadini. La dimensione del rispetto dei provvedimenti presi rispecchia la capacità di scrivere norme serie, comprensibili ed applicabili. Bisogna proseguire sull’esempio del blocco del traffico per scrivere assieme un regolamento condiviso per l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche in modo da avere una mappa delle postazioni che abbia un criterio, bisogna discutere assieme del nuovo piano trasportistico provinciale tenendo conto che se è vero che molti cittadini della Provincia ogni mattina si recano a Torino, molti Torinesi vengono per studio, lavoro o svago sui nostri territori. Bisogna ridiscutere del sistema attuale di Car Sharing che oggi si ferma sul confine di Torino.
Le logiche localiste sono anacronistiche ed inutili, il Bene Comune sta nella programmazione su Area Vasta.
Sfruttiamo l’occasione del Piano Area di Crisi per ripartire, venga convocato un tavolo e cominciamo a discutere seriamente di queste tematiche, l’Emergenza climatica è un dato di fatto che non risolveremo con qualche manifestazione o qualche buon intento, serve un piano strutturato condiviso con i vari enti.
Una sede istituzionale idonea per assumere decisioni il più possibili collegiali esiste ed è, a mio avviso, ravvisabile in un Tavolo di coordinamento all’interno della Città Metropolitana, che coinvolga pure Regione Piemonte ed i Ministeri di competenza.
RingraziandoLa per l’attenzione, si porgono I migliori saluti

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