Via allo scioglimento di Maddaloni, Casal di Principe e Castelvolturno

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Via allo scioglimento di Maddaloni, Casal di Principe e Castelvolturno

Il Viminale conferma la linea dura: i sindaci risultati inadempienti sull’adozione dei provvedimenti idonei ad arginare l’emergenza rifiuti devono andare a casa. Dunque, vanno rimossi, così come richiesto dal sottosegretario Guido Bertolaso che nelle settimane scorse aveva inviato al ministero dell’Interno un elenco con la posizione di nove comuni a rischio Maddaloni, Castelvolturno, Casal di Principe, Casaluce, San Marcellino, Trentola Ducenta, Aversa, Nola e Giugliano. Ma sul punto – come precisato dallo stesso ministro dell’Interno Roberto Maroni qualche giorno fa – «ogni decisione in merito spetta esclusivamente al Viminale». Ecco perché i dossier vengono in queste ore presi attentamente in esame dal ministro, caso per caso. E proprio in queste ore sono arrivati i primi verdetti. Il Viminale pertanto, conclusa l’istruttoria, si è pronunciato per la rimozione del sindaco di Maddaloni Michele Farina centrosinistra, analogo provvedimento è stato adottato anche per le posizioni dei sindaci di Castelvolturno centrosinistra, dove per altro, il sindaco, Francesco Nuzzo, si è già dimesso proprio in polemica aperta con l’iniziativa di Bertolaso e Casal di Principe Cipriano Cristiano, centrodestra. La proposta arriverà oggi direttamente al Quirinale per la controfirma del decreto. Un passaggio quest’ultimo, che apre di fatto le procedure per lo scioglimento dei rispettivi consigli comunali: in caso di rimozione del sindaco, l’ordinaria amministrazione viene retta comunque dall’esecutivo in carica, il Comune viene sciolto e avviato verso le elezioni per il rinnovo degli organi elettivi. Una procedura che, in sostanza, evita che sia una commissione prefettizia a gestire la fase di passaggio. Gli altri sindaci finiti nella lista nera sono stati «messi in mora»: la loro posizione sarà definita entro metà gennaio. Ma non è tutto: nei prossimi giorni verrà completata l’istruttoria anche per i Comuni inseriti nella cosiddetta «seconda black list»: fra questi, per quanto riguarda la provincia di Caserta, ci sono la stessa città capoluogo, poi Casapesenna, Villa Literno e Frignano. Intanto, ieri è stato notificato alla Provincia e alla società provinciale per i rifiuti, la Gisec, il documento della struttura del sottosegretario Bertolaso attraverso il quale vengono definiti i passaggi di responsabilità e di intervento operativo sugli impianti, sulle discariche e sul personale del Consorzio. Lo stesso documento che martedì, il commissario della Provincia Giliberti, non ha inteso firmare come «presa d’atto» ma che, trattandosi di un testo che recepisce una legge dello Stato e che fissa al 31 dicembre la conclusione della fase di emergenza va reso immediatamente esecutivo. Oggi nuovo incontro fra Giliberti e la struttura commissariale a Palazzo Salerno

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