Il Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli ha risposto quest’oggi all’Interrogazione presentata dal Sen. Mauro MARINO relativa alla mancata attivazione della fermata ferroviaria Borgata Paradiso a Grugliasco (Torino).
“Apprendiamo con soddisfazione che sono state aggiunte altre tre coppie di collegamenti regionali (oltre ai tre precedenti), ma non possiamo accettare che il Vice Ministro Castelli scarichi la responsabilità sulla Regione Piemonte, che ha stanziato 100 mila euro affinché si potessero rispettare gli accordi, né tanto meno sull’Agenzia per la mobilità metropolitana, che è disponibile a riconoscere un maggior aggravio di costo e a cui è stato richiesto di avere una sorta di contratto a catalogo.
L’obiettivo del protocollo d’intesa siglato nel 2002 con RFI era principalmente quello dell’orario cadenzato, ovvero un passaggio all’ora per sette giorni su sette, affinché il nodo di Grugliasco potesse a pieno titolo essere inserito all’interno del sistema ferroviario metropolitano torinese. Grugliasco è una cittadina importante non solo perché conta 40.000 abitanti ed è sede di un importante distaccamento dell’università, frequentato da circa 3.000 studenti, ma anche perché, di fatto, diventerà l’insediamento dell’intero polo universitario scientifico torinese.
Ipotizzare che tutto ciò possa avvenire con un aumento superiore al 100% del costo del servizio, significa non solo non mantenere fede al protocollo d’intesa, ma soprattutto porre condizioni particolarmente vessatorie che potrebbero sembrare a qualche malpensante corrispondere più ad una logica ricattatoria che non di tutela per quello che in fin dei conti è un servizio pubblico”.
Sen. Mauro MARINO
Parlamentare PD Piemonte
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Il 17 febbraio 1848 è il giorno in cui vengono emesse le Lettere Patenti, poi pubblicate il 24, rivolte alla minoranza valdese, che fino ad allora era mantenuta in un sistema di assoluta discriminazione, priva di ogni diritto civile e politico, rinchiusa fisicamente in una vallata alpina.
Con questo editto Carlo Alberto, re di Sardegna, riconosce a questi suoi sudditi i pieni diritti civili e politici concedendo loro di risiedere in tutto il territorio dello Stato, di esercitare liberamente le professioni, di frequentare ogni ordine di scuola e di adire a carriere e cariche pubbliche.
Celebrare oggi quell’evento non vuol dire solo ricordare un momento del passato, ma soprattutto essere consapevoli che la libertà di coscienza è una delle libertà fondamentali di uno stato democratico come del resto viene anche affermato nella Carta costituzionale della Repubblica Italiana.
Domenica 21 febbraio 2010 alle ore 14,30 il giardino tra Via Barbera e Via Togliatti vicino a Strada delle Cacce, Mirafiori Sud a Torino, verrà intitolato appunto “17 febbraio 1848”
La cerimonia avrà inizio presso
la Scuola Materna Pajetta di Via Isler 15 – Torino.
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Capitano per sempre Valentino Mazzola…....
Valentino Mazzola (Cassano d’Adda, 26 gennaio 1919 – Superga, 4 maggio 1949) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante.È considerato uno dei giocatori italiani più completi di sempre e uno dei più forti campioni della storia del calcio mondiale. Centrocampista dalla straordinaria visione di gioco, regista, mezzala, attaccante e trascinatore, anticipò l’idea del calciatore universale alla Alfredo Di Stefano. La sua vita è stata tragicamente spezzata dalla tragedia di Superga.Valentino nasce a Cassano d’Adda, al confine tra le provincie di Milano e Bergamo. Le origini della sua famiglia sono umilissime: il padre lavora infatti come manovale. Ben presto il padre muore, lasciando sola la moglie con Valentino e i suoi quattro fratelli. Con la morte prematura del padre, la famiglia va incontro a sempre più grosse difficoltà economiche, così Valentino abbandona la scuola in quinta elementare e va a lavorare per aiutare la famiglia. All’età di 10 anni, gettandosi nelle acque dell’Adda, salva la vita a un suo compaesano di quattro anni più giovane: Andrea Bonomi, che sarà in futuro colonna del Milan e capitano. La prima squadra di Valentino Mazzola fu la squadra della città in cui era nato: il Gruppo Sportivo Carlo Tresoldi di Cassano d’Adda. Nella Tresoldi inizia a giocare a 14 anni disputando il campionato ragazzi del Comitato U.L.I.C. di Treviglio nella stagione sportiva 1933-34.
Valentino brucia velocemente le tappe ed approda in prima squadra, che disputa il campionato regionale di 1.a Divisione 1936-37. Lui è giovane, grintoso, va in gol spesso, ma la Tresoldi non ha l’organico per poter competere ed arrivare in Serie C ed anche nella stagione 1937-1938 termina nelle ultime posizioni di classifica.
