PD, non è con le correnti che faremo il bene del Piemonte

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Sono anni che ripetiamo le stesse cose, sono anni che promettiamo cambiamenti, inversioni di rotta e ricostruzioni, che dichiariamo amore per il Piemonte e per il PD, che parliamo di comunità, ma nei fatti, alla fine, non facciamo mai nulla.
Un vero peccato.
Alla fine sono anni che candidiamo le solite facce e quando sono facce nuove, sono cooptate dalle correnti, senza un minimo di discussione all’interno della nostra comunità. Che sia ben chiaro, la comunità di cui parlo io, è quella alla quale poi chiediamo il voto, è quella a cui dobbiamo fare riferimento ogni volta che dobbiamo prendere una decisione importante.
Purtroppo il PD attuale è la somma delle preferenze dei singoli candidati, una specie di bus che qualcuno utilizza per raggiungere i propri scopi.
Siamo molto lontani dai motivi che ci hanno visti fondare questo partito e, questo congresso, sia al livello regionale che al livello nazionale, ne è lo specchio.
I tatticismi oramai non si contano più, la politica è sempre più lontana ed il nostro elettorato sempre più distante; un congresso per pochi amici.
Per questo motivo, per la prima volta in vita mia, ho deciso di non votare.
Non è stata una decisione facile, ma alla fine ho deciso di proseguire con quello che è il mio modo di fare politica ed il mio modo di stare nella società. Se una cosa non mi piace, semplicemente, non la faccio e, visto che non mi sento rappresentato da nessuno dei tre candidati al congresso regionale, domani esprimerò il mio pensiero nella maniera più pragmatica possibile.
Resto nel PD e rispetterò, come ho sempre fatto, chi vincerà le elezioni e, se mi verrà chiesto un aiuto, sarò pure felice di aiutare chi avrà l’umiltà di chiederlo, penso però che la nostra comunità meriti qualcosa in più.

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