Giovani al lavoro? Sempre meno e nella manovra il governo li dimentica
Un giovane su tre è disoccupato e la manovra del governo pensa solo a tagliare indiscriminatamente, mentre l’Italia arretra e la disoccupazione avanza. Gli ultimi dati ISTAT lo confermano e danno ragione a chi, come il PD, ha contrastato una manovra priva di spunti per la crescita e lo sviluppo del Paese. Una manovra varata da un governo nel marasma, come ha detto Pier Luigi Bersani commentando il varo del provvedimento da parte Consiglio dei Ministri.
Non c’è futuro nemmeno per la scuola. I tagli consegnano un’emergenza continua che l’intollerabile propaganda del governo vuole nascondere a ogni costo. La manovra punisce chi lavora nella scuola e la Gelmini tace. Per questo il Pd sta preparando le interrogazioni parlamentari sulle denunce raccolte.
E tace anche il Governo visto l’imbarazzo nel gestire lo scontro consumato tra Palazzo Madama e Montecitorio, a causa della legge sulle intercettazioni. Nella maggioranza sono tutti contro tutti ormai, e per fortuna dovevano essere il partito dell’amore!
Intanto Il gruppo del Pd al Senato ha saputo indicare con chiarezza gli elementi inaccettabili di questo Ddl, a partire dalla restrizione della capacità di indagine dei magistrati, e a spingere il testo di nuovo in Commissione. La battaglia, però, non è finita.
Il Governo della destra ha scoperto la crisi. E la favola che per mesi la coppia Tremonti-Berlusconi ha raccontato agli italiani è finita. Le riforme? Neanche a parlarne, solo tagli. Indiscriminati. “Ci hanno raccontato che i conti erano in equilibrio, invece non è vero niente. – ha ricordato Pier Luigi Bersani – La Grecia non c’entra nulla: è un problema nostro. E non vedo riforme”
L’improvvisazione è stato l’unico programma di questo Esecutivo che ora tenterà di porre rimedio ai suoi errori con una manovra tardiva e inadeguata. Una finanziaria dura che proteggerà i forti e metterà in ginocchio i più deboli. L’equità è per noi obiettivo primario. La manovra annunciata non pare coglierlo. La nostra proposta di finanziaria, presentata da Enrico Letta, parla chiaro e, tra gli altri punti della sua contromanovra, chiede un aiuto concreto per sostenere l’occupazione e la crescita: una norma che preveda ‘tasse zero’ per i primi due anni per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato.
Non c’è ossigeno neanche per gli Enti Locali. La manovra da 24 miliardi ne scarica 13 sul Patto di Stabilità, compromettendo la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini. E le critiche fioccano, persino dai presidenti della Lombardia e della Calabria, Formigoni e Scopelliti. Sono disfattisti sinistri anche loro? Forse è troppo facile per Berlusconi nascondersi dietro allecitazioni deplorevoli di Mussolini per ricordare che lui non ha potere. Una pessima scusa di cattivo gusto? Un certo capitano ha già lasciato la nave prima che affondi. Un bel servizio al Paese.
Da Giugno, anche Grugliasco sarà coinvolta dal nuovo servizio di Nigth Buster, il trasporto pubblico dedicato in particolare ai cittadini che restano in centro fino a tardi. Il servizio, infatti, è attivo nei giorni prefestivi con partenze ogni ora da piazza Vittorio Veneto dall’una di notte alle cinque del mattino. Per il primo anno, infatti, il servizio arriverà fino a Grugliasco e Collegno: in pratica dall’attuale capolinea di via Brissogne in zona via Monginevro ai confini con Grugliasco, il pullman proseguirà per strada della Pronda, viale Radich, corso Torino, viale Echirolles, via Costa sul territorio di Grugliasco per arrivare a fare capolinea a Collegno in piazza della Costituzione, vicino al Municipio, dove attualmente si attesta la linea 33. Il nuovo servizio, esteso a due importanti Città della prima cintura, e nato con l’obiettivo di prevenire possibili incidenti sulle strade all’uscita dagli abituali luoghi di ritrovo, dare la possibilità a tutti gli utenti che sono sprovvisti di un auto, a chi vuole vivere la sera senza lo stress della guida di poter utilizzare il mezzo pubblico.
