La chiesa con la tessera

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La campagna elettorale volge al termine e tutti avete notato che su questo blog, tra ieri ed oggi, sono comparsi articoli che riguardano alcune cose successe in una chiesa di Grugliasco. Sia ben chiaro, non stiamo facendo come  recita oggi l’articolo di Stampa, Peppone contro Don Camillo, altrimenti non si potrebbero giustificare gli interventi a favore della chiesa da parte della nostra amministrazione. Si sta soltando mettendo fine ad una situazione imbarazzante. Non è poco tempo che fedeli praticanti, si lamentano infatti di omelie pesanti e di posizioni politiche espresse durante la messa ma non solo, volantini fatti girare nell’ambiente ed inviti al voto. L’ultimo atto di questa triste commedia è stata l’organizzazione di un incontro elettorale con i cittadini, all’interno della struttura ecclesiastica, sponsorizzata anche con una newsletter ad hoc!
La cosa più triste di tutte, a mio avviso, è vedere un uomo di chiesa, fare campagna elettorale per un leghista. Devo anche spiegare chi sono i leghisti? Forse in molti lo hanno dimenticato, userò quindi wikipedia per rinfrescare la memoria degli smemorati:
Il 17 dicembre 1990 la Conferenza Episcopale Italiana diretta dal cardinale Ugo Poletti e dal vescovo Camillo Ruini con il documento Evangelizzazione e testimonianza della carità condannava le «chiusure particolaristiche» e quindi per molti si trattava di una sconfessione dell’allora emergente Lega Nord.
Più esplicitamente nel novembre 1992 il cardinale Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino e vicepresidente della CEI, e i presuli Attilio Nicora, vescovo di Verona, e Bruno Foresti, vescovo di Brescia, scrivevano sul settimanale Famiglia Cristiana perché votare Lega fosse anticristiano e perché dunque «allo stato attuale “nessuna benedizione” può venire dai vescovi, perché corrisponderebbe ad una legittimazione del particolarismo». Seguiranno altri attacchi dalle colonne de L’Osservatore Romano e de La Civiltà Cattolica, con quest’ultima che definirà la Lega un movimento «assai pericoloso e distruttivo».
Altro momento basso nei rapporti Lega-Chiesa si è avuto nel 1997, quando Umberto Bossi dichiarava:
« Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello Ior e nei Marcinkus. Ha investito nella politica dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. […] I vescovoni sono stati arruolati nell’esercito di Franceschiello, l’esercito del partito-Stato. Il caporale in testa è Massimo D’Alema, lo seguono in seconda fila i vescovoni sulla giumenta, dietro ci sono gli stipendiati del sindacato e a debita distanza el conductor Berluscons, a testa bassa con gli occhiali scuri, agganciato alla mangiatoia del nazionalsocialismo. […] Altrimenti, come già accade nel bergamasco, i fedeli andranno in parrocchia con il fazzoletto verde e si alzeranno se solo sentiranno pronunciare certi sermoni. Urleranno: va’ a da’ via el cu’. Si faranno seppellire avvolti nelle bandiere della Lega e se rinasceranno, se mai rinasceranno, saranno padani. Non possiamo continuare ad accettare una Chiesa romanocentrica. Il nazional clericalismo è diventato una delle bretelle che reggono il sistema centralista.»
e ancora «Il Sud è quello che è grazie all’Atea Romana Chiesa, con i suoi vescovoni falsoni che girano con la croce d’oro nei paesi dove si muore di fame: il principale potere antagonista dei padani» (…) «I preti pensino all’anima, lascino stare la politica».
Alla fine degli anni ’90, la Lega sembrava rigettare il cristianesimo a favore di pratiche paganeggianti. Nel dicembre 1996 Bossi raccoglieva le ampolle di acqua del “dio Po”, e nel 1998, Roberto Calderoli si sposava con “rito celtico”.
Negli anni 2000 la Lega si riavvicina alla Chiesa, in funzione anti-islamica, trovandosi vicina alle posizioni del vescovo di Como Alessandro Maggiolini, e dell’arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi. Allo stesso periodo risale la frequentazione dei lefebvriani da parte dei leghisti. Una forte campagna viene invece condotta da Radio Padania contro il nuovo arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, considerato un buonista amico dei comunisti e degli immigrati musulmani.
Un forte momento di scontro tra Lega Nord e Chiesa italiana si è avuto poi nell’agosto 2009 sulla rinnovata questione dell’accoglienza degli immigrati clandestini, dal 2009 perseguiti penalmente. In seguito a ciò, Bossi ha dichiarato “Andrò con Roberto Calderoli in Vaticano per avere un chiarimento con la Chiesa per ricordare che le nostre radici sono cristiane. La matrice della Lega è cristiana e cattolica e siamo gli unici che veramente hanno radici cristiane” e, di ritorno dall’incontro, “Ho capito che il Vaticano non ce l’ha con noi”. Nella stessa occasione, Roberto Cota ha derubricato le polemiche come “episodi isolati”, dichiarando che la linea politica della Lega Nord sull’immigrazione sarebbe perfettamente in linea con i valori cristiani.
Un altro episodio di divergenza tra Lega Nord e vertici ecclesiastici ha avuto luogo tra il 6 e l’8 dicembre 2009, quando su La Padania appare un attacco contro l’arcivescovo di Milano (paragonato a un imam), Dionigi Tettamanzi, a causa, tra l’altro, della sua presa di posizione contro lo sgombero di 250 gitani da un campo abusivo presso il capoluogo lombardo. Altri attacchi sono giunti poco dopo dal ministro Roberto Calderoli e dal viceministro Castelli. Tali affermazioni hanno suscitato polemiche da parte delle altre forze politiche, compresi esponenti dell’area cattolica del Popolo della Libertà. Bossi ha tuttavia minimizzato, e altri esponenti della Lega, tra cui l’europarlamentare Salvini, hanno chiesto di incontrare il cardinale per un chiarimento, pur senza smentire quanto scritto dal quotidiano leghista.
Per Ilvo Diamanti tali episodi mostrano che in Italia «la religione viene usata come strumento di consenso partigiano ed elettorale.».

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