Penalizzati soprattutto Torino e centrosinistra

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«Guarda caso, nel 2010 e pure nel 2011 i tagli maggiori ricadranno su Torino e sul Torinese. Non ultimo, a farne le spese saranno prevalentemente i Comuni governati dal centrosinistra».

Così Antonio Saitta. Se è vero che a pensar male si fa peccato – per usare un’espressione cara ad Andreotti, detentore del copyright -, qualche volta ci si azzecca. Non a caso il presidente della Provincia – preso atto delle lamentele dei consorzi assistenziali, pubblicate ieri dal nostro giornale – è andato a spulciare i tagli della Regione. Per la verità le sforbiciate riguardano anche Vercelli e Novara – «in misura più ridotta», taglia corto – ma insomma: il senso è quello. «Oltretutto, la legge sull’assistenza varata dalla giunta Ghigo stabiliva parametri diversi, e più equi. Per cambiarli non basta una delibera, bisognerebbe rimettere mano alla legge». Posizione condivisa dall’assessore Carlo Chiama.

Possibile che dietro la revisione dei fondi ai consorzi si celi un complotto? «È la conseguenza di una visione consolidata nel Pdl e soprattutto nella Lega – sfuma il presidente -: quella del torinocentrismo, visto in negativo. Dai fondi per i servizi assistenziali alle politiche giovanili, il concetto è sempre lo stesso».

Peccato che il discorso, in proporzione, valga anche per la ricchezza prodotta e per i problemi a carico di Torino e del Torinese. «Non si può stravolgere il principio di sussidiarietà a nostro danno», aggiunge Saitta, che impartisce alla Lega una lezione sul federalismo: «Stando al credo leghista, le risorse non dovrebbero restare dove vengono prodotte? Visto che i consorzi sono finanziati anche dai Comuni, non dovrebbero essere premiati quelli che si rimboccano le maniche più di altri?». Ben venga la «squadra Piemonte», cara a Cota, «ma poi bisogna essere coerenti: né si possono adottare pesi diversi a seconda del colore politico dei Comuni».

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