Pericolo per l’economia piemontese

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“Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Queste parole scarne, ma dense di significato, si trovano a pagina 50 dell contratto tra Movimento 5 Stelle e Lega, esattamente al capitolo 25 “TRASPORTI, INFRASTRUTTURE E TELECOMUNICAZIONI”.

Ridiscutere integralmente il progetto di un’opera fondamentale come la Torino-Lione significa non solo bloccare l’economia, la competitività e lo sviluppo del Piemonte, dopo le ottime performance riguardanti l’export degli ultimi periodi, ma anche danneggiare l’Italia intera.
Una decisione simile causerebbe esclusivamente uno spostamento delle rotte e del mercato.
Il Piemonte sarebbe la regione più danneggiata e verrebbero privilegiati gli spostamenti in Lombardia e Liguria, favorendo, con un accordo silenzioso e sottotraccia, le regioni a guida centrodestra (Fontana e Toti).
Negli ultimi 10 anni, i governi che si sono succeduti hanno ratificato, ogni volta, gli accordi per realizzare quest’opera strategica e, in particolare, nel 2014 è stato sottoscritto quello per il completamento dei corridoi TEN-T che consentiranno all’Europa di disporre di una rete più efficiente e rapida di trasporto di merci e persone.
Nel corso degli anni gli “amici leghisti” hanno spesso tentato di creare tensioni nel nostro partito e ci hanno accusati di essere divisi tra sostenitori dell’opera e contrari. Tuttavia, ribadiamo, che la linea del Pd è stata unitaria e coerentemente a favore di quest’opera che riteniamo di fondamentale importanza.
La Lega è sempre stata fautrice del completamento dell’opera, sempre fino ad oggi, giorno in cui non esita ad utilizzare la sospensione dei lavori dell’opera come merce di scambio elettorale con il Movimento 5 Stelle.
A nostro avviso, questo voltafaccia leghista rappresenta una beffa e un tradimento. Ricordiamo che nel momento più difficile per la costruzione dell’opera, nel 2011, al Ministero degli Interni sedeva Roberto Maroni, esponente proprio della Lega Nord, che difese strenuamente la costruzione dell’opera. Ma tutto questo, oggi, sembra dimenticato e sacrificabile sull’altare del potere.
Di qualche giorno fa è l’appello del Presidente Chiamparino a tutte le forze economiche, sindacali e politiche del Piemonte affinché facciano sentire la propria voce per opporsi a questa assurda decisione.
Tuttavia, ci colpisce il silenzio assordante, in particolare dei parlamentari piemontesi della Lega che non hanno ancora preso una posizione netta, né hanno chiesto chiarimenti su fatti tanto gravi.
Forse è il caso di agire tutti insieme per evitare che un patto assurdo si consumi sulla pelle dei piemontesi e degli italiani.

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