Viene però segnalato all’Alfa Romeo di Milano, dalla stagione precedente approdata in Serie C, che lo tessera e con la quale militò durante la stagione 1938-38. Nell’anno in cui iniziò la Seconda guerra mondiale egli passò al Venezia, società di Serie A con la quale si mise in mostra nel massimo campionato.
Con i lagunari giocò come mezzala sinistra, formando con l’ala destra Ezio Loik una coppia perfetta che avrebbe fatto epoca nel nostro calcio.
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Come i peggiori fascisti, anche Nuova Società partecipa al gioco delle liste di proscrizione, pubblicando sul proprio sito web, i nomi “delle ditte coinvolte nei sondaggi TAV”. Cosa faranno quando inizieranno i lavori? Pubblicheranno i nomi dei dipendenti, i loro indirizzi e magari metteranno pure le foto dei figli? Non so a voi, ma a me, questo comportamento, ricorda quei momenti bui del nostro paese, quelle storie che pensavo fossero finite alle nostre spalle, invece eccole qui, nuove liste di proscrizione!
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Tornando al nostro decreto pisanu, per chi conosce il Francese, copio parte di un articolo uscito oggi su Liberation:
Même régression au niveau informatique. Sait-on qu’en raison du décret Pisanu la connexion wireless à Internet dans un lieu public, un aéroport ou un cybercafé est soumise à la présentation d’une carte d’identité ? Que les crédits pour le développement du haut débit sont gelés depuis 2008, que du côté de la majorité, des voix se lèvent pour demander le contrôle de social networks tels que Facebook? Que des pétitions sont signées partout, demandant au gouvernement d’«émanciper Internet» de normes législatives pénalisant le futur du pays, lequel, pour l’accès à la Toile, est déjà «arriéré et sous-développé par rapport au reste de l’Europe» ? Il est vrai que Berlusconi est homme de télévision old style, pour qui Internet est dangereux, parce que «liquide», incontrôlable – et hors de son empire.
L’articolo intero, lo trovate QUI
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MAURIZIO TROPEANO - LaStampa
«La Regione sta valutando tutte le azioni legali da intraprendere nei confronti di Trenitalia, ma soprattutto sta analizzando quale sostegno legale potrà fornire alle associazioni dei pendolari, dei consumatori e degli utenti che intendano rivalersi nei confronti dell’azienda, anche attraverso la class action». L’assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli, spiega così la decisione di organizzare, in accordo con il vicepresidente del forum dei pendolari piemontesi, una riunione tecnica con un gruppo di lavoro per approfondire gli aspetti del caso.
L’assessorato scende in campo perché Trenitalia non è disposta a reintrodurre la carta Tuttotreno Piemonte nonostante la Regione abbia più volte dichiarato la propria disponibilità a «sostenerne i costi». Secondo Borioli il rifiuto provoca «un’evidente discriminazione che ha toccato solo i pendolari piemontesi». Una discriminazione che appare «del tutto inaccettabile visto che la Regione paga per i servizi erogati da Trenitalia le medesime quote delle altre regioni». Senza dimenticare «i continui, perduranti e gravi disservizi che si verificano ogni giorno sulle linee ferroviarie piemontesi».
Una scelta contestata dal coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo: «La Regione dovrebbe promuovere una maxi-causa contro se stessa, dato che il trasporto ferroviario regionale è di sua competenza, anziché scaricare su Trenitalia le responsabilità dei disservizi in Piemonte». E aggiunge: «In Emilia Romagna i pendolari viaggeranno gratis nel mese di maggio e l’accordo per la carta è stato confermato da Trenitalia. Lo stesso accade in Umbria. E’ evidente che, alla base delle difficoltà di rapporti tra Regione e Fs, vi è la rottura voluta da Bresso con Moretti».
Non tutti nel centrodestra la pensano così. In un comunicato stampa l’onorevole Marco Zacchera, sindaco di Verbania, sottolinea: «Mi fa piacere che la Regione suggerisca la class action contro i disservizi di Trenitalia, ma mi chiedo che fine abbia fatto il tavolo tecnico con la Regione Lombardia promesso per discutere la competenza della linea Milano-Domodossola». E aggiunge: «Il difensore civico di Verbania sta studiando la causa collettiva dal 9 gennaio, cioè dal giorno in cui l’ho suggerita come iniziativa concreta nell’assemblea aperta ai pendolari e tenutasi in stazione. Peccato che fu bollata come una sciocchezza dal centrosinistra locale». Commenta Borioli: «Sembra quasi che io abbia lanciato la class action contro il Pdl. Capisco le polemiche elettorali, molto meno la difesa di Trenitalia a danno dei pendolari».
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con il coltello tagli il limone; nel limone c e la vitamina togli vita e rimane mina; cn il fiammifero eccendi la mina e succede 1 trambusto togli busto e rimane tram; prendi il tram e torni a casa!
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