Sono partiti lunedì scorso i lavori di realizzazione della pista ciclabile del Gerbido. Un’opera fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Grugliasco guidata dal sindaco Pd Marcello Mazzù per favorire la mobilità sostenibile e continuare ad estendere la rete di piste ciclabili sul territorio grugliaschese in modo che si possano percorrere le strade cittadine in sicurezza. I lavori di questo primo lotto, che costeranno circa 171.000 euro, sono eseguiti dalla ditta C.E.F.A.S. srl, termineranno entro quattro mesi e riguardano il tratto da via Da Vinci all’impianto di erogazione di carburante. La pista ciclabile verrà realizzata sul lato sinistro, quello degli orti urbani. Con il secondo lotto, il cui iter è in Regione, la pista arriverà fino agli orti urbani, completando così tutta strada del Gerbido.
odg:
- Presa d’atto dei verbali delle sedute precedenti;
- Interrogazioni;
- Settore Sviluppo Compatibile – Area Tutela Ambiente – Servizio Prevenzione Randagismo – Utilizzo del Canile Sanitario di Grugliasco per il “servizio di prima accoglienza sanitaria” da parte di altri Comuni. Determinazioni quote di partecipazione alle spese;
- Settore Sviluppo Compatibile – Area Tutela Ambiente – Servizio Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico – Variante II al Piano di Zonizzazione Acustica del Comune di Grugliasco (approvato con deliberazione di C.C. n. 55/2004, modificato con deliberazione di C.C. n. 41/2007), già adottata con deliberazione di C.C. n. 84/2009: APPROVAZIONE DEFINITIVA;
- Settore Sviluppo Compatibile – Alienazione titolarità della farmacia comunale e quote societarie della società di gestione Fleming srl. Indirizzi;
- Settore Sviluppo Compatibile – Area Sviluppo e Valorizzazione delle Attività Economiche – Osservazioni da parte della Regi+one Piemonte alla Deliberazione Consiglio Comunale n. 85 del 16.09.2009. Recepimento;
- Settore Lavori Pubblici – Autorizzazione permuta area comunale con area di proprietà privata in via Fratel Prospero 47 – Grugliasco;
- Settore Urbanistica – Sezione Urbanistica – Attuazione ambito 2 del Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica denominato “Borgata Lesna”. Approvazione schema di convenzione di cui agli artt. 17 e 18 del DPR 6 giugno 2001 n. 380;
- Mozione prot. 15469 del 09.04.2010, presentata dal consigliere Vincenzo Porcelli del gruppo consiliare “Comunisti Italiani”, avente ad oggetto: “Ottimizzazione dei consumi energetici”;
- Mozione prot. 20214 del 04.05.2010, presentata dai consiglieri Florinda Maisto e Giuseppe Di Silvestro del gruppo consiliare “Di Pietro Italia dei Valori”, avente ad oggetto: “Individuazione di fonti energetiche alternative a quelle derivanti dagli impianti “Nucleari””.
Dopo aver appreso la notizia che Michele Santoro lasciava la Rai ho scritto un post sul mio profilo di Face book, per esprimere il mio fastidio. Non sono uno di quelli che ama o odia Santoro, ho sempre guardato in maniera oggettiva le sue trasmissioni, a volte apprezzandole, altre meno, ma una cosa non ho mai condiviso: l’idea di Santoro ‘campione della vera sinistra italiana’. Non è così, nonostante egli rappresenti i sentimenti di una parte del popolo del centrosinistra.
Santoro dice di essere stanco di una battaglia con l’azienda che va avanti ormai dal 2002, dal famoso “editto bulgaro” di Silvio Berlusconi. Giustificazioni che offendono per la loro scarsa sostanza i telespettatori e i politici – tra cui me – che in questi anni lo hanno difeso in nome della libertà di informazione.
Berlusconi ha provato a chiudere il programma, ma non c’è riuscito, come dichiarano gli stessi consiglieri di amministrazione Rai sostenendo che “Annozero era stato già inserito nei palinsesti autunnali, se non andrà in onda la decisione sarà solo di Santoro”.
Santoro se ne va dalla Rai volontariamente, e gli accordi economici con cui contratta la sua uscita sono, citando testualmente i comunicati Rai “in linea con casi analoghi e conformi alla normativa vigente in materia giuslavoristica e alla governance aziendale”. Esattamente come qualsiasi professionista della tv, da Baudo a Bonolis alla Ventura.
