Solidità = solidarietà

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Non amo particolarmente i dibattiti da social, così come non amo la polarizzazione forzata rispetto a questioni dirimenti che meriterebbero riflessioni più approfondite di un semplice tweet o di una banale dichiarazione di poche righe.
Focalizzare il dibattito degli ultimi giorni sulla vicenda (gestita male per ammissione della stessa Carola Rackete) che ha visto coinvolte 42 persone in mare, quando tutti noi siamo consapevoli di quanti sbarchi avvengano ogni giorno lungo le nostre coste, è stato un atteggiamento stolto ed ha avuto un significato ben preciso: fare il gioco dei populisti. Regalarglielo. 
Siamo progressisti, ma questo non vuol dire parteggiare per chi commette azioni sbagliate ai danni del Paese benché a scopi nobili; in quanto progressisti la nostra priorità dovrebbe essere quella di supportare e partecipare alla creazione di corridoi umanitari; non di sollecitare ed alimentare il fuoco della paura e delle insicurezze dei cittadini che sempre di più, giorno dopo giorno, vengono plagiati dalle parole e dai proclami di quegli stessi personaggi che hanno da sempre contribuito affinché la situazione rimanesse la stessa.
La Lega non ha partecipato pressoché mai agli incontri, in sede Europea, che avevano lo scopo di rivedere il Trattato di Dublino e Matteo Salvini, il vicepremier, quello che pubblica tanti video pieni di odio, ad inizio giugno era invitato ad un incontro di tutti i ministri dell’interno europei proprio per discutere di immigrazione. La storia la conosciamo tutti, preferì andare a trovare Barbara D’Urso a favore delle telecamere per raccontare che grave problema fosse l’immigrazione.
Il Trattato di Dublino, ricordiamolo, porta la firma di Roberto Maroni. Legislatura Berlusconi. E spero di essere stato esauriente.
Il problema sta tutto li in questo trattato sfavorevole per l’Italia che impone ai migranti di rimanere nel paese di sbarco e che quindi va rivisto, anche perché per ovvie ragioni geografiche, difficilmente qualcuno riuscirà a sbarcare in Germania, Svezia, Austria o in altri paesi del nord Europa. Sbarcheranno in Italia e se riusciranno a scappare, verranno rispediti in Italia, come vuole l’accordo.
Noi abbiamo bisogno di un’Europa che sia capace di avere un’anima solida e solidale, abbiamo bisogno ora più che mai di farci sentire. Davvero.
Per questo e per mille altri motivi, continuo a sposare la linea di Marco Minniti; perché tutto quello di cui abbiamo bisogno in un momento così delicato risiede solo in tre semplici concetti: sicurezza, protezione, cultura.
Ripartiamo da qui. Ripartiamo dalla Sinistra del fare, non dalla sinistra dei proclami.

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