Il problema nasce dal fatto che lui non è mai stato solo “un personaggio televisivo”: ha abbracciato la causa dell’antiberlusconismo e della difesa della ‘gente comune’, ha costruito il proprio profilo giornalistico usando queste bandiere, si è autoproclamato martire della libertà di informazione.
Considero di gran lunga più coraggiosa e coerente la scelta fatta da Enrico Mentana che, ritenendo impossibile proseguire a fare giornalismo liberamente, ha lasciato Mediaset denunciando le ragioni del suo abbandono ed interrompendo qualunque rapporto con l’azienda.
Al contrario mi risulta che Santoro non solo ha preso la buona uscita concordata con i vertici di Viale Mazzini, ma si è assicurato un accordo commerciale lautamente retribuito per continuare a produrre i propri docufiction da esterno. Con questo comportamento Santoro ha dimostrato di non essere né un tribuno della plebe né martire della libertà di informazione, ma semplicemente un professionista come tutti gli altri, decisamente più ipocrita.
Il giovane democratico che ha scritto questa nota è Stefano Esposito, condividendola ed essendo Giovane e pure Democratico, l’ho fatta mia!
-L CITTÀ DI GRUGLIASCO CHIEDE UN CONTRIBUTO PER I DANNI SUBITI DALLA GRANDINATA DEL 13 MAGGIO
Le due Amministrazioni comunali di Collegno e Grugliasco hanno deciso di richiedere alla Regione Piemonte e alla Provincia di Torino, la concessione di contributi per i danni subiti a beni immobili e mobili, in seguito agli eventi calamitosi verificatisi giovedì 13 maggio.
I cittadini grugliaschesi interessati possono inviare all’ufficio Protezione Civile del Comune di Grugliasco, tramite fax 011 4013285 o raccomandata con R/R, intestata a Servizio Protezione Civile del Comune di Grugliasco, piazza Matteotti 50 – 10095 Grugliasco, i propri dati anagrafici, completi di residenza e recapiti (telefono, fax, e-mail), corredati da fotografie e stima complessiva dei danni subiti, entro martedì 15 giugno 2010.
Esclusivamente nel caso in cui i competenti enti autorizzassero l’erogazione di contributi a favore dei privati cittadini proprietari di beni immobili e mobili registrati distrutti o danneggiati, gli interessati saranno invitati a presentare tutta la necessaria documentazione attestante i danni subiti, secondo i criteri e le modalità definite in sede di autorizzazione.
«In seguito agli eventi calamitosi verificatisi il 13 maggio 2010, le due Amministrazioni comunali – afferma il sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù – intendono farsi promotori presso i competenti enti (Regione e Provincia) per richiedere la concessione di contributi per i danni subiti ai beni. Un sostegno concreto per i numerosi cittadini e titolari di attività che hanno subito ingenti danni».
Roma, 16 mag. (Apcom) – “L’inasprimento della manovra di finanza pubblica annunciato dal governo non serve a migliorare gli obiettivi di indebitamento prefissati a settembre per rispondere alla pressione dei mercati finanziari e dell’Ue”. Lo dichiara in una nota Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria del Pd. “L’inasprimento – prosegue – non serve neanche a tener conto di una congiuntura peggiore del previsto, dato che le previsioni di Pil per il 2010 e i prossimi anni sono sostanzialmente in linea con le previsioni sottostanti all’ultima legge Finanziaria”.
“Gli obiettivi – sottolinea Fassina – rimangono gli stessi fissati in passato, ma l’inasprimento della manovra di oltre 7 miliardi di euro è necessario poiché non sono state rispettate le previsioni di spesa per acquisti di beni e servizi e di gettito tributario. L’inasprimento diventa necessario, nonostante un sostanzioso risparmio di spesa per interessi (5 miliardi all’anno) e nonostante il taglio della spesa in conto capitale (oltre 2 miliardi di euro). Gli errori e le scelte politiche sbagliate vengono scaricati dal ministro Tremonti sulle spalle dei soliti noti”.
“Trentaquattro fiducie, una e mezza al mese. Tutto questo cosa ha portato per le prospettive del Paese? Credo niente, sono stati due anni buttati via”. E’ questo il giudizio del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani a 24 mesi esatti dalla fiducia votata il 14 e 15 maggio 2008 da Camera e Senato al governo Berlusconi.
“Due anni – ha dichiarato il leader del Pd ai microfoni di YouDem Tv – nei quali abbiamo avuto il picco più profondo di crisi economica rispetto alla media europea, due anni persi dal punto di vista delle riforme, nessuna riforma vera e anzi alcune controriforme”. Dal punto di vista economico, ha insistito Bersani, “sono stati creati più problemi che soluzioni, non è stato messo nessun elemento di crescita e nel controllo della finanza pubblica”. Guardando alla situazione generale, “questi due anni fanno parte di un ciclo, la destra ha governato per 7 degli ultimi 9 anni”. Il bilancio è chiaro: “Questa curvatura plebiscitaria della nostra democrazia, l’idea che dando più potere a uno solo potessimo risolvere i nostri problemi è un’idea senza fondamento. La democrazia plebiscitaria è una democrazia che non decide, una democrazia che si preoccupa solo di accumulare consenso ma non di prendere decisioni che questo consenso potrebbero incrinare”. Guardando al futuro, le ombre si fanno sempre più minacciose: “Il governo è in mezzo a una palude. Stanno emergendo questioni di corruttele e illegalità, stanno emergendo tensioni all’interno della maggioranza. Abbiamo davanti una fase di forte instabilità. Il Partito Democratico – ha concluso Bersani – deve avere uno scatto dal punto di vista dell’affermazione del profilo e delle proposte programmatiche. Deve avere la capacità di delineare un’alternativa”.
Sono passati appena due anni da quando Silvio Berlusconi si è reinsediato a Palazzo Chigi. Con una maggioranza schiacciante nei numeri e con tutte le possibilità di riformare il Paese, il Presidente del Consiglio si è calato la maschera di panacea di tutti mali. Ad ogni azione di governo è corrisposto un evento mediatico con tanto di nani e ballerine. Tante cose sono accadute in questi due anni. Troppe. Stiamo meglio? L’Italia è un modello da seguire? Berlusconi ha governato 7 degli ultimi 9 anni con un solo risultato visibile: il fallimento. Benvenuti nel governo dei misfatti!
La prima domanda che tocca porci è: ma delle tante riforme sbandierate quali sono ora attive? Quale attività ha svolto il Parlamento nel suo incarico istituzionale? Anche in questi casi la risposta è molto semplice: nessuna.
Con 343 deputati e 174 senatori a sostegno, la stragrande maggioranza del Parlamento, il governo è ricorso al voto di fiducia già 34 volte ponendo in risalto il personale diniego del rispetto delle principali regole delle istituzioni democratiche. A volte hanno motivato la richiesta d’urgenza per impedire eventuali ostruzionismi delle opposizioni. A volte, il maggior numero dei casi, solo per blindare decisioni che riguardavano l’immunità di una sola persona: Silvio Berlusconi. Una media di una fiducia e mezzo al mese: un po’ troppi! Senza motivo.
In questi due anni, il presidente del Consiglio ha lavorato più di sondaggi che di politica. Presente nei luoghi delle disgrazie, assente nel risolvere la crisi economica che ha tolto speranza a molti lavoratori, annebbiato il futuro delle nuove generazioni, peggiorato l’anzianità dei pensionati. La Croce Rossa consegnava le prime case a L’Aquila e lui si prendeva il merito. Poi volava da Putin a risolvere conflitti diplomatici internazionali e otteneva in cambio comodi lettoni per escort.
Sono stati due anni che hanno segnato il passo con scandali più o meno seri e che sono stati sistematicamente oscurati dalle televisioni e dai telegiornali guidati dai fedelissimi del premier. Un gioco fatto da interruttori a distanza: accendere i riflettori sui successi e spegnerli quando era evidente il fallimento. Ma è diverso tempo che questo gioco è in corto circuito perché i successi sono solo un lontano miraggio.
E ora che si è scoperto come la corruzione e la cricca abbiano coinvolto alcuni ministri e personaggi di spicco del Pdl non si capisce con quale faccia di bronzo il capo-padre-padrone possa chiedere la testa degli affaristi e degli arricchiti. Lui che è l’unico a non essersi mai dimesso neanche davanti all’evidenza.
Il governo attraverso il suo sito, quello degli altri ministeri e le prossime conferenze stampa in pompa magna, ora ci presenteranno un film fatto di cieli azzurri e puliti, di benessere e qualità della vita. Di italiani felici e contenti anche davanti alla crisi. Un film di balle e fantasia.
“Siamo al secondo compleanno di questa ennesima edizione del Governo Berlusconi e possiamo dire, senza dubbi, che quest’esecutivo non ha fatto nulla per questo Paese e per il suo futuro”. Lo ha affermato Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
“Le uniche leggi che il governo si è impegnato a varare – ha proseguito la Presidente – sono leggi che hanno riguardato interessi di pochi, se non di uno solo. Per quel che riguarda l’economia nessuna misura concreta e strategica è stata presa per rispondere alla crisi. Tanti annunci, decine di fiducie, una concezione del Parlamento come servo dei voleri dell’esecutivo, un’idea di democrazia plebiscitaria che si traduce nell’incapacità assoluta di prospettare riforme serie per la crescita e
l’ammodernamento del Paese. Nel frattempo in una maggioranza che sembrava granitica crescono le
tensioni e, giorno dopo giorno, emerge una pratica della gestione del potere davvero poco trasparente, per usare un eufemismo. Di fronte a questo quadro desolante abbiamo il dovere di delineare in fretta una credibile alternativa. Sono convinta che il Pd, gia dalla sua assemblea della prossima settimana, riuscirà a farlo” ha concluso Anna Finocchiaro.
Per Stefano Fassina responsabile economia e lavoro del Pd, “in due anni, l’unico vanto del Governo è di aver evitato la deriva greca sui conti pubblici. Certo, se si guarda alle precedente legislatura governata da Berlusconi e Tremonti, è un risultato straordinariamente positivo, dato che avevano lasciato in eredità al centrosinistra nel 2006 un’infrazione comunitaria per deficit pubblico eccessivo ed un debito pubblico in risalita dopo 13 anni di calo. Il risultato è meno straordinariamente positivo se si ricorda che l’attuale esecutivo ha trovato nel 2008 un avanzo primario strutturale del 2%, tra i migliori dell’area euro. La politica economica del governo trascura completamente le riforme per la crescita, lascia aumentare del 14% in due anni la spesa per acquisto di beni e servizi e compensa con il taglio degli investimenti. Senza riforme per la crescita non si risolvono i problemi della finanza pubblica. Le riforme oggi sono ancora più urgenti”.
“Che resta di questi due anni di governo nei quali ogni settimana si è annunciata o minacciata una riforma organica della giustizia? Le leggi ad personam e il tentativo di estendere le impunità limitando le intercettazioni prevedendo lodi di vario genere. Per gli italiani, invece, direi nulla”. Così Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd ha commentato i risultati del governo Berlusconi sul fronte giustizia a due anni dalla fiducia votata il 14 e 15 maggio 2008 da Camera e Senato.
“Hanno impedito di occuparsi del problema del funzionamento del servizio giustizia – ha proseguito l’esponente del Pd – milioni di cause civili inevase, l’esplosione del sistema penitenziario sono li a ricordarcelo. Nel frattempo si sono ridotte le risorse senza una razionalizzazione, aumentando la disorganizzazione e le inefficienze”.
“Il governo – ha concluso Orlando – che più ha parlato di riforma della giustizia nella storia della Repubblica è quello che si caratterizza per la assenza di un disegno organico e la conseguente estemporaneità delle iniziative”.
Vi ricordate lo scandalo di Palermo invasa dai rifiuti? No? Tranquilli, governo e tg pubblici e privati lo hanno nascosto ma da più di un anno si susseguono i roghi per le strade. L’ultima denuncia del PD è recentissima: il 6 maggio abbiamo denunciato di nuovo come Palermo è nuovamente invasa dai rifiuti, nessuno si preoccupa di spazzare le strade ma assistiamo ad un indecoroso rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Protezione civile. La deputata palermitana del Pd, Alessandra Siragusa ci ha raccontato che “di fronte a una città invasa dall’immondizia e da discariche a cielo aperto, che, date a fuoco, inquinano l’aria e mettono ulteriormente a rischio la salute di tutti il sindaco Diego Cammarata ha la faccia tosta di chiedere interventi in tono perentorio ai Commissari dell’Amia, dopo che per anni, lui e i suoi compari hanno massacrato l’Azienda riducendola al crac”.
